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Le persone che richiedono asilo politico sono coloro che hanno subíto persecuzioni o temono, sulla base di fondati motivi, di subire una persecuzione individuale a causa della loro razza, della loro religione, della loro nazionalitá, della loro appartenenza ad un certo gruppo sociale o delle loro opinioni politiche. Essi possono richiedere asilo nel nostro Paese presentando una domanda di riconoscimento dello status di rifugiato. Tutti i cittadini stranieri, fatto eccezione per i cittadini comunitari, hanno il diritto di chiedere asilo politico nel territorio italiano. Per richiedere il riconoscimento dello status di rifugiato é necessario presentare una domanda motivata e nei limiti del possibile documentata, con l’indicazione delle persecuzioni subite e delle possibili ritorsioni in caso di rientro nel proprio Paese. 

Il richiedente asilo politico puó presentare la domanda di riconoscimento o all’ufficio di frontiera, (il Dipartimento delle libertà civili e immigrazione del Ministero dell’interno) al momento dell’arrivo al confine, o alla Questura competente per territorio, entro otto giorni dall’ingresso in Italia. Tuttavia, per giustificati motivi, lo straniero puó presentare l’istanza anche oltre il termine suddetto. Al momento della presentazione della domanda, lo straniero é obbligato anche a consegnare il proprio passaporto se ne é in possesso. La domanda, corredata della documentazione necessaria, verrà tempestivamente inoltrata dalla Questura alla competente Commissione Territoriale per il Riconoscimento dello Status di Rifugiato che deciderà se riconoscere lo status.

La commissione è composta da un funzionario della Prefettura, uno della Questura, un Rappresentante dell’ente locale e un membro dell’Agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr). La data della convocazione presso la Commissione verrà data dalla Questura allo straniero nel domicilio che ha indicato nell’istanza. È importante che si comunichi sempre alla Questura ogni variazione di indirizzo per ricevere tutte le comunicazioni ed è molto importante che lo straniero partecipi all’audizione per spiegare bene la situazione e prospettare bene i timori di persecuzione.

Se la Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato accoglie la domanda di riconoscimento, si trasmette alla Questura un certificato per il rilascio di un permesso di soggiorno per asilo politico valido per due anni ed uno speciale documento di viaggio valido per l’estero tranne che per il Paese di appartenenza. La disciplina del permesso di soggiorno per asilo è analoga a quella degli altri permessi di soggiorno, inoltre non puó essere revocato; è rinnovabile, ed il rifugiato, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Ginevra, gode dello stesso trattamento accordato ai cittadini italiani (libertá religiosa, istruzione, accesso ai tribunali, assistenza sanitaria, lavoro ed assicurazioni sociali).

Esistono tre tipi di protezione per i richiedenti asilo:
1) lo status di rifugiato protegge chi è costretto a lasciare il proprio Stato perché perseguitato per motivi di sesso, razza, religione, appartenenza politica, secondo la definizione stabilita dalla Convenzione di Ginevra;
2) la protezione umanitaria quando la Commissione valuta che vi siano gravi motivi di carattere umanitario per il quale il rimpatrio forzato potrebbe comportare gravi problemi nel paese di origine al soggetto istante;
3) la protezione sussidiaria che viene riconosciuta all’istante che potrebbe subire nel paese di origine un danno grave quale carcere a vita o condanna a morte, atti di tortura, trattamenti disumani.
L’espulsione per i detentori è prevista solo per gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza nazionale, comunque il rifugiato non puó essere espulso verso un Paese dove possa essere oggetto di persecuzione o possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione. In Italia la situazione è caotica e difficile, si parla di oltre 120 mila posti nei centri di accoglienza: divisi tra i Centri governativi collettivi (Cara); i centri del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Spar) ed infine le strutture temporanee e straordinarie sparse in tutto il territorio nazionale.

Il tempo di permanenza in questi centri varia tra i sei mesi e l'anno ma queste persone sono costrette purtroppo a vivere nella struttura per tutta la durata della procedura d’asilo. Secondo alcuni dati non ufficiali, in media si riconosce in Italia circa il 75% dei richiedenti asilo la protezione internazionale a differenza dell’Europa che si attesta al 35%; bisogna anche criticare il sistema di integrazione italiano dei richiedenti asilo spesso infatti queste persone vengono lasciate sole e il governo italiano ad oggi non ha previsto nessun programma nazionale che permetta a tutti i rifugiati di seguire percorsi per essere inseriti e integrati nel contesto sociale italiano. Sono quasi mezzo milione i migranti che nel 2015 hanno chiesto asilo politico all'Unione europea, contro i 600mila dei dodici mesi precedenti . Lo ha rivelato un portavoce della Commissione Ue evidenziando che “non si tratta di una crisi greca, o italiana, o tedesca: questa è una crisi migratoria globale che richiede azioni congiunte coraggiose”.

La maggior parte delle domande di asilo, secondo i dati del Viminale, giungono dai paesi dell'Africa sub sahariana (Gambia, Senegal e Nigeria occupano le prime tre posizioni nella lista dei paesi di provenienza dei richiedenti asilo in Italia). In totale a febbraio scorso le domande di riconoscimento dello status di rifugiato sono state 5.769. Il mese precedente erano 5.478.

Documentazione
Si devono presentare presso l’ufficio di frontiera o presso la Questura del Comune del luogo dove si ha il domicilio i seguenti documenti:
- foglio debitamente firmato in cui deve essere scritto liberamente nella propria lingua originale, con traduzione in italiano da parte di un interprete di fiducia, tutti i motivi per i quali é stato spinto all’espatrio ed alla richiesta dello stato di rifugiato, presentando eventuale documentazione in suo possesso e specificando, se del caso, condanne subite, periodi e luoghi di detenzione;
- 5 foto tessera;
- dichiarazione sostitutiva di atto notorio della persona con il quale si attesta la disponibilitá ad ospitare lo straniero;
- nel caso in cui non si ha un alloggio, lo Stato Italiano offre la possibilitá di ottenere l’assistenza economica da parte di enti locali ed un contributo di prima accoglienza;

Nel caso invece di rinnovo del permesso di soggiorno per richiesta asilo occorre:
- istanza di rinnovo su apposito modulo (mod. 210) e 5 foto tessere; 
- fotocopia del permesso di soggiorno da rinnovare; Fotocopia del codice fiscale;
- fotocopia del documento di iscrizione al servizio sanitario;
- copia del contratto di affitto registrato, o dell’atto di proprietá dell’abitazione, intestanti all’ospitante.

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