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Il Jjiguene Tech Hub è il primo tech hub di Dakar al femminile. Nel 2011 le fondatrici del centro hanno vinto il WCA Imagine Cup, una competizione internazionale rivolta agli studenti e sponsorizzata da Microsoft che ha premiato soluzioni ICT in grado di apportare un contributo al raggiungimento degli obbiettivi del Millennio.

di Elisabetta Demartis da Dakar

Jjiguène Tech HubLa prima iniziativa

“Il progetto si chiama PAGEL (Pêche, Agriculture, Élevage)”, racconta Awa Caba, una delle fondatrici del gruppo, “e rappresenta una piattaforma online ideata per fornire delle infrastrutture a sostegno del commercio per contadini e pescatori”. Attraverso un sistema di e-commerce i lavoratori e le piccole imprese possono monitorare e decidere i prezzi dei prodotti, individuare nuovi mercati per la vendita e ottenere visibilità in tutto il mondo. “Il progetto”, continua la giovane informatica, “si presenta come un contenitore che racchiude iniziative come Soo retul e Yegle, piattaforme SMS e web per tutelare il lavoro degli agricoltori e stimolare il commercio per le donne che producono succhi di frutta e altri prodotti simili nelle zone rurali”.

ICT per donne e contadini

Soo retul, ancora in fase di sviluppo, permetterà alle imprenditrici di avere uno spazio online e ampliare il numero di acquirenti, che in genere è molto ridotto a causa delle limitate possibilità di pubblicizzazione dei prodotti a un livello più ampio di quello locale. Yegle aiuta invece i produttori della regione di Kaolack ad ottenere informazioni sui prezzi: il sistema invia ogni giorno a decine e centinaia di persone un messaggio con i prezzi di tutti i prodotti sul mercato.
Con questa iniziativa, le ragazze del Jjiguène Tech Hub hanno aggiunto la parte tecnologica a un meccanismo che esisteva già, permettendo l’invio automatico dei messaggi verso tutti i contadini iscritti al servizio SMS e mettendo a disposizione un sistema in grado di registrare i flussi di informazione, così come le informazioni raccolte volta per volta.
“Avendo compreso le potenzialità della piattaforma dopo questa prima fase di utilizzo”, continua Awa Caba, “i contadini hanno sentito l’esigenza di implementare una strategia di comunicazione che gli permettesse di rendere trasparenti i processi di distribuzione di fertilizzanti e pesticidi”. Questi prodotti, infatti, sono spesso donati gratuitamente da organizzazioni come l’IFAD, lo Stato o enti non profit, ma non esiste un sistema che registri le donazioni e certifichi che i prodotti sono veramente stati distribuiti e in che misura. In questo modo gli SMS fungono da segnalazione e tutte le consegne possono essere registrate, garantendo così processo di trasparenza. L’applicazione, infine, è stata utilizzata anche per avvisare i produttori riguardo le condizioni metereologiche del giorno dopo, permettendo quindi di pianificare meglio il lavoro.

Leggi la versione completa dell’articolo su Wired.

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