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corsi di formazione per i carceratiServizi sanitari, alfabetizzazione, corsi di formazione per realizzare orti e piccole attività economiche, attraverso un’azione triennale in sette penitenziari dello Zambia, l'ong italiana CELIM vuole trasformare la vita di 5340 detenuti nell'inferno delle carceri zambiane 

 di Luca Lampugnani, CELIM

 

Da oltre 13 anni Mutinta è tra le detenute della sezione femminile del carcere di Lusaka, in Zambia. E come molte altre donne detenute nel Paese, non ha alcuna certezza del suo futuro.

Costretta allo spaccio da una serie di sfortunati eventi - nata e cresciuta nel problematico compound di Kanyama, una famiglia alle spalle in una situazione disagiata e un errore che la segnerà per tutta la sua esistenza – Mutinta non ha idea di quando potrà lasciare la prigione di Lusaka.

Tuttavia, nonostante le numerose difficoltà, Mutinta può dirsi fortunata rispetto a molte altre donne che versano in condizioni simili alle sue, incarcerate da anni e costrette a vivere in una situazione discriminatoria e spesso disumana. Nel corso del lungo tempo passato nel penitenziario, quest'ultima è riuscita infatti a diventare infermiera, facendo così di se stessa una figura fondamentale all'interno del carcere di Lusaka. Proprio qui, Mutinta ha potuto curare e aiutare molte delle sue compagne prigioniere.    

In ogni caso, ad oggi l'esempio di Mutinta rappresenta solo una rara ed unica eccezione.

Il sistema penitenziario dello Zambia versa da tempo infatti in condizioni allarmanti che riguardano soprattutto l'assistenza sanitaria, lo stato nutrizionale e l'istruzione dei detenuti. Mancanze, queste, che colpiscono in particolar modo la minoranza femminile reclusa tra i vari penitenziari del Paese, pari all'1% del totale degli incarcerati, secondo alcuni dati del 2013 diffusi dal World Prison Brief.

Insomma, i margini di miglioramento sono decisamente ampi. Ed è proprio su questi che vuole focalizzarsi l'azione del CELIM, che in collaborazione con la Caritas del Paese e il finanziamento dell’Unione Europea, si è impegnato a promuovere un progetto il cui scopo è quello di “migliorare l’assistenza sanitaria e l'educazione all'interno delle prigioni Zambiane per donne e bambini attraverso la promozione dei diritti umani”. L'intervento, iniziato a gennaio e della durata di tre anni, nello specifico punta al miglioramento delle condizioni generali della vita delle detenute e dei loro figli in sette carceri dello Zambia.Meeting presso il carcere di Kabwe con le organizzazioni della societa civile il Commissario di Distretto il rappresentate di Caritas Zambia partner nel progetto e il Project Officer di CELIM

In questi penitenziari, CELIM interviene per sopperire alle gravi lacune riscontrate soprattutto in tre aree particolarmente sensibili: i servizi sanitari – ristrutturazione delle cliniche, focus sulle attrezzature di base e corsi di educazione sanitaria per guardie e detenuti; la nutrizione – corsi di formazione sulla realizzazione di orti, definizione di una dieta adeguata per le donne e specifica per i bambini; l'educazione – corsi di alfabetizzazione e fornitura di materiale scolastico. Per portare a termine l'obiettivo, l'azione di CELIM sarà indirizzata direttamente a 104 tra guardie carcerarie e ufficiali, 192 donne e 12 bambini sotto i 5 anni, avendo tuttavia come beneficiari indiretti ben 5.340 detenuti.

Un'azione ad ampio spettro, che ha la non scontata aspirazione di rendere l'esempio rappresentato da Mutinta non più una rara ed isolata mosca bianca all'interno del sistema penitenziario dello Zambia. Ma, piuttosto, una realtà consolidata e ben radicata.       

 

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