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TOLSTOI 065"Un muro scatena la curiosità dei bambini che si trovano da un lato e dall'altro: vogliono vedere cosa c'è dall'altra parte. Entrambi trovano nell'altro uno straniero e sono felici di scambiarsi doni. Ognuno uscirà dall'incontro arricchito di emozioni nuove, di gioia, di voglia di amicizia."

È questa l'idea di un laboratorio teatrale prodotto dai bambini della classe 5b della scuola primaria di Via Vigevano di Milano durante la Settimana Scolastica della Cooperazione, svolta dal 22 al 28 febbraio. La trama si tesse fra le altre attività che coinvolgono una rete di 500 scuole primarie e secondarie di tutta Italia, un intreccio che irrobustisce il tessuto del sipario, aprendosi al debutto del progetto “Un solo mondo, un solo futuro”. 

"L'educazione da e-ducere (trarre da) indica la possibilità di condurre fuori, quindi liberare, far venire alla luce qualcosa che è nascosto nel soggetto" ed è quello che il progetto, sposato dall’ong milanese CELIM e attuato in 20 scuole tra Milano, Voghera e Treviso si prefigge come obiettivo. 

Come Platone racconta nel Mito della Caverna, attraverso un buon contenuto che funge da esca – un filo che conduce fuori da se stessi per introdurre alla realtà, verso una pienezza che fa crescere la persona – il progetto spinge ad uscire dal guscio nel quale si è rimasti intrappolati da troppo tempo, quasi addormentati dal potente siero dell'abitudine, delle false convinzioni o dalle ombre che la nostra mente ci presenta come solide e reali.

Come funziona il progetto? Esperti di educazione interculturale incontrano gli insegnanti fuori dalla caverna – o dalle mura scolastiche – domandandosi come il tema della migrazione, scelto da CELIM e proposto nelle scuole, possa sviluppare le competenze adeguate ad una società globale. 

Le attività di apprendimento programmate combinano due modelli educativi: formale e non formale. Il primo, più istituzionalizzato, è una base solida che regge il secondo e permette agli individui di acquisire conoscenze più rapidamente entrando nel vivo della “gioco-lezione”, con riflessioni e collegamenti. TOLSTOI 099

Il principio delle pari opportunità si sviluppa anche in classe dove a ricevere sono tanto gli alunni quanto i docenti: ogni alzata di mano, ogni dibattito, ogni curiosità soddisfatta è una gratificazione per chi insegna e un souvenir da conservare nella vita di chi apprende. 

Se il futuro è ancora tutto da costruire, CELIM ha già iniziato cercando di compiere un lavoro di restauro su tutti quei muri di pregiudizio verso ciò che non conosciamo e verso ciò che crediamo di conoscere fin troppo bene, offrendo come strumenti una vasta scelta fra barattoli di colore; una migrazione collettiva muniti di scalpello, fiducia e buona volontà. 

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