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Il 10 marzo 2012 è stato introdotto nel nostro ordinamento il permesso di soggiorno a punti che riguarda tutti i cittadini extracomunitari che al primo ingresso in Italia chiederanno il rilascio di un permesso di soggiorno di durata biennale.

Con tale introduzione il nostro Paese ha voluto perseguire la strada, giá avviata in altri Stati Europei, di stipulare un patto con il cittadino non appartenente all’Unione Europea regolarmente soggiornante con un reciproco impegno a fornire da parte dello Stato, gli strumenti di acquisizione della lingua, della cultura e dei principi generali della Costituzione Italiana e da parte del cittadino straniero presente sul territorio nazionale, l’impegno al rispetto delle regole della societá civile al fine di perseguire, nel reciproco interesse, un accordo di integrazione.

Lo straniero attraverso il permesso di soggiorno a punti assume l’obbligo di integrarsi nello Stato in cui dimora, attraverso la conoscenza della lingua nazionali, dei principi fondamentali della Costituzione.

Lo svolgimento dei corsi forniti dallo Stato Italiano sono gratuiti o a condizioni particolarmente agevolate vengono previsti corsi di formazione linguistica e culturale per l’acquisizione dei crediti.

Con varie circolari del Ministero dell’interno di cui la piú significativa del 10 marzo 2012 sono stata data alle Questura e alle Prefetture le istruzioni operative per l’ “Accordo di integrazione”- decreto Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011 n. 179.

Secondo queste circolari sono tenuti alla sottoscrizione dell’accordo, al momento della presentazione dell’istanza di permesso di soggiorno, presso lo Sportello Unico dell’Immigrazione (permesso di lavoro subordinato e ricongiungimento familiare) ovvero presso gli Uffici Immigrazione della Questura (in tutti gli altri casi), i cittadini stranieri di etá superiore ai 16 anni che fanno ingresso in Italia per la prima volta dal 10 marzo 2012 e che richiedono il rilascio di un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno.

Tale accordo è stipulato e sottoscritto dal Prefetto e dallo straniero nella lingua italiana e nella lingua nazionale dello straniero.

L’accordo ha una durata di due anni, prorogabile di un altro anno. Allo straniero sono assegnati sedici crediti corrispondenti al livello A1 di conoscenza della lingua italiana parlata ed al livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia. L’accordo è adempiuto nel momento in cui lo straniero abbia raggiunto almeno 30 crediti.

Nel momento in cui lo straniero è inadempiente (non frequenti i corsi o non riesce a raggiungere i crediti minimi richiesti) viene sanzionato con la revoca del permesso di soggiorno o il rifiuto del suo rinnovo e l’espulsione dello straniero dal territorio nazionale, previa comunicazione, con modalitá informatiche, dello Sportello Unico alla Questura.

Sono esclusi dall’inadempimento di cui sopra lo straniero titolare di permesso di soggiorno per asilo, per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per periodo, di carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino dell’Unione, nonché dello straniero titolare di altro permesso di soggiorno che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare.

È utile ricordare che tra la data di sottoscrizione dell’accordo e quella di verifica, lo straniero puó richiedere la sospensione o la proroga dell’accordo allo Sportello presentando idonea documentazione.

La sospensione o la proroga è possibile richiederla nel caso di gravi motivi di salute, gravi motivi di famiglia, motivi di lavoro, frequenza di corsi o tirocini di formazione, frequenza di corsi di aggiornamento od orientamento professionale ed infine motivi di studio all’estero.

I corsi previsti dall’accordo di integrazione avranno inizio a partire dall’anno 2014.  

Casi di esclusione degli extracomunitari.

Sono esclusi dalla stipula dell’accordo:

1)     i minori stranieri non accompagnati;

2)     le vittime della tratta di persone, di violenza o di grave sfruttamento;

3)     gli stranieri affetti da patologie o da disabilitá tali da limitare gravemente l’autosufficienza o da determinare gravi difficoltá di apprendimento linguistico e culturale, condiziene questa da dimostrare mediante certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario nazionale.