Logo
focsiv
Condividi

È stato pubblicato il Decreto riguardante la regolamentazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari per l'anno 2016. 
In questo articolo, il nostro esperto esplica le procedure da seguire per poter usufruire della possibilità di assumere lavoratori stranieri.

A cura di Pancrazio Timpano

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 26 del 2016, è stato inserito il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, concernente la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari non stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2016

L’emanazione del decreto di cui sopra è fondato dall’esigenza di soddisfare le esigenze del mercato del lavoro italiano e di dare riscontro, in via prioritaria, ai bisogni delle famiglie, consentendo gli ingressi di lavoro domestico e cura alla persona.

Il decreto tiene conto della necessità di favorire i Paesi extracomunitari che collaborano con l’Italia nelle politiche di regolamentazione dei flussi di ingresso e nelle procedure di riammissione. Per tali ragioni per l’anno 2016 sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato non stagionale, i cittadini stranieri non comunitari, entro una quota massima di 30.850 unità; di cui 17850 ingressi per motivi di lavoro subordinato non stagionale sono riservati ai cittadini di Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria.

I soggetti interessati sono il datore di lavoro o lo straniero all’estero, nonché le associazioni di categoria per conto dei loro associati, che vogliono assumere stranieri a tempo determinato ed indeterminato. I datori di lavoro devono presentare istanze tramite la procedura guidata presente sul sito del Ministero dell’Interno (visitalo cliccando qui). Le informazioni dettagliate sulla procedura sono contenute nella circolare congiunta dei ministeri dell’interno e del Lavoro e delle Politiche sociali n. 471 del 29 gennaio 2016.

Una volta acquisite le istanze dal sistema centrale, esse vengono inviate ai singoli sportelli unici presenti sul territorio i quali controllano e verificano le pratiche presentate. In ogni provincia è istituito, presso la Prefettura – Ufficio territoriale di Governo, uno sportello unico per l’immigrazione, responsabile dell’intero procedimento relativo all’assunzione di lavoratori subordinati stranieri a tempo determinato ed indeterminato.
Successivamente gli uffici consolari del Paese di residenza o di origine dello straniero provvedono, dopo gli accertamenti di rito, a rilasciare il visto di ingresso con l’indicazione del codice fiscale.

Le domande si possono essere presentate fino al 31 dicembre 2016, è da segnalare che non si tratta di una sanatoria ma bensì di un "decreto flussi"; non può presentare l’istanza per accedere a tale procedura chi è illegale in Italia in quanto il decreto è rivolto agli stranieri che sono fuori dal territorio dello Stato e non a quelli presenti sul nostro territorio. Per quanto riguarda le quote sono 1.000 per i lavoratori stranieri che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi di origine ai sensi dell’art. 23 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286; 2.400 per i lavoratori autonomi che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana che preveda l’impiego di risorse proprie non inferiori ai 500 mila euro e proveniente da fonti lecite, nonché la creazione di almeno di tre nuovi posti di lavoro; liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubblica amministrazioni; titolari di cariche di amministrazione o di controllo espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011 n. 850; artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, cittadini stranieri che intendono costituire imprese “start-up innovative”; 100 lavoratori stranieri per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado di linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile ed infine 100 lavoratori cittadini di Paesi non comunitari che hanno partecipato all’Esposizione Universale di Milano 2015.

Secondo le stime sono oltre 100.000 i cittadini stranieri che hanno intenzione di venire a lavorare in Italia, si stima che nel 2017 solo il 39% delle istanze presentate per il decreto flussi verranno accolte dagli sportelli unici. Il costo di tale pratica è completamente a carico del datore di lavoro o delle associazioni di categoria per conto dei loro associati. Purtroppo anche il decreto flussi 2016 non risponderà purtroppo alle richieste delle persone che vogliono entrare in Italia per lavorare. Con la crisi Siriana e la grande confusione che regna la politica della Comunità Europea si prospetta secondo alcune statistiche che nel 2016/17 le persone che entreranno in Italia illegalmente aumenteranno di quasi il 30%.