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Presentato oggi a Roma il rapporto di Agire sulle risorse per le emergenze. Il 2012 l'anno con il gap più alto del decennio tra le necessità di fondi per le emergenze e finanziamenti messi a disposizione dei donatori. Meno di quelli stanziati per i Mondiali in Brasile.

Tra il 2008 e il 2012 ben 999 catastrofi naturali hanno colpito quasi 2 milioni di persone. I fondi disponibili per la risposta sono però diminuiti in maniera drastica, con un calo dell’8,7% degli investimenti pubblici globali dal 2011 al 2012 e addirittura del 16,3% di quelli privati. Per dare un parametro di riferimento concreto, la spesa pubblica per gli aiuti umanitari è stata di 12,9 miliardi di dollari, la stessa cifra che il solo governo brasiliano ha investito fino ad oggi per l’organizzazione dei mondiali di calcio.

Sono mancati infatti il 37,6% dei fondi necessari. Un dato che fa riflettere è l'apporto dei privati cittadini, oltre dieci volte più generosi delle aziende e delle fondazioni (72% delle donazioni private a fronte di un 6,5% delle fondazioni e 6% delle aziende).

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L'Europa è stata un esempio virtuoso: con meno dell'1% del bilancio si aiutano ogni anno 120 milioni di persone. Oltre il 45% dei fondi globali per l'assistenza umanitaria sono di provenienza europea. L'Europa risulta quindi essere il primo donatore mondiale, seguita da Stati Uniti, mentre la classifica si inverte se si analizzano i soli flussi gestiti dalle istituzioni europee.

In Italia dal 2009 al 2013 i fondi gestiti dal MAE sono calati del 39%. Nel 2012 l'ammontare globale dell'assistenza umanitaria del nostro paese è stata di 214 milioni di euro, meno di 1/100 di quanto investito dal governo in spese militari (26,4 miliardi di euro. Fonte: SIPRI).

 «L’Italia – per quanto nel 2013 abbia dimostrato la volontà politica di recuperare terreno come paese donatore – non riesce ancora ad essere all’altezza della performance umanitaria internazionale e si piazza solo al 19° posto sui primi 20 paesi donatori per assistenza umanitaria pro-capite» – dice Shelly Sandall, Presidente di AGIRE. «Mentre sta per aprirsi il semestre italiano di presidenza europea ed è finalmente avviato il dibattito in Parlamento per la riforma della cooperazione, ci attendiamo un cambio di passo anche per il sistema umanitario pubblico dell’Italia, perché il nostro paese possa tornare ad essere all’altezza degli standard internazionali».

Raccomandazioni

Il rapporto “Il Valore dell’aiuto” contiene delle raccomandazioni concrete che il network AGIRE consegna alle autorità italiane, e nello specifico al Ministero degli Affari Esteri, come contributo al dibattito e proposta operativa per restituire al sistema umanitario italiano credibilità, efficacia e prospettiva.