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il_rito_del_te_turismo_responsabileL’Associazione italiana turismo responsabile (Aitr) racchiude al suo interno tutti i più importanti attori nazionali del turismo equo. Ecco come funziona. 

 

Di Michele Lancione

 

Apri il sito internet www.aitr.org, clicca sulla carta del mondo e hai l’imbarazzo della scelta (solidale) davanti ai tuoi occhi. In Africa, ad esempio: più di 22 mete nazionali possibili e 17 differenti associazioni di turismo responsabile fra cui scegliere. Non ti resta che selezionare il paese, scegliere con quale operatore partire e contattarlo attraverso gli appositi link. Facile, veloce e soprattutto sostenibile.

 

La parola “rete”, in campo associativo, può voler dire molte cose. Si può trattare di un semplice contenitore, di legami deboli o forti, di puro interesse reciproco. Maurizio Davolio, attuale presidente di Aitr, spiega: «Far rete, per coloro che hanno fondato Aitr, significava e significa ancora avere una strategia comune». Una strategia volta a intensificare i rapporti fra le diverse realtà che in Italia operano in questo settore. Associazioni, enti, ong, tour operator veri e propri legati fra loro per scambiarsi informazioni e acquisire visibilità, ma non solo. Punto fondamentale di Aitr e dei suoi soci è la «costruzione di standard etici per il turismo e la diffusione dei principi che stanno alla base del concetto di turismo responsabile», spiega Davolio. Per ottenere questo risultato si predilige la filosofia del dialogo. «Crediamo che colloquiando con l’industria del turismo sia possibile migliorarne l’etica, - continua il presidente - muoversi con una strategia comune significa proprio questo».

 

Scambio e controllo

Per garantire un profilo unitario alla rete si è creata una commissione indipendente dal direttivo per il controllo delle domande di adesione. La commissione controlla gli statuti delle associazioni, le loro attività e le loro offerte turistiche, per stabilire se sono conformi con i principi di Aitr o meno. Ma il controllo non finisce qui. Anche a posteriori, infatti, le associazioni vengono monitorate «tenendo d’occhio soprattutto l’uso del marchio» dice Davolio. «Il marchio di Aitr infatti non può essere utilizzato dai soci per promuovere le loro offerte dato che non rientra fra i nostri compiti certificare i viaggi degli operatori».

 

Tra i fini ultimi dell’associazione, poi, c’è anche la volontà di intervenire con i tradizionali operatori turistici per diffondere pratiche più sostenibili: «le aree in cui è più possibile un intervento sono il rispetto dei diritti del personale e la salvaguardia dell’ambiente, dove si può procedere sia attraverso il dialogo sia con campagne di informazione tra i turisti stessi». Un esempio di controllo indirizzato ai tour operator tradizionali? Quello dei dépliant e delle offerte di vacanza che Aitr effettua periodicamente. «L’ultimo della serie è appena arrivato sulla mia scrivania. I dati sono ancora da elaborare, ed è ancora presto per i risultati definitivi - conclude il presidente - ma sembra vi sia un leggero miglioramento delle offerte di soggiorno proposte».

 

Approfondimento: Giovane cugina d’oltralpe, Ates

 

E’ nata il 30 maggio 2006, come sottorete di Unat (Union nationale des associations de tourisme), la prima associazione francese che fa da collante tra gli operatori nel turismo etico. L’Associazione per il turismo equo e solidale, questo il suo nome, è composta da 18 enti operanti nel settore e ha iniziato la sua attività occupandosi prevalentemente della messa in rete di informazioni e dati. Scopi di lungo termine di questa nuova realtà gemella della rete italiana sono la promozione, la comunicazione e il controllo di qualità. A oggi non dispone ancora di un proprio web site, ma è possibile reperire informazioni sui viaggi solidali organizzati dalle associazioni francesi attraverso il sito dell’Unat (www.unat.asso.fr). Per conoscere inoltre più nel dettaglio le attività o per avere maggiori informazioni è possibile scrivere al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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