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La storia di Mr. Mulele, impegnato in prima persona nella lotta alla malnutrizione nel distretto di Mongu, in Zambia, attraverso la creazione e la condivisione di orti biologici su piccola scala.

cassavaQuesta è la storia di Mr. Mulele. Nato nel 1945, ultimo di 6 figli, è cresciuto in un piccolo villaggio del distretto di Mongu, nello Zambia occidentale. CeLIM lavora da anni in questa zona dello Zambia, proponendo attività che sostengano economicamente le comunità e allo stesso tempo siano eco-compatibili, contro lo sfruttamento indiscriminato delle risorse che negli anni ha generato una situazione insostenibile sia per l’ambiente sia per le famiglie.

L’obiettivo del progetto in corso è tutelare l’ambiente e la biodiversità e insieme promuovere lo sviluppo economico della popolazione, garantendo così livelli di vita dignitosi e migliori condizioni alimentari. 

Contro il degrado ambientale, sono previste la piantumazione di nuovi alberi, la realizzazione di misure antincendio, la diffusione di fornelli migliorati in termini di efficienza energetica e la produzione di pellets con gli scarti di segherie e riserie, da vendere come combustibile alternativo alla legna e al carbone vegetale, riducendo così il consumo di risorse naturali per cucinare.

Per garantire l’auto-sostentamento delle comunità, si implementano attività economiche come la produzione di sapone naturale con l’olio estratto dai semi di piante autoctone. Per promuovere una corretta alimentazione e contrastare lo sconsiderato uso di pesticidi, si realizzano orti biologici basati su colture tradizionali ricche di nutrienti e adatte al clima e campagne di informazione sull’importanza di una dieta diversificata, per cercare di alleviare il problema della malnutrizione, che affligge soprattutto i più piccoli. Ed è qui che entra in gioco Mr Mulele.

L'amore per gli altri e per la natura gli è stato trasmesso dai genitori sin dall'infanzia: si prendevano cura dei disabili, avevano adottato 3 orfani in casa loro e possedevano un piccolo appezzamento agricolo coltivato a ortaggi tradizionali. Quando aveva 6 anni, il padre gli confida una frase che ricorderà per tutta la vita: “pianta un albero da frutto e i giovani arriveranno” e fu così che piantò il primo albero. Da ragazzo fa diversi lavori, sono un ripiego per mantenersi, ma dentro di sé mantiene la passione per l'agricoltura. Egli infatti, negli innumerevoli spostamenti che hanno caratterizzato la sua vita, ha sempre coltivato un orto. Solo in seguito questa passione si trasforma in qualcosa di più, ossia in un'ulteriore fonte di reddito per la sua famiglia: Mr Mulele inizia a vendere i prodotti del proprio orto e pone le basi per ciò che oggi definiamo “sicurezza alimentare”, che influenzerà molte sue scelte future. La sicurezza alimentare è la diretta disponibilità e accesso ad alimenti sani e di qualità, in cui ciascuno può provvedere alla propria sussistenza alimentare e rilanciare dal basso la lotta alla malnutrizione e al cibo di qualità per tutti.

IMG 6690bArrivato oggi all’età pensionabile, la passione per l'agricoltura occupa interamente il suo tempo e le sue energie: ora sono subentrati nuovi stimoli che lo spingono a perseverare sulla strada tracciata, ampliando notevolmente il campo d'azione delle sue attività. Mr Mulele collabora attivamente con CeLIM dal 2012 ed è riuscito a creare una rete che coinvolge e connette i diversi livelli della società: da una parte collabora con altri agricoltori attraverso lo scambio di conoscenze, tecniche e informazioni, dall'altra interagisce con le istituzioni sia governative, per ottenere certificazioni di garanzia delle sue sementi, sia scientifiche per migliorare la ricerca nel settore dell'agricoltura e dell'alimentazione. Mr Mulele è ben disposto a distribuire sementi e prodotti di qualità del proprio orto alle fasce più vulnerabili della popolazione (poveri, ciechi, disabili), senza pretendere niente in cambio, solo chiedendo che lo stesso atto di favore venga perpetuato dagli stessi beneficiari diretti ad altri membri della società che abbiano intenzione di creare un orto o un appezzamento di terra.

Il tipo di agricoltura che lui utilizza e promuove è la cosiddetta “conservation farming”, ossia finalizzata alla preservazione della ricchezza e dell'integrità del suolo e delle sue sostanze nutritive, per alimentare il ciclo vitale del terreno, controllando e prevenendo così malattie e parassiti delle piante. Attraverso tecniche come la rotazione delle colture, la pacciamatura (copertura del terreno con materiale vegetale) e l’utilizzo di fertilizzante organico si salvaguarda la biodiversità e la ricchezza delle forme e dei sapori.

Inoltre Mr. Mulele è fermamente convinto che piantare colture tradizionali e quindi autoctone piuttosto che di importazione, sia più efficiente e proficuo in termini di quantità e qualità dei prodotti ottenuti: le coltivazioni indigene sono più facili da coltivare e necessitano di meno trattamenti (meno acqua, anti-parassitari, fertilizzanti, ecc..). Alcune di queste piante poi sono molto ricche di nutrienti come ferro, vitamine (soprattutto la A, molto carente nelle fasce deboli della popolazione), e altri oligo-elementi che rinforzano il sistema immunitario.

Integrare l'attività orticola con l'allevamento di alcuni animali come le galline può inoltre migliorare sia l’efficienza agricola, in quanto fonte di concimi naturali, sia la varietà alimentare, e questo sta alla base della lotta alla malnutrizione e della sicurezza alimentare: tali prodotti infatti hanno il vantaggio di poter essere sia consumati direttamente dagli stessi agricoltori sia venduti al mercato, beneficiando così di qualche entrata extra per mandare i figli a scuola o quant’altro. In aggiunta, dalle stesse piante è possibile ottenere i semi che serviranno nella stagione successiva per la piantumazione, creando così un circolo positivo in cui gli agricoltori non hanno bisogno di acquistare le sementi da altri, aumentando il livello di sostenibilità di questo tipo di attività.

Tuttavia, non mancano sfide e problemi che mettono a dura prova la diffusione e la pratica dell’agricoltura conservativa a Mongu. Mr Mulele ammette che le maggiori problematiche sono correlate alla disponibilità e all'approvvigionamento di acqua, non sempre facilmente raggiungibile o disponibile nella quantità necessaria, anche per piccoli appezzamenti di terra. Questo, insieme al fatto che tantissimi giovani d'oggi non hanno alcuna intenzione di “sporcarsi le mani”, sono le maggiori sfide all’affermarsi di questo sistema agricolo che porterebbe enormi vantaggi a una grande fetta della popolazione, precaria ed economicamente svantaggiata, oltre che alleviare alcune gravi problematiche sociali.

CeLIM e Mr. Mulele sono però convinti che l’agricoltura conservativa su piccola scala sia una delle strategie più efficienti ed efficaci per poter combattere la malnutrizione e migliorare l’alimentazione delle fasce più povere e vulnerabili della popolazione. Per questo, per promuovere questa attività e portare la sua esperienza come esempio positivo e di successo, Mr. Mulele si adopera su più campi: attraverso programmi radiofonici informa e sensibilizza, inoltre partecipa agli “open day” agricoli insieme ad altri contadini, ma anche ministri, esperti, scienziati per condividere e scambiare conoscenze, novità. La radio e i “field day” sono tra le attività maggiormente sfruttate all'interno del progetto di CeLIM per informare la popolazione circa la malnutrizione e i problemi ad essa legati e per informarla sull'importanza di una dieta diversificata, inoltre i secondi sono un importante strumento di auto-analisi e di miglioramento per ciascuno dei partecipanti. Mr Mulele è soddisfatto, ma ha ancora un sogno: estendere la tecnica e la filosofia della “conservation farming” su scala maggiore ovvero diffondere l’agricoltura organica, specialmente di piante tradizionali, derivante da pratiche di tipo conservative, in tutto lo Zambia.

Per aiutarlo a realizzare il suo sogno, CeLIM dedica la campagna “Abbiamo RISO per un cosa seria” del 17 e 18 maggio al progetto “Biodiversità, tutela ambientale e sviluppo economico a Mongu”.

Per maggiori informazioni: www.abbiamorisoperunacosaseria.it

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