Logo
focsiv

Ultim'ora dall'Italia e dal mondo


Inizia il 22 febbraio la settimana scolastica della cooperazione

Dal 22 al 28 febbraio alunni e docenti di oltre 500 scuole italiane saranno protagonisti dell'iniziativa promossa dal Ministero Affari Esteri.

Leggi Tutto

L'intera città di Juba in festa per onorare 30 neolaureati

Chiunque si sia laureato o abbia assistito alla laurea di qualche caro sa che l’ottenimento del titolo rappresenta un momento di felicità intensa.

Leggi Tutto

700 volontari e 50 anni di attività: buon compleanno LVIA!

La storica associazione di solidarietà e cooperazione internazionale affonda le proprie radici a Cuneo dove nel 1966, 50 anni fa, don Aldo Benevelli catalizzò il primo nucleo di giovani volontari.

Leggi Tutto

Kenya: il Papa parla del diritto all'ACQUA

LVIA racconta una storia di cooperazione che in 50 anni ha visto la realizzazione di 600 Km di acquedotto che danno acqua 522mila persone nel Meru

A cura di Lia Curcio

Leggi Tutto

Etiopia: acqua per le nuove generazioni

Tagliato il nastro del nuovo impianto idrico di Agaro Bushi in Etiopia, realizzato da CVM in collaborazione con Saed Etiopia e la diocesi della zona.

Leggi Tutto

Guinendadi - Storie di rivoluzione e sviluppo in Guinea Bissau

È online il reportage vincitore del DevReporter Grant che racconta l’altra faccia di uno dei paesi più poveri al mondo: la Guinea Bissau. 

Leggi Tutto

Senegal, nel silenzio di Beude

Un posto dove la terra si spacca tanto è secca; dove di acqua non se ne spreca mai, nemmeno una goccia; dove il campo da coltivare è un luogo sacro. È questo il Senegal visto con gli occhi di Donatella Penati

Leggi Tutto

Media e Sviluppo: un corso Ispi - VpS

Si terrà l'11 e 12 dicembre a Milano il corso ISPI dedicato al rapporto tra media e sviluppo, organizzato in collaborazione con Volontari per lo Sviluppo. Tre i filoni di analisi: il ruolo dei media nella democrazia a Nord e a Sud del mondo e l'utilizzo partecipativo di metodi e strumenti della comunicazione nei programmi di sviluppo.

Leggi Tutto

Erasmus+: come valorizzare le competenze acquisite nel volontariato

Non si vive di solo lavoro, si diceva una volta. Lo dimostrano la quantità di competenze che ogni giorno vengono acquisite da giovani e meno giovani durante attività di volontariato. È (anche) per questo motivo che l'ong C.O.P.E ha deciso di partecipare al progetto Erasmus+ Destination & Validation, per la valorizzazione delle competenze. 

Leggi Tutto

Anche CELIM aderisce alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

La necessità di decrescere e dematerializzare è ormai chiara a tutti, come dimostra la partecipazione crescente alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Tra gli enti partecipanti anche CELIM. 

Leggi Tutto

Vivere nei sobborghi di Montevideo: i primi mesi al Centro “Don Bosco” alla Tablada

Percorsi educativi, corsi formativi e promozione dei diritti umani: su questo lavorano Claudia e Nicola, volontari del Servizio Civile con Amici dei Popoli a Montevideo. Ma di cosa si occupano nel concreto? 

Leggi Tutto

Come ti racconto la Cooperazione Internazionale

Dare spazio al dialogo? Includere la cittadinanza?
Come far conoscere a chi non se ne occupa il mondo della cooperazione?
South4South è un progetto di COPE che prova a intraprendere questa strada.  

Leggi Tutto

COP21 - Un segnale per il futuro del Pianeta, ma resta molto da fare

Il testo dell’accordo universale sul cambiamento climatico è stato adottato.  La mobilitazione di massa ha costretto i politici a fare riferimento all’obiettivo di limitare l’innalzamento della temperatura agli 1,5 gradi centigradi, a menzionare il concetto di giustizia climatica e a dare un segnale all’industria dei carburanti fossili che il suo tempo è finito. Ma basta? La posizione di Focsiv, CIDSE e Caritas Internationalis

 

CIDSE con FOCSIV e Caritas Internationalis sono state presenti insieme a Parigi alle negoziazioni di COP 21, durante tutto il periodo del suo svolgimento. Per le organizzazioni cattoliche, che si sono impegnate fortemente per la definizione di un accordo giusto ed equo a favore delle popolazioni più povere, l’obiettivo degli 1,5 gradi sottoscritto sarà utile per raggiungere la giustizia climatica, purché tutti i paesi rispetteranno gli impegni presi. Se i tagli alle emissioni saranno credibili scientificamente e attuati entro il 2050, se si realizzerà un meccanismo capace di monitorare in modo trasparente il progresso e i successivi allargamenti degli impegni dei diversi paesi, se saranno resi disponibili finanziamenti rilevanti e prevedibili, soprattutto da parte di quegli stati che hanno la responsabilità storica del cambiamento climatico e che hanno una maggiore capacità economica, allora tutti potranno contribuire in misura diversa alla riduzione delle emissioni avvicinandole allo zero nei prossimi decenni.

“Abbiamo sperato nel coraggio e nella creatività dei leader politici nell’affrontare le questioni del cambiamento climatico, tuttavia l’accordo non ha l’ambizione che avremmo desiderato e non offre soluzioni adeguate all’urgenza dei problemi di cui soffrono le popolazioni più povere e vulnerabili sul Pianeta. – ha affermato Michel Roy, Segretario generale di Caritas Internationalis – Sebbene sia stato fatto cenno alla connessione tra cambiamento climatico, sradicamento della povertà e accesso equo allo sviluppo sostenibile, è insufficiente il riferimento ai diritti umani, che non appaiono essere al centro dell’accordo, mentre dobbiamo agire affinché prevalga il bene comune rispetto agli interessi particolari.”

 

In merito alla questione inerente la finanza messa a disposizione del clima, mentre è rassicurante leggere che i paesi più ricchi si faranno carico di impegnare 100 miliardi di dollari all’anno per il fondo verde, tuttavia non si trova alcuna indicazione su come pensano di raccogliere i soldi di questo fondo. Vi è la necessità che i governi assicurino in modo inequivocabile i finanziamenti per i paesi più poveri, ciò non è mai accaduto, né vi è alcuna garanzia che tali risorse economiche saranno trovate. Rifacendosi a quanto sostenuto da Papa Francesco, i paesi che sono gli artefici in maggiore misura della crisi climatica devono pagare il loro debito ecologico alle nazioni meno responsabili.

Un’altra preoccupazione riguarda i diritti umani, ai quali c’è solo un accenno nell’accordo e non hanno un ruolo preminente, come auspicato, negli impegni sottoscritti. Vi è il serio pericolo che le misure adottate contro il cambiamento climatico abbiano un effetto negativo sui diritti umani delle popolazioni più povere. Altra questione è la sicurezza alimentare, per la quale l’accordo è assolutamente insufficiente, non vengono considerati i bisogni dei piccoli contadini di fronte al cambiamento climatico. Non ci sono impegni sul diritto alla terra degli agricoltori né tanto meno sono prese in considerazione le loro necessità nel doversi adattare ai cambiamenti climatici.

“Ispirati dalle parole di Papa Francesco, insieme alle centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo, chiediamo ai governi di considerare la dimensione morale delle loro decisioni politiche rispetto al cambiamento climatico ed a porre le comunità più povere, che stanno soffrendo di più degli impatti del cambiamento climatico, al centro dei loro sforzi – ha sottolineato Heinz Hödl, Presidente di CIDSE  – La cura della nostra casa comune richiede a tutti di far fronte alla crisi sociale ed ambientale.”

Dopo anni di discussioni e controversie, per la prima volta, la questione delle perdite e dei danni causati dal cambiamento climatico è stata inclusa nell’accordo. Tale scelta rappresenta un buon punto di partenza per poter sostenere le popolazioni più vulnerabili, tuttavia è deludente e sconcertante come alcuni paesi abbiano tentato di minimizzare le loro responsabilità per non essere costretti a farsi carico dei danni irreversibili e irreparabili provocati verso queste popolazioni.

È necessario ora seguire con attenzione la realizzazione dell’accordo a livello nazionale: in Italia il Governo deve passare al più presto a una nuova strategia energetica che metta al centro le fonti rinnovabili e all’adozione di un piano di adattamento credibile. Contemporaneamente occorre mobilitare il sistema Italia, tra cui le tante ONG che operano da anni per la giustizia climatica, affinché la cooperazione con i paesi più poveri diventi una priorità e una responsabilità per tutti, così come una grande opportunità di collaborazione tra popoli per un futuro sostenibile. La Coalizione italiana per il clima può giocare un ruolo importante in questa mobilitazione”. Ha ribadito Gianfranco Cattai, presidente di FOCSIV.

 

Nonostante l’inadeguatezza dell’accordo, CIDSE con FOCSIV e la Caritas Internationalis affermano la loro vicinanza alle grandi dimostrazioni di solidarietà per la giustizia climatica dei movimenti dal basso. Le organizzazioni cattoliche continueranno ad essere impegnate per partecipare, facilitare e sostenere questi movimenti, per far si che i nostri politici siano sempre più responsabili nell’attuazione dell’accordo e più ambiziosi nei risultati raggiunti. Il movimento per la giustizia climatica sta crescendo e continuerà ad affermarsi anche dopo Parigi.

Leggi Tutto

Le ONG: stop alle armi italiane alla coalizione saudita

L'esporto di armi nei paesi in conflitto per l'Italia è proibito per legge, ma attualmente le procedure non consentono di analizzare i passaggi degli armamenti da un paese all'altro. Ecco il perché le ONG si sono unite in un appello al governo Renzi per controllare l'esporto di armi verso lo Yemen, dove si sta consumando un conflitto di cui non si parla, ma che può essere definito come una "catastrofe umanitaria".

Leggi Tutto

Global Voices

8 Marzo | Uganda, 19enne eletta al Parlamento

tizia uganda
Proscovia Alengot Oromait eletta lo scorso settembre al parlamento ugandese, è la più giovane eletta in Africa. La sua nomina fra…

Le inchieste di VPS

Dietro Kony 2012 la guerra alla Cina

africom2
Countdown per l’appuntamento del 20 aprile della campagna Stop Kony 2012 che mobilita la società civile mondiale per l’arresto del capo…

Voci dal sud

Mali, ripartire dal pastoralismo con Cisv

cisv agricoltura
Per lasciarsi alle spalle gli strascichi della guerra e la crisi alimentare, nel Paese saheliano occorre puntare al rilancio del settore…

Filo diretto con

Siria | La guerra di Nadia e Ahmad #2

ribelli-allenamento-siria-ugo-borga
Partiamo per la provincia a Sud di Idlib, sotto incessanti bombardamenti dell’aviazione di Damasco. A bordo del service sono tutti civili.…

Migrazioni

Cercavano la dignità, hanno trovato la morte Lampedusa, un anno dopo

Lampedusa, 3 ottobre 2013: si vedevano le prime luci dell’alba quando un barcone con 500 persone prese fuoco e naufragò a meno di un miglio…

Newsletter

 

Corsi e webinar di Ong 2.0

Lavorare nella cooperazione internazionale, il nuovo percorso di formazione 2017

outdoor-1807522 1
Dal risk management nei Paesi a rischio, all’amministrazione di un progetto; dal Project Cycle management, all’approccio di genere fino alle…