Logo
focsiv
Condividi

Negli ultimi dieci anni l’Italia ha avuto un incremento di oltre il 35% di coniugi o figli arrivati sul nostro territorio grazie all'istituto del ricongiungimento familiare. L'1% di esso riguarda persone che sono legate tra di loro da vincoli di poligamia.

La poligamia é una unione plurima sia di un uomo con piú donne (poliginia) sia di piú uomini con piú donne (poliandria).

La poligamia é stata importata recentemente in Europa ed é considerato dai vari ordinamenti tra cui il nostro un reato penale. Alcune fonti non ufficiali parlano di 1500 matrimoni poligami presenti sul nostro territorio italiano. Gli Stati del Mondo in cui é permessa la poligamia sono: Afghanistan, Algeria, Arabia Saudita, Bahrain, Bangladesh, Brunei, Burkina Faso, Camerun, Chad, Congo, Egitto, Etiopia, Gambon, Gambia, Giordania, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Malesia, Maldive, Mali, Mauritiana, Marocco, Niger, Pakistan, Palestina, Qatar, Senegal, Somalia, Sud Africa, Siria, Tanzania, Togo, Uganda, Yemen e Zambia.

La nostra legislazione é inspirata al modello monogamico e al principio della paritá dei coniugi con la conseguenza che la poligamia é contraria all’ordine pubblico italiano. Tuttavia, in caso di matrimoni poligamici conclusi all’estero, il giudice italiano riconosce in linea di principio solo il primo matrimonio in quanto il secondo contrasterebbe con il nostro modello monogamico.

Il ricongiungimento nei matrimoni poligamici non é disciplinato dal diritto degli stranieri e immigrazione italiano bensí viene disciplinato dalla direttiva 2003/86 della Comunitá Europea la quale vieta il ricongiungimento familiare tra i coniugi infatti in caso di matrimonio poligamico, se il soggiornante ha giá un coniuge convivente sul territorio di uno Stato membro, lo Stato membro non autorizza il ricongiungimento familiare di un altro coniuge. La direttiva di cui sopra inoltre attribuisce la facoltá agli Stati della Comunitá Europea di limitare anche il ricongiungimento tra genitore e figlio nato dal matrimonio poligamico.

Alla luce di quanto sopra, quindi, il legislatore italiano sancisce l’irrilevanza del ricongiungimento del matrimonio poligamico poiché sono stati celebrati senza il requisito della libertá di stato. Al contrario, tali matrimoni peró producono effetti nei confronti dei figli minori e maggiorenni nati nella poligamia, infatti essi cosí come prevede il nostro Testo Unico hanno il diritto di ricongiungersi con il genitore naturale presente sul territorio italiano.

Si ricordi che per il ricongiungimento con i figli maggiorenni, il Testo Unico impone l’onere della prova sull’impossibilitá dei figli a provvedere alle loro esigenze di vita o che siano in condizione di invaliditá totale. I documenti necessari per il ricongiungimento familiare da presentare tramite la procedura informatizzata del Ministero dell’Interno sono:

(1) richiesta di nulla-osta di ricongiungimento familiare in originale con marca da bollo da 16,00 euro, più una fotocopia della stessa

(2) due fotocopie del permesso di soggiorno

(3) due fotocopie delle pagine del passaporto relative ai dati anagrafici, data di rilascio e scadenza, visto di ingresso e timbri di frontiera oppure due fotocopie di un documento equivalente, in corso di validità

(4) due fotocopie delle pagine del passaporto del figlio relative ai dati anagrafici, data di rilascio e scadenza, visto di ingresso e timbri di frontiera oppure due fotocopie di un documento in corso di validità.

Inoltre si deve presentare la dichiarazione del suo datore di lavoro (in originale e in fotocopia) con i seguenti allegati:

(1) due fotocopie della comunicazione di assunzione al Centro per l’Impiego della Provincia, con il timbro di ricevuta

(2) due fotocopie dell’ultima busta paga se esistente

(3) due fotocopie delle ricevute dei versamenti Inps

(4) due fotocopie della comunicazione di iscrizione all’Inps

(5) due fotocopie dell’ultimo modello Cud del lavoratore (se presentato)

(6) due fotocopie del suo documento di identità

(7) documentazione relativa al reddito

(8) due copie dell’atto di proprietà di casa o contratto di affitto

(9) certificato tradotto (in originale e in copia) del legame di parentela con il figlio, legalizzato e “validato”dall’autorità consolare italiana.

Riguardo la validazione dei documenti, la richiesta deve essere inoltrata alle rappresentanze diplomatiche con apposita istanza, accompagnata da copia del permesso di soggiorno, da parte del cittadino straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale.

Newsletter

 

Corsi e webinar di Ong 2.0

Lavorare nella cooperazione internazionale, il nuovo percorso di formazione 2017

outdoor-1807522 1
Dal risk management nei Paesi a rischio, all’amministrazione di un progetto; dal Project Cycle management, all’approccio di genere fino alle…