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Testimonianze dirette dei nostri collaboratori dai cinque continenti


uruguayIn uno dei paesi al mondo che ha investito di più nelle politiche sociali negli ultimi anni, persistono grandi sacche di povertà estrema, che spesso diventa un vero “stato mentale” come testimonia Caterina, in servizio civile nella periferia di Montevideo per Amici dei Popoli.

"Ciò che fai, fallo volendolo, con coscienza e amore". È questo l'intenso significato in lingua quechua di "Allinta Munay", il nome dell'associazione peruviana partner di Amici dei Popoli ONG, nata nel 2007 dall'incontro tra volontari locali e italiani e dal loro desiderio comune di promuovere l'educazione nella periferia di Lima.

Per lasciarsi alle spalle gli strascichi della guerra e la crisi alimentare, nel Paese saheliano occorre puntare al rilancio del settore produttivo più nevralgico: l’allevamento. Praticato ancora nella forma del nomadismo transumante, che permette alle mandrie di spostarsi “assecondando” la disponibilità di acqua e pascoli, questo sistema va però potenziato e regolamentato, anche per evitare conflitti tra pastori e contadini.

di Stefania Garini di CISV

Da settembre 2012, i volontari dell'ong ACCRI Flavia e Marco operano nel progetto "Building our future", orientato all'autosviluppo delle comunità rurali della parrocchia di Iriamurai, in Kenya. Il corso informatico che è iniziato il giugno scorso rientra in un discorso molto più grande di attenzione ai giovani.

Mi viene sempre a prendere sulla porta del suo microscopico ufficio, Florida Mukarubuga, la direttrice dell’associazione di cui sto per parlarvi. Sono una giovane volontaria che da circa 4 mesi vive a Kigali, la capitale del Rwanda; nel distretto di Nyarugenge si trova la Garderie di Amizero, una piccola casetta immersa nella polvere rossa a due passi dai grattacieli della ville.

da una volontaria a Kigali

Non si ferma l’emergenza umanitaria dei profughi congolesi in Uganda. Da dieci anni migliaia di persone lasciano le loro case per sfuggire alla guerra. Passano il confine stravolti dal dolore della guerra e sono costretti ad adattarsi, perchè neanche lì c’è posto per loro. Dallo slum più grande di Kampala, la storia di Elodie: donna, madre, rifugiata.

Si è conclusa la seconda fase del progetto di emergenza dell'ong LVIA in Burkina Faso, finalizzato a individuare e curare la malnutrizione infantile a seguito della carestia che ha colpito il paese e l’intera regione saheliana due stagioni fa, e che ancora fa sentire le sue conseguenze.

Lia Curcio e Diletta Ciolina - LVIA

Se la comunità internazionale sembra aver dimenticato la guerra in Siria, Elisa Fangareggi, 32 anni, avvocato di Modena, l'ha fatta diventare una sua realtà quotidiana. Mamma di tre bambini, Elisa è impegnata come presidente dell'associazione Time4Life International, attraverso cui raccoglie denaro, cibo, medicinali e beni di prima necessità che vengono distribuiti dai volontari nei campi profughi allestiti in territorio siriano.

di Devis Bellucci

Time4LifeL'associazione, nata a Modena nel settembre 2013, ha creato un ambulatorio al campo profughi di Bab al Salam, una farmacia ad Aleppo, sostiene un reparto di ostetricia ad Huraitan e la scolarizzazione di tanti bambini siriani anche attraverso gemellaggi con bambini italiani. «Time4Life nasce dalla richiesta di aiuto di Firas, un giovane siriano fuggito da Aleppo nel 2011, conosciuto durante le sue vacanze in Italia in tempi più felici» racconta Elisa. «Da Dubai, dove si era rifugiato, mi chiedeva di soccorrere gli amici e i famigliari rimasti in patria, vittime del conflitto scoppiato tra Assad e le forze di opposizione del regime. Inizialmente consegnavo gli aiuti agli amici di Firas. Da dicembre 2012 ho iniziato a portare là gli aiuti di persona, raggiungendo il campo profughi di Bab al Salam, a mezz’ora d’auto dal confine turco. Oggi i viaggi si ripetono con regolarità due volte al mese e non sono mai sola: Time4Life è una grande squadra. A settembre siamo diventati International: abbiamo punti di raccolta in Austria, Regno Unito e Svizzera e aiutiamo bambini non solo in Siria, ma anche in Romania e Nicaragua».

A differenza di quanto accade in altre ONLUS, con Time4Life chi lo desidera può andare e vedere. «I viaggi in Siria durano quattro giorni: due di viaggio e due di permanenza al campo» continua Elisa. «Tutti possono partecipare, ma è bene precisare che ogni centesimo donato all’Associazione viene riversato sui progetti. I volontari pagano di tasca propria le spese di viaggio e i pasti». Mentre racconta di Time4Life, le parole di Elisa tornano sempre ai bambini dei campi, alla piccola Hazar di 6 anni, al suo fratellino, a questi piccoli «a cui è stata rubata l’infanzia e che già adesso sono adulti meravigliosi». Sì, perché anche Elisa ha tre bambine che ogni volta la aspettano a Modena.

«Gestire Time4Life mi porta via un po’ di tempo, ma non sto via da casa più di quanto non faccia una dirigente d’azienda. L’unica differenza è che io non percepisco stipendio e che quando vado in Siria è un po’ più pericoloso. Prima di lanciarmi in questo progetto ho riunito tutta la famiglia per capire come avrebbero reagito. Se mia figlia maggiore avesse detto: mamma non andare, sarei rimasta a casa. Non l’ha fatto e quando sono in Siria anche lei si prende cura delle sorelline: prepara la cena e le mette a letto, in una cameretta che molti piccoli siriani non hanno più».

 

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Sono arrivata tra i baobab e le strade sterrate di Kongwa lasciandomi alle spalle un Monviso ancora bianco e una campagna di provincia che iniziava ad accennare un po’ di primavera. Mi sono calata in questa esperienza, unica per le sue condizioni, con il privilegio e la responsabilità di indossare la “maglietta” di giovane italiana e di volontaria LVIA. Sono parte di un progetto di pace che scommette a piene mani su un’esperienza forte di cittadinanza attiva puntando tutto sulle generazioni future del nostro Paese.

di Lia Curcio - LVIA

voto kenyaA tre giorni dal voto, i risultati di queste elezioni non sembrano arrivare.

di Kepha Ngito

Non si parla mai sui nostri giornali dei paesi africani e, fino a qualche giorno fa, se avessi domandato alla maggior parte delle persone che conosco dove si trova la Guinea, avrebbero avuto qualche problema a collocarla nel continente africano. Da qualche settimana però il nome Guinea è associato sui giornali a quello più terribile e spaventoso di “Ebola”.

di Sara Fischetti del CISV

 

pastori maliLa guerra in Mali imperversa, e l’emergenza alimentare è diventata una priorità, insieme all’emergenza profughi. I volontari Focsiv/Cisv sul terreno denunciano il grave rischio di epidemie e viene lanciata la campagna Alimentare la Pace, per sostenere i contadini e pastori della zone di Mopti.

 

La storia di Mr. Mulele, impegnato in prima persona nella lotta alla malnutrizione nel distretto di Mongu, in Zambia, attraverso la creazione e la condivisione di orti biologici su piccola scala.

sfollati407 mila i profughi maliani e prezzi del cibo più alti del 120% in Mali. Profughi e crisi alimentare stanno seriamente preoccupando le organizzazioni umanitarie. Il CISV, per voce del coordinatore dei progetti in Mali, Fabio Ricci, ribadisce il suo ruolo accanto ai produttori per promuovere la sovranità alimentare e accanto alla popolazione per non lasciarla sola.

di Martina Pieri

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