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Articoli, reportage e inchieste sulle esperienze dei migranti in Italia.


Fortezza Europa, Amnesty chiede più rispetto per i migranti

Respingimenti, ostilità e maltrattamenti contro gli immigrati che varcano le frontiere della "fortezza Europa" sono all'ordine del giorno. Per questo, in occasione della "Giornata mondiale del rifugiato 2012" che si celebra il 20 giugno, Amnesty International chiede con forza all'Unione Europea il maggiore rispetto dei diritti umani dei migranti.

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Comunicare l'immigrazione: una guida contro gli stereotipi

Presentata a Roma la guida dedicata agli operatori dell'informazione "Comunicare l'immigrazione". Un vademecum che presenta dati e approfondimenti sul panorama migratorio in Italia ed Europa e che mette in guardia il mondo dei media dai facili clichè e stereotipi. La guida propone anche esempi di buone pratiche comunicative, racconta storie di successo e offre un glossario conclusivo con le definizioni per il "parlar corretto".

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Stranieri d'Italia

L’Italia e la migrazione: questo il tema di “Anche voi foste stranieri!”, il nuovo libro di Antonio Sciortino che ha raccolto gli interventi comparsi negli ultimi anni sul settimanale Famiglia Cristiana, di cui è il direttore. Il volume contiene una raccolta di notizie e testimonianze, con un appello alla politica italiana affinché si impegni maggiormente nel progettare l’accoglienza di una presenza straniera sempre più stabile e numerosa: oltre 3 milioni e 500 mila non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia, secondo i più recenti dati Istat.

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CIE aperti ai giornalisti: primi dati sulle strutture

Dopo la chiusura nello scorso aprile, l’apertura dei centri di identificazione ed espulsione ai giornalisti, decretata dalla neo-ministra Cancellieri, permette di fare luce sulle condizioni di detenzione. Sono circa mille gli “ospiti” delle tredici strutture operative in Italia.

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A Roma sono migliaia i rifugiati politici con regolare permesso di soggiorno costretti a vivere in luoghi fatiscenti o in immense baraccopoli di cartone e lamiere. Il censimento "I rifugiati invisibili" punta i riflettori sui numeri di queste vite "abbandonate" nella capitale: solo nelle grandi occupazioni abusive sono 1.700. Mentre Romanina, Collatina, Ponte Mammolo, Ostiense sono i quartieri più "disperati".

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188 mila i cinesi in Italia

Sono ben 188.352 su un totale di 700 mila residenti nell’Unione europea le persone di origine cinese residenti nel nostro paese. L’Italia è infatti il paese europeo con la più alta presenza di immigrati cinesi.

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Se la polizza è

Alcune assicurazioni applicano polizze auto più care agli stranieri: una pratica illegale, spesso basata - oltre che sull’interesse economico - su pregiudizi e immagini stereotipate degli immigrati. Per questo ong e associazioni si stanno oggi impegnando per debellare il fenomeno, in sinergia con giuristi e avvocati.

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Metti l'integrazione in Banca

Dalle pulizie al baby-sitting, dalle piccole riparazioni alle lezioni di cucina, computer, lingue… “Basta un ritaglio” è molto più che una Banca del tempo dove scambiarsi favori e competenze senza ricorrere al denaro: si tratta di un “laboratorio” di socialità, che promuove il dialogo interculturale e l’integrazione in una realtà urbana multietnica. All’insegna del protagonismo femminile.

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Comunicare la salute: prontuario per dottori e migranti

 Redatto in 4 lingue (italiano, francese, inglese e arabo), il prontuario realizzato dalla fondazione IntegrAzione raccoglie un frasario di domande e risposte per guidare gli operatori sanitari, medici e infermieri, nella comunicazione con i migranti. Su VpS un estratto della guida.

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500 storie vere sulla tratta

Una ragazza nigeriana sfruttata riesce a sfuggire al connubio tra mafia nigeriana e criminalità italiana. Coperti dal sistema di corruzione e connivenze che spesso permea i governi occidentali. E scrive un libro di denuncia unico nel suo genere.

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Primo Marzo, mobilitazione dei lavoratori immigrati

Il primo marzo è dedicato ai lavoratori migranti, che scendono in piazza insieme agli italiani, in sciopero per manifestare contro la Bossi-Fini e i permessi di soggiorno a punti. In molte piazze italiane cortei e manifestazioni dal mattino fino al tardo pomeriggio.

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Rom, pregiudizi e razzismo in Italia

A pochi giorni dall’attacco al campo rom di Torino, un duplice omicidio a danno della comunità senegalese di Firenze evidenzia il clima di crescente razzismo e xenofobia emergente in Italia. E mentre Laurens Jolles, rappresentante Unhcr Sud sottolinea come sia in atto “un pericolo troppo spesso sottovalutato”, Vesna Vuletic di Idea Rom cerca di spiegare le ragioni di Rom, Kalé e Sinti nel nostro paese.
di Michela Caccavo


Spesso ci sentiamo abbandonati da quelle istituzioni che chiedono soltanto e non danno mai. Abbiamo paura dell'altro, di chi è diverso e trattiamo le persone con distacco, la maggior parte delle volte discriminando chi non è uguale a noi. Chiediamo integrazione per tutti, ma siamo disposti a darla?

E' questa una delle domande che si pone Vesna Vuletic, presidente dell'Associazione torinese Idea Rom Onlus che ha scelto di partire dalle donne rom per parlare del suo popolo e per migliorare la loro condizione perché «sono le più forti e quelle che per prime vogliono cambiare e capire per il bene dei propri figli, vogliono parlare» e integrarsi nelle nuove società in cui si insediano.

Vesna sottolinea come la maggior parte delle credenze che noi “gagé” abbiamo nei confronti degli "zingari" - «voi ci chiamate così, ma noi siamo Rom, Kalé, Sinti, non zingari»- in realtà sono frutto della nostra immaginazione e si distaccano completamente dalla loro cultura. Non è dato sapere se il popolo Rom discende realmente da un antico popolo indiano: oggi, dei circa 150 mila Rom e Sinti che vivono in Italia (secondo il rapporto ombra presentato al Comitato per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne dall'Associazione 21 luglio di Roma, insieme a Idea Rom, Opera nomadi di Reggio Calabria e al Centro europeo per i diritti dei Rom) la metà è ormai di cittadinanza italiana. Come si acquisisce quest'ultima? Non per nascita, ma per “diritto di suolo”, un diritto che si ottiene risiedendo nel nostro paese per più di 10 anni.

Ma allora, saranno poi nomadi questi Rom? No, secondo la Vuletic «non esiste nomadismo. Ci sono rom napoletani o siciliani che si spostano qui o in altri paesi per cercare lavoro; sono pochissimi ad essere nomadi, e di solito lo sono per scelta o necessità – se le persone non riescono a trovare posto in un campo per svariati motivi finisce che si mettono dove capita, la polizia li manda via e loro iniziano una sequenza di spostamenti che viene percepita come nomadismo«». La maggior parte però vive in una casa o la vorrebbe, tant'è che «appena a Torino c'è stata la possibilità di fare la domanda per le case popolari chi viveva nei campi l'ha fatta». Già, se si parla “di” Rom ma soprattutto “con” essi ciò che si percepisce è questo distacco tra campo – che noi gagi identifichiamo nella dimora dei sinti – e casa. Il campo è il luogo in cui gli italiani hanno confinato i primi Sinti giunti nel nostro paese per scappare dalla guerra: bosniaci, romeni e serbi di etnia Rom. «Quando sono arrivati i Rom a Torino chi si è dichiarato Sinto è stato messo nei campi, gli altri che non l'hanno fatto sono stati messi nelle case». Abbiamo ghettizzato una popolazione. Perché?

“Puzzano, usano i bambini per chiedere l'elemosina, sono dediti al furto e violenti”. E' il 1912 e il governo americano dipinge così gli italiani appena sbarcati sulle coste del Nuovo mondo. Sembra che nulla sia cambiato, soltanto i soggetti della discriminazione. «Il pregiudizio sul rom è molto forte, è quasi una guerra» dice ancora la Vuletic la quale denuncia anche gli atti di razzismo veri e propri: nelle scuole, nei condomini ed anche per strada. Alcune delle testimonianze più agghiaccianti arrivano proprio dalle donne: sono loro a subire gli abusi peggiori, anche da chi le dovrebbe proteggere. In casa, anche in territorio italiano, subiscono percosse e abusi di ogni genere, fisici e psicologici, come denuncia il rapporto ombra citato poco sopra. E la polizia italiana non dovrebbe intervenire? No, o meglio, spesso interviene, ma lascia le vittime insieme agli aguzzini con la scusa della cultura. Risultato: le donne hanno paura in casa e non si fidano delle forze dell'ordine. Il motivo si legge nel rapporto nel quale si denuncia come “molte di loro hanno confessato a termine delle interviste che sono state forzate dalla polizia a commettere atti contro la loro volontà». Il peggio però è che «hanno subito abusi psicologici e sessuali e non hanno potuto denunciarli perché è stato loro detto che i loro fratelli, padri o altri familiari sarebbero stati presi dalle strade, fatti salire a forza in auto, poi picchiati e trattenuti in galera dalle forze dell’ordine». Nessuno crede a una donna Rom, quindi meglio stare zitte.

Se una donna, di qualsiasi etnia, vive in un paese, non dovrebbe essere protetta dalle autorità dello stesso? E' questo che si chiedono le associazioni che da anni lavorano e sostengono il popolo Rom italiano. La paura per se stesse si trasforma poi in paura per i propri figli, per “sequestri forzati” e adozioni «fatte così rapidamente da sembrare altamente sospette» dice la presidente di Idea Rom. L'unico modo per uscire da questa situazione è rendere indipendenti gli individui. La Vuletic sottolinea come l'unico modo sia partire dal basso, dai bambini e dalle loro mamme: «noi lavoriamo in modo da dare la responsabilità ai genitori stessi: sono loro che devono avere il contatto diretto con le maestre nelle scuole. Integrazione è la mamma che si occupa del figlio e il figlio che sente la madre vicino, non l'educatore. Anche in caso di emergenza o necessità è bene che il contatto maestra-mamma-bambino sia diretto».

Sembra ineccepibile, ma è ciò che le numerose associazioni che lavorano quotidianamente nei campi non fanno, perché? L'assistenzialismo paga. L'unione europea stanzia fondi da anni per le associazioni che decidono di “prendersi cura” dei Rom in Italia, ma la Vuletic sottolinea come ciò che serve è ben altro: «il lavoro e la casa, non l'assistenzialismo d'emergenza perché sennò l'unico risultato possibile è che i rom rimangono sempre “ospiti” senza nessuna integrazione».

La conclusione viene da sé per Vesna Vuletic: «bisogna iniziare nelle scuole e nelle case; bisogna cercare di capire e di integrare le persone. Non serve avere paura. Noi rom dobbiamo farci conoscere» perché sennò il rischio è di rimanere isolati. Ognuno con i propri pregiudizi.

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Respingimenti: condannata l'Italia dalla Corte Europea dei diritti umani

Sentenza storica della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo che condanna l'Italia per i respingimenti collettivi dei migranti verso la Libia avvenuti nel 2009. Il nostro Paese dovrà versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 vittime. Commenta la Focsiv “I diritti dei migranti sono violati troppo spesso" e lancia un appello al governo Monti perché adotti la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti

 

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Riccardi: stranieri determinanti per il nostro futuro

Il neo ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione, in armonia con Giorgio Napoletano, si esprime favorevolmente sull’importanza degli stranieri in Italia. Aprendo uno spiraglio per la legge di inziativa popolare sulla cittadinanza ai nati nel nostro paese.

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Corsi e webinar di Ong 2.0

Lavorare nella cooperazione internazionale, il nuovo percorso di formazione 2017

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Dal risk management nei Paesi a rischio, all’amministrazione di un progetto; dal Project Cycle management, all’approccio di genere fino alle…