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 kitabna cover

Portare libri per bambini nei campi profughi dove l'educazione formale spesso è assente. E' questo l'obbiettivo di Kitabna ("il nostro libro" in arabo), un progetto nato  nel 2014 dall'autrice Helen Patuck che da qualche anno scrive e illustra delle storie per bambini che sono state portate in Libano, Iraq, Giordania e in Francia, a Calais. Un modo per permettere ai bambini la lettura dove spesso non è possibile, creare ponti tra culture diverse, riorganizzare e rielaborare esperienze che comportano disturbi post-traumatici da stress. L'obbiettivo finale dei libri, come si può leggere sul sito del progetto, è quello di creare orgoglio e dignità in luoghi segnati da esperienze di dislocamento. Ci siamo fatti raccontare da Helen e Federica come si è sviluppato il progetto e a che punto è oggi.


Attraverso diversi partner internazionali (tra cui l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Save the Children International e il Norwegian Refugee Council), Kitabna è riuscita a portare, ad oggi, 13,900 libri a bambini dislocati. Oltre che in campi profughi, le storie sono state consegnati anche in importanti università e biblioteche del Regno Unito. L'idea è quella di poter utilizzare i libri sia nei contesti mediorientali sia in quelli europei. Un modo per aiutare i bambini nell'elaborazione della loro stessa storia e comprendere di più il contesto in cui si trovano dal momento che spesso sono lasciati senza strumenti validi. I testi sono scritti e tradotti in più lingue in base al luogo in cui si opera ma anche permettendo la lettura di una lingua straniera che un bambino si trova ad imparare. Per esempio, l'ultima storia pubblicata, "The Birds Words", è disponibile in francese e in tedesco oltre che in inglese. Tutte e le tre le versioni sono accompagnate dalla versione araba. Cattura cat0shelen patuck Le storie possono nascere da episodi che accadano nei campi in cui si trovano i rifugiati. Cercano di individuare degli aspetti che i bambini ritrovano nelle loro esperienze e soprattutto rispecchiano l'ambiente culturale del posto. E' questo motivo che ha fatto pensare, nel 2008, l'idea di Kitabna a Helen. Mentre si trovava in Bangladesh come insegnante di inglese, infatti, si rese conto che i libri per bambini utilizzati erano spesso di seconda mano e proveniente dal mondo occidentale, senza riguardare il mondo in cui venivano letti. Nel breve documentario proposto qui sotto, invece, si capisce come le storie sono pensate rispetto a quello che i lettori a cui è indirizzata "The Cat's Family", hanno vissuto. Come si capisce dalle interviste, le lettura di queste storie porta poi i bambini a raccontare le proprie esperienze personali così simili da quelle lette con gli insegnanti. "Per sfruttare al meglio gli aspetti educativi presenti nei testi" vengono organizzati una serie di training riguardo al testo guidati da Helen e rivolto agli insegnanti.

 



Kitabna books for refugees: meeting "The Cat's Family" readers in northern Lebanon from The Kitabna Project on Vimeo.

 Oggi Kitabna è una realtà in crescita che lavora grazie a un team internazionale che combina diverse competenze utili per raggiungere sempre più persone e integrare al meglio i tanti aspetti culturali che si intrecciano nel progetto. I libri sono disponibili sia in formato cartaceo sia in e-book.  Uno sviluppo che il progetto proverà ad implementare è quello di diffondere i testi anche in paesi europei per permettere ai bambini che arrivano qui di utilizzare degli strumenti utili per l'elaborazione del proprio percorso ma anche per entrare in contatto con la lingua che sentono intorno a loro.