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Profit-and-NonProfit-CorporationsSi parla molto ormai di collaborazione tra il mondo profit e non profit nella cooperazione allo sviluppo. Ma praticarla concretamente è un altro paio di maniche. Scarsa conoscenza reciproca, linguaggi e metodi di lavoro diversi, spesso fanno da ostacolo a una collaborazione fattiva. A cercare di fare un passo avanti in questa direzione la Guida alla partnership profit-nonprofit nei progetti di cooperazione  realizzata da Fondazione Sodalitas con il contributo di imprese e ong e presentata oggi a Milano.

 

di Silvia Pochettino

La partnership tra settore privato profit e nonprofit è l’orizzonte a cui tende il “Sistema Italia” di Cooperazione internazionale per rendere più efficaci gli interventi nei Paesi in via di Sviluppo. Almeno questo è uno dei capisaldi della recente Riforma della cooperazione internazionale (Legge 125/2014) che, in linea con le strategie internazionali, ha accreditato per la prima volta anche le imprese private tra i protagonisti del sistema di cooperazione. Per realizzare questa partnership però non basta avere buone intenzioni, è necessario anche avere luoghi concreti di incontro e scambio, uniformare linguaggi e metodi di lavoro ( o perlomeno renderli reciprocamente comprensibili), evidenziare i vantaggi della collaborazione per tutti gli stakeholder e mettere dei paletti per evitare fraintendimenti o derive.

Con questo obiettivi, Fondazione Sodalitas, insieme ad alcune imprese e ong, ha stilato la prima Guida per realizzare partnership tra Imprese e Organizzazioni non governative che siano vantaggiose per entrambi i partner coinvolti e generino reale valore economico e sociale nei Paesi in via di Sviluppo contribuendo alla soluzione dei bisogni locali.

"Nel nuovo quadro della cooperazione internazionale la partnership pubblico-privato è centrale" ha sostenuto Laura Frigenti, direttore dell'Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo, durante il  convegno tenutosi ad Assolombarda sulla convergenza imprese-ong nella cooperazione "dal summit di Addis Abeba in poi l’attenzione del sostegno allo sviluppo si è spostata sui flussi privati, il ruolo dell’aiuto pubblico (APS) è quello di far convergere i diversi flussi in un disegno coerente".

"La disponibilità di imprese, istituzioni e stakeholder privati a lavorare insieme rappresenta oggi una condizione fondamentale di sviluppo. La Riforma della cooperazione internazionale avrà successo se imprese e organizzazioni non governative sapranno realizzare nei fatti collaborazioni potenzialmente vantaggiose per tutti gli stakeholder coinvolti – ha dichiarato Adriana Spazzoli, Presidente di Fondazione Sodalitas. 

La Guida, in questo senso, cerca prima di tutto di rispondere alla domanda fondamentale: perché lavorare insieme? Quali sono i vantaggi reciproci della collaborazione tra Imprese e Ong, senza mai dimenticare il terzo tassello fondamentale del puzzle, ovvero i partners locali?

Per le imprese, collaborare con le Ong può generare un valore economico misurabile, si legge nella guida, riferito alla possibilità di entrare in nuovi Paesi, o di crescere nei Paesi in cui sono già presenti, di qualificare il proprio sistema di relazioni e innovare la propria capacità di stare nel mercato. Per le Ong, collaborare con le imprese può generare un valore sociale riferito alla maggiore efficacia degli interventi di cooperazione, e quindi alla capacità di incidere in modo più rilevante sui bisogni delle popolazioni: contrasto alla povertà, nutrizione e accesso al cibo, istruzione e cure mediche, rigenerazione delle economie locali.

Ma ci sono anche delle condizioni. Per le imprese, ad esempio, viene chiarito che non sono da considerarsi progetti di cooperazione allo sviluppo le azioni di internazionalizzazione, commercializzazione, delocalizzazione o filantropia fini a sé stesse. Si tratta invece di avviare programmi di lavoro che rispettino i principi sull’efficacia dell’aiuto, in particolare nella valorizzazione delle risorse locali, la sostenibilità, con impatto positivo sulla comunità e sul miglioramento dei rapporti bilaterali, preferibilmente in partnership pubblico e privato per coinvolgere il sistema Paese, nonché il coinvolgimento delle autorità centrali e locali dei Paesi di intervento e di almeno una controparte locale, disponibile ad assumere, se concordato, la responsabilità del proseguimento dell’iniziativa. 

Interessante anche l'analisi dei contributi specifici che ogni soggetto può apportare.

Per le imprese:  il trasferimento di know how, la condivisione tecnologia, lo sviluppo di prodotti/servizi che rispondono a bisogni ancora insoddisfatti o a problemi sociali, l'inclusione nella propria catena del valore fornitori che hanno un impatto sociale/ambientale sostenibile, il rafforzamento degli attori locali per sviluppare un contesto che favorisca la crescita e lo sviluppo della comunità locale, l'apportare conoscenza del mercato e la disponibilità di risorse economiche da investire

Per le ong: le competenze su temi specifici (es. conoscenza del territorio e del contesto culturale e sociale, formazione, diritti umani, rilevazione dei bisogni, misurazione dell’impatto sociale, etc.), il fare da connettore con gli attori locali, il rappresentare le istanze della comunità locale, l'apportare esperienza pregressa su temi di sviluppo e del contesto di Cooperazione Internazionale

Per i partners locali: la conoscenza del contesto (economico, politico, sociale e culturale), dei bisogni delle comunità locali e delle migliori opportunità di sviluppo, la maggiore consapevolezza di eventuali rischi (anche reputazionali) in cui il progetto può incorrere e possibili soluzioni. Schermata 2017-01-17 alle 17.19.04

La Guida suggerisce agli attori coinvolti i principali passi del percorso di ideazione e definizione del progetto attraverso l’analisi dell’opportunità dell’iniziativa in risposta a un bisogno locale, la valutazione e la scelta del partner locale e la valutazione del rischio. Offre poi indicazioni concrete utili a delineare la gestione del progetto in partnership, attraverso la definizione di una governance e la stesura di un piano esecutivo che preveda un piano di comunicazione, il monitoraggio costante, il reporting e la valutazione dell’impatto sociale, aspetto particolarmente importante nella cooperazione internazionale.

La “Guida alle partnership di cooperazione internazionale” è stata realizzata da Fondazione Sodalitas in collaborazione con le imprese: ABB, Bracco, Intesa Sanpaolo, Italcementi, MM, Pirelli, Syngenta; le ong: Acra, AOI, Cesvi, Cini, Coopi, Link2007, Oikos.

Scarica gratuitamente la guida