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Ho iniziato a leggere “Il complesso di Telemaco” di Massimo Recalcati in qualità di padre; ma oltre a parlare del rapporto padre-figlio, il libro mi aiuta a mettere a fuoco il senso di questa rubrica dedicata al benvivere.

Andrea Saroldi in Manualetto di Benvivere

The return of Ulysses

- Il ritorno di Ulisse a Itaca (Wikimedia Commons) -

 

Tu vivi sempre nei tuoi atti”

(Pedro Salinas, “La voce a te dovuta”, I)

 

Nonostante alcuni libri e numerosi articoli, non sono uno scrittore né un giornalista; e allora, perché mi ritrovo a scrivere? Semplicemente, incrocio delle storie che vanno raccontate. Quando incontro qualcuno che testimonia la passione per la vita non posso tacere, anche se mi costa un po' di fatica mettere le parole in fila. Penso che noi tutti dovremmo prenderci il coraggio di narrare le azioni che illuminano la nostra vita e gli strumenti che la migliorano.

Penso che in molti ci interroghiamo su cosa sia a dare senso alla nostra vita, e che questa ricerca non sia mai completata, sempre in bilico. Il risultato dell'indagine non può essere trasmesso come fosse l'unica soluzione esatta di un'equazione; ma il desiderio e la possibilità di nuovi mondi di senso, questi sì che vanno comunicati.

Percorriamo quotidianamente confini traballanti: da una parte il passato e la tradizione, dall'altra il futuro e la possibilità di migliorare le migliaia di difetti del nostro mondo; da un lato i nostri bisogni, dall'altro quelli degli altri e della natura. E quando per un attimo, per un giorno o per un anno riusciamo a trovare una qualche forma di equilibrio – anche se instabile - si tratta di un avvenimento troppo importante per essere taciuto; e quando conosciamo qualche equilibrista in grado di mantenere con una certa disinvoltura questo equilibrio dinamico e multidimensionale, non possiamo frenare la curiosità di conoscere il suo segreto. Così nascono le domande che si concentrano sulle tecniche dell'equilibrio, mentre la risposta che cerchiamo sta nel sapere che la gioia di vivere possiede ancora molte possibilità.

Queste riflessioni mi ha portato la lettura del libro dello psicoanalista Massimo Recalcati “Il complesso di Telemaco”, dedicato al rapporto padre-figlio nella nostra epoca dopo l'evaporazione della figura del padre autoritario. Sul contenuto del libro potete leggere la presentazione di Riccardo Battaglia; a me qui interessa il compito di testimone non professionista che Recalcati affida alla mia generazione, affinché sia possibile trasmettere il desiderio e la bellezza della ricerca di senso. Una testimonianza che passa attraverso le azioni, in modo spesso inaspettato, e può essere portata da tutti perché non dipende da una tecnica.

Nella mia vita ho avuto la fortuna di incontrare molti testimoni della soddisfazione vitale di chi abita l'equilibrio dinamico del limite, qualcuno lo potete incontrare tra le pagine di questo Manualetto di benvivere raccolte negli ultimi tre anni e mezzo. Moltissime persone su tutto il pianeta rispondono adesso alla domanda di giustizia affermando con soddisfazione “Io faccio la mia parte”, come il colibrì della leggenda degli indiani d'America che dà il titolo a “La révolution dei colibrì” di Andrea Paracchini.

Ecco, ora comprendo meglio che queste pagine hanno lo scopo di raccogliere qualche traccia di questa eredità simbolica enorme, ma anche – a partire dalle storie che ho avuto la fortuna di incontrare – provare a capire come questa immensa fortuna possa diventare un patrimonio dell'umanità, ovvero pensiero e pratiche correnti.

Per questo scopo ci serve da una parte organizzare queste esperienze in rete in modo che si possano sostenere, e dall'altra raccontarle affinché la loro testimonianza possa diventare contagiosa; sono i temi trattati da questa rubrica.

Il benvivere è un cammino di liberazione, sia personale che collettivo; è un percorso graduale, un'odissea a tappe che ha bisogno di ricombinare molti contributi diversi. La navigazione è accidentata, ma vale sicuramente la pena di intraprenderla per portare un po' di giustizia alla nostra terra, dare un senso e un po' di gioia alla nostra vita e avere qualcosa da narrare ai nostri figli.