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Articoli, reportage e inchieste sulle esperienze dei migranti in Italia.


Il fallimento della Grecia e gli immigrati clandestini

Migliaia di immigrati in fuga da guerre, genocidi e carestie continuano a scegliere la via della Grecia per entrare in Europa. Ma nel frattempo nel paese la crisi economica si aggrava, e la gente è sempre meno accogliente…
di Maurizio Dematteis, foto Simone Perolari

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Vivere “sans papiers”

Dopo mesi, a volte anni di un periplo sfiancante, una volta arrivati in Francia i migranti sono ben lontani dall’essere al sicuro. Ottenere documenti, circolare liberamente senza doversi nascondere, accedere ai servizi sanitari o persino vivere una relazione sentimentale, richiede sforzi enormi.

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Migrazioni narranti

Patrizia Ceola raccoglie il meglio della letteratura sull’Africa realizzata nel nostro paese da scrittori italiani e africani. Si intitola "Migrazioni narranti", ed è un testo fondamentale per capire i cambiamenti della letteratura italiana sui paesi africani. 

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L’immigrazione vista da Sud

Un’occasione di sviluppo socio-economico o un baratro che inghiotte “la meglio gioventù” dei paesi africani? Ecco cosa pensano gli studenti del Burkina Faso del fenomeno migratorio, che coinvolge ogni anno migliaia di loro connazionali.

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Via di fuga

Nasce il primo osservatorio permanente sui rifugiati nel nostro paese. Un sito web promosso dall'Ufficio pastorale migranti di Torino, nato per capire, informare, ragionare sul tema del diritto di asilo.

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La moglie del migrante

Attratte dal miraggio di una vita migliore, le senegalesi che sposano uomini emigrati devono spesso ricredersi: solitudine, difficoltà economiche, maltrattamenti da parte della famiglia di lui, abbandoni frequenti sono tra i motivi che trasformano il loro sogno in un incubo.

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Dossier Caritas 2011: fare i “nuovi” italianiPresentato oggi il 21° Dossier statistico immigrazione di Caritas Migrantes a Roma e, in concomitanza, in tutte le regioni italiane. Che vede una leggera flessione nell’aumento degli stranieri residenti in Italia, ormai nostri partner nell’affrontare l’attuale crisi economica.

Gli stranieri regolarmente residenti sul nostro territorio nazionale sono, al primo gennaio 2011, 4.570.317, a fronte dei 214 milioni di migranti in tutto il mondo (fonte Oim). Si tratta del 7,5% della popolazione italiana. Ai quali bisognerebbe aggiungere, secondo la Caritas, almeno 400 mila residenti ma non ancora registrati ufficialmente. Più, eventualmente, circa mezzo milione di persone in posizione irregolare.
Ma attenendosi alla sola cifra dei “regolari”, si arriva a quasi 5 milioni di persone, sostanzialmente la stessa rilevata nel dossier dello scorso anno.

Nel corso dell’ultimo anno infatti, l’aumento degli stranieri in Italia ha subito una leggera flessione rispetto agli anni passati, dovuta alla grave crisi economica. Se negli ultimi anni il trend era in aumento, il 2010 non ha registrato differenze rispetto al 2009, con appena 335.258 unità in più.
Nel frattempo, pero, centinaia di migliaia di persone hanno perso l’autorizzazione a rimanere in Italia, perché sono scaduti ben 684.413 permessi di lavoro (2/3 per lavoro e 1/3 per famiglia).

Ma nell’analisi presentata oggi da Caritas Migrantes, dal titolo “Oltre la crisi insieme”, accanto al permanere di alcuni segnali negativi, non mancano quelli positivi, che vanno in direzione di un corretto inserimento dei “nuovi italiani”. Nel 2010 infatti,  sono stati ben 66mila le persone straniere che hanno acquisito la cittadinanza italiana. I minori figli di immigrati sono oggi quasi 1 milione,  ai quali si aggiungono 5.806 minori non accompagnati (senza contare i comunitari). Le persone di seconda generazione sono ormai quasi 650mila, nate sul posto ma senza cittadinanza. Gli iscritti a scuola nell’anno scolastico 2010-2011 sono 709.826 (incidenza del 7,9% sulla popolazione studentesca, e ancora più alta nelle materne e nelle elementari). Mentre gli universitari stranieri ammontano a 61.777 (3,6% del totale).

Pierluigi Dovis, direttore dell'Ufficio diocesano della Caritas di Torino, sottolinea come questi dati dovrebbero sancire «l’uscita da una logica di emergenza verso una di vera accoglienza. Dove lo straniero residente non viene più visto come un antagonista, ma come un fratello con cui costruire opportunità di sinergie per uscire dall’attuale crisi, non solo economica».
Ma politiche come quella dei rimpatri forzati, (ben 16.086 nel 2010, arrivati a costare, nel complesso, fino a 10mila euro l’uno), non spingono certo nella direzione indicata. Dal momento che assorbono quasi l’intera somma di denaro destinata a finanziare le politiche immigratorie. Comprese quelle di integrazione.
Caritas Migrantes sostiene infatti che i costi dei rimpatri, dei Cie e delle carceri e l’impossibilità di avere frontiere ermetiche, dal momento che ogni giorno entrano in Italia 200mila persone, dovrebbero indurre ad abbandonare la strada dei rimpatri forzati per incentivare i flussi regolari. {youtube} C6rf_T0JnUY{/youtube}

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Laboratori di melting pot

Essere giovani di origine straniera nelle metropoli italiane significa spesso discriminazione, minori opportunità, emarginazione. Ma non sempre. Siamo andati a indagare le iniziative positive di integrazione avviate da amministrazione e associazioni a Torino, “capitale dei giovani 2010” inaspettato laboratorio di città multietnica. E abbiamo scoperto che sono moltissime

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UNHCR, i rifugiati africani scelgono l'Amazzonia

Se l'Europa chiude i suoi confini come una fortezza, dall'Africa si cercano nuove destinazioni per migrare via da guerre e povertà: oltreoceano, l'Amazzonia sarà in futuro la terra promessa per migliaia di profughi.

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Memorie di pace

Vedere da lontano la propria città natale distrutta da una sanguinosa guerra civile è un dolore paragonabile a un lutto. La giovane scrittrice somala Kaha Mohamed Aden non vede Mogadiscio dal 1986, ma nel mediometraggio “La quarta via”, presentato in Italia e all’estero, ricorda le storie che l’hanno costruita. La sua è una vita tra esilio e ferrea volontà di cambiare le cose narrandone la memoria.

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Non passa lo straniero?

Migliaia di immigrati in fuga da guerre, genocidi e carestie vivono accampati nei pressi del porto di Patrasso in attesa di imbarcarsi clandestinamente per l’Italia. Nella speranza di ottenere un permesso di asilo europeo. E mentre la frontiera d’ingresso illegale nell’Unione aumenta i controlli di polizia, i trafficanti esplorano nuove vie.

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L'afghano che visse due volte

Fuggito a otto anni dall’Afghanistan in mano ai talebani, Hussain Nazari decide di tornare in patria per portare madre e sorella in Pakistan e salvarle dall'inferno della guerra. Di questo viaggio ha tenuto un diario, poi diventato libro, dove il giovane - che oggi vive in Italia - racconta un paese diverso da quello raffigurato da media e politici, ancora ben lontano dall'essere tornato “normale”.

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Migranti auto-organizzati

C’è chi milita nei sindacati, nei centri sociali o nei partiti, chi s’impegna nelle associazioni, chi dà vita a forme nuove e creative di partecipazione: oggi gli immigrati non vogliono essere solo “ospiti”, più o meno graditi, ma cittadini con pari doveri e diritti. E vanno in cerca di riconoscimento, spazi di riflessione e denuncia.

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Castelvolturno: l’ultima spiaggia

Un progetto di stazione balneare fallito, un angolo di paese dimenticato e sottratto alla legalità, migliaia di immigrati senza lavoro arruolati dalla camorra. Questa la miscela esplosiva di Castelvolturno, balzato all’onore della cronaca dopo la strage di settembre. Siamo andati a vedere, dopo sei mesi, entrando nella zona off limit per polizia e Stato.

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Corsi e webinar di Ong 2.0

Lavorare nella cooperazione internazionale, il nuovo percorso di formazione 2017

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Dal risk management nei Paesi a rischio, all’amministrazione di un progetto; dal Project Cycle management, all’approccio di genere fino alle…