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Cosa succede in Burkina Faso? Gli aggiornamenti in tempo reale

Con un colpo di stato militare, il 16 settembre scorso il presidente Kafando è stato destituito. Sciolto il governo e il comitato nazionale di transizione. La motivazione addotta del sedicente Comité National de la Démocratie, promotore del golpe è che le elezioni non sono state inclusive, a causa dell'esclusione delle personalità vicine all'ex presidente Compaoré. Da allora gli eventi si sono susseguiti a ritmo incalzante, manifestazioni popolari e repressione con -ad oggi - 17 morti e 108 feriti. Negoziazioni e proposte di accordo non sono ancora riuscite a far uscire il paese dall'impasse.

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XXII Premio del Volontariato Internazionale: aperte le candidature

Torna il XXII Premio del Volontariato Internazionale promosso da FOCSIV. Quest'anno due sono i riconoscimenti che la federazione delle ong conferirà il 5 dicembre in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato indetta dalle Nazioni Unite.
La data di scadenza per presentare le candidature è 6 luglio

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I piccoli contadini sfAMERANNO la Terra

Il 12-13 settembre al CumianaFest esordisce la prima Fiera dell’agricoltura familiare e contadina, insieme al primo evento musicale “a impatto zero” del Piemonte. 

Di mercati contadini ce ne sono tanti, ma quella che sta per nascere è un’esperienza dalle caratteristiche inedite: la prima Fiera dell’agricoltura familiare e contadina, promossa in Italia dal Comune di Cumiana - dove il 12-13 settembre si svolgerà l’iniziativa - insieme all’Ong torinese CISV e all’associazione culturale NotaBene

All’insegna dello slogan “I piccoli contadini sfAMERANNO la terra”, la Fiera sarà una vetrina e un modo per potenziare la piccola agricoltura nel nostro Paese e mettere in rete coltivatori/allevatori/consumatori. In cartellone laboratori per adulti e bambini, mostre, dibattiti e momenti ludici. Protagonista indiscusso sarà il “buon” cibo: sano, biologico, proveniente dal territorio e prodotto nel rispetto dell’ambiente e di chi ci lavora.

«In oltre 50 anni a fianco dei contadini di Africa e America Latina, la nostra associazione ha sviluppato un’attenzione particolare per i temi del diritto al cibo e della sovranità alimentare, per questo promuoviamo in Italia e nel resto del mondo un’agricoltura sostenibile - ecologicamente e socialmente - e una gestione democratica dei processi di produzione e distribuzione» dice Davide Giachino di CISV, spiegando che sovranità alimentare significa garantire il diritto dei popoli a vivere e coltivare la propria terra producendo il proprio cibo, nel rispetto di culture e tecniche locali. «In Italia negli ultimi anni CISV ha dato vita a un progetto di “Ritorno alla Terra” dei giovani, contribuendo a mettere in rete diverse realtà rurali dalla cui sinergia è nata la Fiera di Cumiana, che ospiterà tanti amici: da Aiab a Civiltà Contadina, da Antichi Mais a Genuino Clandestino, alle realtà del commercio equo.. ».

«Occorre dare voce a chi opera sui temi della sovranità alimentare, della tutela della biodiversità, di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e dei consumatori» conferma Vittorio Bosser Peverelli, Assessore all’Agricoltura e all’Ambiente del Comune di Cumiana. «Legata al lavoro dei nostri contadini deve esserci una visione dello sfruttamento della terra e di produzione delle risorse più consapevole e spirituale, per questo durante la Fiera vogliamo coinvolgere le giovani generazioni che vogliono tornare a fare questo antico e nobile mestiere».

Parola d’ordine della rassegna sarà la concretezza: «I docenti dei laboratori gratuiti sono tutti giovani che di agricoltura familiare ci vivono, dimostrando “sul campo” che questo sistema produttivo, pur fra mille difficoltà, può funzionare e costituire una reale alternativa alla produzione agricola industriale» dice Giachino; «perciò i diversi incontri saranno condotti tenendo “i piedi per terra”, cercando ad es. di capire insieme come avviare un’azienda agricola:  i passi da compiere in ambito legale, di investimento economico, di risorse personali, i tipi di incentivi a disposizione, le difficoltà reali… Senza scivolare nelle belle teorie un po’ utopiche..». 

Tra gli appuntamenti in programma, sabato 12 i laboratori ‘Apicoltura per principianti’, ‘I grani antichi e le loro farine’, ‘Progettazione di un piccolo orto’; tavola rotonda sul “Ritorno alla Terra”, raccontato dai giovani agricoltori, con i contributi di Mag4, Regione Piemonte e l’intervento di contadini da Africa e America Latina. Domenica 13 grande mercato con una cinquantina di produttori: sui banchi ortaggi, miele, salumi, formaggi, cibi di stagione prodotti attraverso “un’agricoltura lenta, paziente e rispettosa dei ritmi naturali”. Sarà anche presente un’area espositiva di razze animali autoctone, antiche cultivar e banche dei semi. E poi artigiani con ceramiche, abbigliamento in fibra naturale, saponi ecc.

Per il programma completo clicca qui 

La domenica è previsto un laboratorio su “La spesa che salva gli animali” promosso da Zoom, il bioparco nato per la tutela degli animali e le specie a rischio.

All’interno del CumianaFest si svolgerà anche il Cumiana Folk Jazz & Blues Festival: primo evento musicale a impatto zero, all’insegna della sostenibilità ambientale «organizzato grazie al lavoro volontario di associazioni, gruppi e persone con una modalità di finanziamento basata su donazioni spontanee, sponsor privati, servizi di ristorazione e crowdfunding» spiega il sindaco di Cumiana, Paolo Poggio. «Tutto il territorio e gli abitanti sono chiamati a dare il proprio apporto, per far conoscere al maggior numero di persone quel che di bello il nostro paese ha da offrire». I musicisti condivideranno le loro esibizioni, i tecnici le loro competenze, gli abitanti gli alloggi e il paese si aprirà a chi viene da fuori, il tutto senza gravare sulle casse pubbliche. Si tratta di un modello culturale innovativo, in continuità con il Jazzit Fest di Collescipoli (Tr), evento ormai tradizionale per gli amanti della musica bella&sostenibile che attira ogni anno migliaia di partecipanti.

Con una carrellata di nomi di alto livello - da Kamod Raj a Marcello Capra, da Mattia Cigalini a Filippo Cosentino, da Ciaran Ward a Sergio Di Gennaro... - il Festival aderisce ai valori del protocollo ZIF Zero Imprint Festival di JAZZIT: zero contributi pubblici / sostenibilità ambientale / direzione artistica “open source” / residenze creative / sharing economy (economia collaborativa) / inclusione sociale / turismo culturale / volontariato attivo / mobilità alternativa.

Info:  http://www.cumianafest.it

Per iscriversi ai laboratori, tutti gratuiti: promozione@cisvto.org

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Dire la verità non deve costare la Vita. Un'intervista a Ahmad Ashour di Al Jazeera

Ad agosto Al Jazeera lancerà il sito Public Liberties and Human Right. In occasione del DevReporter Forum, ne abbiamo parlato direttamente con Ahmad Ashour uno dei giornalisti dell'emittente televisiva. 

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Il video dei One Direction per il futuro del pianeta

I One Direction lanciano oggi "Dear World Leaders", un video creato grazie ai contributi di migliaia di fan che chiedono un futuro migliore, alla vigilia dei summit globali sullo sviluppo e sul clima.
Un'iniziativa della campagna Action/2015 promossa da 2.000 associazioni della società civile mondiale

 Il video chiede ai leader del pianeta di ascoltare quali cambiamenti le persone vorrebbero vedere realizzati, affinché il mondo diventi un posto migliore per la generazione presente e quelle future e supporta la campagna Action/1D - a sua volta parte della campagna globale Action 2015 che vede insieme contro povertà e disuguaglianze oltre 2.000 organizzazioni di 150 paesi.

"Siamo stati sopraffatti dalle risposte dei fan ad Action/1D. Continuano a stupirci con la loro passione e dedizione e questo video mostrerà il loro coinvolgimento in questioni che li toccano nel profondo. È stato di grande ispirazione vedere e sentire cosa interessi loro e quale è il mondo in cui vorrebbero vivere”, ha dichiarato Harry Styles.

 

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DevReporter Network: a Torino il Forum Internazionale

A essere centro del dibattito internazionale sul giornalismo e sulle sfide dello sviluppo globale sarà  Torino. Tra l’11 e 12 giugno, presso l’Arsenale della Pace si terrà il 2° Forum Internazionale organizzato da DevReporter Network, la rete di giornalisti e operatori della cooperazione allo sviluppo, enti locali, docenti universitari di numerosi provenienti da numerosi paesi nel mondo. 

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Pianificare lo sviluppo con metodi partecipativi

Stendere un piano di sviluppo territoriale coinvolgendo tutta comunità locale è possibile: lo hanno fatto due ricercatrici del Politecnico di Torino a Santa Marta, in Salvador, utilizzando focus groups, giochi di ruolo e mappature collettive.

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Menstrual Hygiene Day, nel mondo ancora troppi tabù sulle mestruazioni


L'assenza di igiene mestruale è all'origine di malattie e disagio psico-sociale in molte fasce della popolazione in tutto il mondo; non di rado, inoltre, nei Pvs le donne con le mestruazioni sono considerate "impure", perdono giorni di scuola e non vanno al lavoro. Il Menstrual Hygiene Day (Giornata internazionale dell'igiene mestruale) si celebra il 28 maggio: nasce per rompere i tabù e creare consapevolezza e dibattito intorno a un tema che ancora oggi intacca la libertà di una parte dell'universo femminile.

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Car rapide, dal Senegal i trasporti non “commun”

Picchia forte sulla vecchia carrozzeria, Joff. Sembra anche lui, come il deposito dei car rapides, uscito dalla fucina del diavolo. Se Dante fosse passato da Dakar, avrebbe preso spunto da qui per la divina narrazione. Inferno e contemporaneamente Paradiso. Perché ciò che per il nord del mondo è dannazione per il sud è rinascita.

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Minerali insanguinati, l'Ue ha detto no

Le feroci guerre locali legate alle estrazioni minerarie scatenate da milizie irregolari e mercenarie non solo in Africa potrebbero trovare tregua: il Parlamento europeo ha finalmente, e contrariamente alle pessimistiche aspettative, preso posizione contro chi estrae, mette sul mercato e trasforma le materie prime di cui sono ricche tante terre del sud del mondo. Diventa obbligatoria la tracciabilità. Ma molto cammino resta da fare.

di Mario Ghirardi

Il voto di mercoledì 20 maggio è stato netto: 400 parlamentari capeggiati dal gruppo socialista hanno deciso di rendere obbligatoria la tracciabilità da parte di commercianti e fonderie delle materie prime dirette verso la UE, così come già avviene da parte degli Usa e di altre Nazioni. Ne escono sconfitte le lobby delle industrie pesantemente orientate invece verso la semplice autocertificazione spontanea, normativa ritenuta sinora l'unica praticabile.

Oggi la situazione è drammatica anche in aree più o meno circoscritte dell'Estremo Oriente e del Sud America dove l'estrazione di minerali rari e molto utilizzati nell'industria elettronica mette la popolazione locale in balia di mercenari pronti a tutto. Il loro obiettivo è ottenere il maggior profitto possibile utile ad autofinanziarsi, perpetuando con guerre civili il loro potere che sottrae alla giurisdizione di troppo deboli o conniventi governi amplissimi e ricchissimi territori. 

Massacri, vessazioni, stupri sono all'ordine del giorno per piegare la resistenza degli abitanti dei villaggi costretti a lavorare in miniera nelle condizioni più dure e disumane possibili, paragonabili allo schiavismo. La prima proposta della UE di limitare e regolamentare blandamente il commercio di soli quattro minerali, oro, tungsteno, titanio e stagno, con una ricaduta su poco meno di mezzo migliaio di aziende, è stata un primo passo, ma non poteva essere sufficiente per migliorare significativamente le condizioni di vita dei lavoratori. Per farli uscire dalla miseria in cui sono segregati occorre un passo più coraggioso, ovvero tenere sotto monitoraggio tutta la filiera dall'estrazione alla produzione ed estendere il controllo ad una più vasta gamma di minerali che costituiscono oggi il cuore caldo dei prodotti avanzati di elettronica, telefonini in testa.

"L'industria dei Paesi europei ed in particolare quella tedesca che si avvale in abbondanza di quei minerali non ha niente da temere da un legale approvvigionamento, che sia trasparente nei suoi passaggi - afferma con fermezza monsignor Ambongo, vescovo in Congo - Una norma chiara e inderogabile invece comporta automaticamente la progressiva messa al bando di questi metodi schiavisti, offrendo reale retribuzione a chi lavora, senza che questo metta in discussione i guadagni delle industrie che importano e trasformano le materie prime. È inutile e contraddittorio che l'Europa offra aiuti umanitari e poi si avvalga dei profitti generati letteralmente dal sangue di questi schiavi. Quei minerali sono oggi davvero insanguinati, non è solo un modo di dire. Le complicità tra il governo congolese, quelli circostanti di Burundi, Ruanda e Uganda e le grandi compagnie minerarie sono la causa dello sfruttamento irresponsabile e delle condizioni di vita indegne delle popolazioni locali soggette a trasferimenti forzati e private spesso dell'accesso all'acqua". Senza contare che per questo motivo molti cercano di fuggire verso l'Europa alimentando la tratta che porta a morire sui barconi che cercano di attraversare il Mediterraneo.

Contro una tale insostenibile situazione, che coinvolge anche terre come la Colombia, la Birmania per la giada e lo Zimbabwe, grande contenitore di diamanti, si sono apertamente schierate le ong del Cidse (per l'italia la Focsiv) e i vescovi africani che hanno lanciato una petizione internazionale.

Nei villaggi non solo gli adulti ma anche i bambini vengono fatti oggi lavorare nel sottosuolo a mani nude, a temperature elevate, in cunicoli a rischio frane, senza protezioni per due dollari al giorno, una paga che sembra una fortuna a chi è abituato a coltivare con fatica la terra. Sperano di potersi pagare la scuola e magari una bicicletta. Ma la realtà è diversa, pagano una tangente ad un gruppo armato che sarà presto soppiantato da un successivo oppressore. Sono costretti a chiedere prestiti e, se avranno la fortuna di sopravvivere, entreranno in un circolo vizioso di ulteriore sfruttamento. In miniera si lavora ininterrottamente al buio, spesso non si dorme. Altri ragazzini trasportano carichi di 25 chili sulla testa per consegnare i minerali estratti. Con quei pochi soldi possono appena appena comprare cibo a prezzi sempre più elevati da commercianti a loro volta vessati. Intanto più nessuno coltiva la terra e si sfasciano i rapporti consolidati, distruggendo per sempre un millenario contesto sociale di mutuo aiuto.

Il voto europeo favorevole alla tracciabilità  della provenienza e della lavorazione dei minerali non è tuttavia sufficiente. È  piuttosto un ottimo e, ripetiamo, quasi insperato, punto fermo di partenza perché su esso si fonda la trattativa con la Commissione parlamentare sul regolamento che tuttavia troverà concretezza non prima di un anno e che non andrà oltre il monitoraggio dei quattro principali metalli indispensabili al funzionamento della tecnologia quotidianamente in mano a ciascuno di noi. Peccato che i circuiti elettronici dei nostri telefonini contengano non quattro, ma almeno una ventina di minerali rari provenienti in gran parte da zone di conflitto.  Tuttavia non sarebbe onesto non rallegrarsi per il colpo d'ala di una classe politica europea sin qui ben poco coraggiosa.

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Vivere da rifugiati in Ruanda

Dopo lo scoppio delle violenze in Burundi decine di migliaia di famiglie sono state costrette a fuggire nei paesi vicini.
La dura vita quotidiana di chi ha dovuto abbandonare tutto

di Gabriel Nikundana da Kigali

 

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Giochi di potere e controllo dell'informazione. Prove di dittatura dal Burundi

“In queste due ultime settimane dominate dall’incertezza politica, Bujumbura ha un aspetto desolato. Poche macchine, pochi negozi aperti, poche persone che circolano, molta polizia in anti sommossa in ogni angolo della città” racconta Simone Teggi, cooperante, scrivendo sul sito dell’associazione per cui si trova in Burundi “le paure del conflitto etnico tornano a galla, nascoste, ma ancora come vividi ricordi, molti scelgono di scappare”.

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Un viaggio responsabile nel cuore dell’Africa

Ami viaggiare fuori dagli schemi e il pensiero di essere ostaggio di un villaggio turistico ti terrorizza? La curiosità è la tua più fidata consigliera? Se si, potresti far parte della percentuale sempre crescente di italiani ed europei che scelgono il viaggio responsabile e il turismo sostenibile.

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A supporto dell'agricoltura familiare

Nel week-end compreso tra il 16 e il 17 maggio torna “Abbiamo riso per una cosa seria – La fame si vince in famiglia”, la campagna FOCSIV volta alla promozione e al rafforzamento della pratica di agricoltura familiare.

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