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migrants 2Ultimamente vari politici del mondo parlano della costruzione di muri, di barriere per evitare che persone che scappano per ragioni economiche, per guerre, per carestie, possano raggiungere i loro paesi democratici. Alcuni politici “amarcord” parlano di filo spinato, altri piú tecnologi di sistemi satellitari o di barriere elettroniche, un altro ancora di un progetto faraonico definito l “Huge big wall”. Ma come funziona veramente la legislazione sul diritto d'asilo? Cosa succede in Italia?

Tutti questi politici hanno dimenticato, purtroppo, di studiare la storia, infatti essa ci permette di capire la società in cui viviamo, l’uomo, i rapporti e di come si sono sviluppate certe strutture e mentalità nel mondo.

Gli Egizi accordavano l’asilo ad alcune categorie di stranieri che ne facevano espressa richiesta. Nel mondo greco Platone nelle ”Leggi” scrive che l’asilo mira a proteggere lo straniero in quanto essere indifeso “isolato dai suoi compatrioti e dai suoi parenti. Nel diritto romano il diritto d’asilo era piuttosto limitato infatti veniva sostituito dal diritto di immunità in virtù del quale gli schiavi potevano rifugiarsi in un tempio e chiedere di essere venduti ad altro padrone.

Oggi, gli Stati mondiali lo regolamentano nei modi piú diversi ad esempio in Nord Corea se si entra illegalmente nel territorio coreano si rischia una pena di 12 anni di lavori forzati; in Iran è previsto l’ergastolo; in Afghanistan è prevista la fucilazione; in Arabia Saudita è prevista una lunga pena detentiva; in Venezuela e Cuba si può essere condannati per spionaggio; in Gran Bretagna si viene arrestati, condannati e deportati; in India addirittura si può richiedere ed ottenere, una volta entrati illegalmente ed identificati, un nuovo passaporto, una nuova patente, una carta di identità, negli Stati Uniti uno dei paesi teoricamente piú democratici al mondo è prevista in alcuni stati la carcerazione da tre a cinque anni.

Il dovere di accoglienza viene riconosciuto dagli accordi internazionali i quali prevedono che si devono accogliere i rifugiati che fuggono da condizioni di ingiustizia e di oppressione ed è un dovere etico e giuridico imposto anche dalla nostra Costituzione Italiana.

In Italia il dovere di accoglienza, riconosciuto dalla nostra amata Costituzione, viene ampliato tramite la legislazione italiana e vengono assicurati agli illegali alcuni diritti fondamentali tra i quali il piú importante è la garanzia dell’accesso alla procedura d’asilo politico.

Lo status di illegale viene conferito, quindi, solo dopo un accurato controllo dalle Autorità competenti.

Negli ultimi mesi i flussi di illegali che provengono dall’Africa, dalla Siria ma anche dai paesi del Centro America è aumentato in maniera vertiginosa e si spera che presto i nostri legislatori italiani ed europei prevedono una forma di protezione temporanea di massa per tutti coloro che provengono dalle aree di crisi del Nord Africa e dalla Siria.

Per richiedere il riconoscimento dello status di rifugiato è necessario presentare una domanda motivata e nei limiti del possibile documentata, con l’indicazione delle persecuzioni subite e delle possibili ritorsioni in caso di rientro nel proprio Paese.

Il richiedente asilo politico può presentare la domanda di riconoscimento o all’ufficio di frontiera, al momento dell’arrivo al confine, o alla Questura, entro otto giorni dall’ingresso nel territorio italiano, nel caso in cui lo straniero si trovi già in Italia. Tuttavia, per giustificati motivi, lo straniero può presentare la richiesta anche oltre il termine suddetto, infatti non ci sono termini di tempo per la presentazione della domanda. La domanda quindi può essere presentata anche dopo gli otto giorni.

La domanda sarà verbalizzata dai funzionari utilizzato un modello prestampato che deve riportare i dati anagrafici e i motivi che hanno spinto il richiedente ad allontanarsi dal paese di origine, il richiedente può presentare una memoria sulle cause anche nella propria lingua di origine

Al richiedente asilo politico viene rilasciato un permesso di soggiorno temporaneo, recante la dicitura “Convenzione di Dublino”, che lo autorizza alla permanenza sul territorio nazionale per un mese e può essere prorogato fino a quando non verrà accertata la competenza dell’Italia all’esame della domanda di riconoscimento; successivamente all’accertamento della competenza italiana verrà rilasciato un permesso di soggiorno provvisorio per richiesta di asilo politico.

Al momento della presentazione della domanda, lo straniero è obbligato a consegnare il proprio passaporto se ne è in possesso.

Nei giorni successivi alla domanda la Questura rilascia un attestato nominativo, in attesa del permesso di soggiorno per richiesta asilo.

Il rilascio del permesso avviene di norma nel giro di 30 giorni dopo che la Questura, effettuati gli opportuni accertamenti, abbia verificato che non sussistono gli estremi per un trattenimento nei CIE o per l’accoglienza nel CARA. Di norma il prefetto stabilisce un luogo di residenza dove il richiedente può circolare. 

È la Commissione Territoriale che decide sia sul rilascio della protezione internazionale, asilo politico o protezione sussidiaria  sia  sul rigetto o sul rinvio ad un permesso per protezione umanitaria nel caso in cui non sussistono motivi non riconducibili alla sicurezza della persona.

La disciplina del permesso di soggiorno per asilo è analoga a quella degli altri permessi di soggiorno, inoltre non può essere revocato, è rinnovabile, ed il rifugiato, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Ginevra, gode dello stesso trattamento accordato ai cittadini italiani (libertà religiosa, istruzione, accesso ai tribunali, assistenza sanitaria, lavoro ed assicurazioni sociali).

L’espulsione per i detentori è prevista solo per gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza nazionale, comunque il rifugiato non può essere espulso verso un Paese dove possa essere oggetto di persecuzione o possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione.

Va segnalato che in Italia nel corso del 2015-2016 vi è stato un elevatissimo numero di domande di asilo e che il nostro Stato non può più far fronte ai propri obblighi internazionali in materia di protezione dei rifugiati.

Avv. Pancrazio Timpano

Foro di Milano

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