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Finalmente anche la cooperazione italiana mette a disposizione dati e informazioni sull’aiuto pubblico allo sviluppo. È online il portale Open Aid, dove i cittadini possono esplorare destinazioni e impiego degli investimenti del governo italiano per le diverse iniziative a partire dal 2004, per un totale di 25mila progetti.

Avevamo duramente criticato l’avanzare lento della messa online di una piattaforma di open data, annunciata nel documento sulle linee guida e gli indirizzi di programmazione per la cooperazione italiana nel triennio 2014–2016. Finalmente stamattina a Firenze il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli ne ha segnalato la pubblicazione:

 

openaid-italia

 

I dati sono navigabili per paese, anno, modalità utilizzate nell’erogazione dell’aiuto (tipologia di intervento e canale), e scopo o settore di destinazione di un contributo, scaricabili in formato json da ogni pagina, rilasciati sotto licenza Creative Commons. Per ogni paese sono elencati e dettagliati i progetti finanziati e in alcuni è descritta la storia che lega la cooperazione italiana agli interventi in quella determinata area.

Per ora i dati riguardano i fondi che derivano dal bilancio di enti governativi (a livello centrale, statale o locale) che finanziano le iniziative di Aiuto Pubblico allo Sviluppo. Di prossima pubblicazione anche informazioni su fondi a dono provenienti da soggetti privati (“Private Charitable Flows”) e su fondi non concessionali provenienti da istituzioni pubbliche (“Other Official Flows”) o da soggetti privati (“Private Flows at Market Terms”).

Si prevede poi una fase "partecipativa", in cui il portale OpenAid sarà aperto ai contributi dei diversi attori, che potranno pubblicare contenuti sulle iniziative in cui sono coinvolti.

24 luglio - il commento di Action Aid Italia per Publish What You Fund:

"Lunga la strada per rendere i dati della cooperazione davvero aperti".

 

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