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L’espulsione é il provvedimento coercitivo con il quale lo Stato dispone l’allontamento dello straniero dal proprio territorio, nell’esercizio della propria sovranitá territoriale. Il potere di espulsione, nella disciplina contenuta nel testo unico é ripartito tra il potere esecutivo (Ministro dell’Interno o Prefetto) e potere giudiziario (giudice penale). L’espulsione si distingue in relazione all’organo competente tra espulsione amministrativa e giudiziaria.

L’espulsione amministrativa é disposta dal prefetto o, in particolari casi dal Ministero dell’Interno; la competenza a portare ad esecuzione l’espulsione é invece riservata dal Questore.

L’espulsione giudiziaria consegue normalmente alla commissione di un reato da parte dello straniero ed é rimessa alla competenza del giudice penale: puó consistere in una sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione o in una misura di sicurezza a carico dello straniero che costituisca un pericolo per la collettivitá. Inoltre, é da aggiungere che nel dare esecuzione all’espulsione possono venire adottati provvedimenti amministrativi che incidono sulla libertá personale dello straniero, come l’accompagnamento coattivo alla frontiera o il trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione.

La convivenza more uxorio dello straniero con un cittadino non rientra tra le ipotesi tassative di divieto di espulsione di cui all’art. 19 d.lgs. n. 286/1998, le quali non sono suscettibili di interpretazione analogica o estensiva; né, manifestamente, contrastata con principi costituzionali la previsione del divieto di espulsione solo per lo straniero coniugato con un cittadino e per lo straniero convivente con cittadini che siano con lo stesso in rapporto di parentela entro il quarto grado, atteso che essa risponde all’esigenza di tutelare da un lato l’unitá della famiglia; dall’altro il vincolo parentale e riguarda persone che si trovano in una situazione di certezza di rapporti giuridici, che é invece assente nella convivenza more uxorio.

Lo straniero che sia illegalmente presente nel territorio italiano ma, in presenza di una delle condizioni dell'art. 19 T.U., non possa essere essere espulso, ha diritto al rilascio di un permesso di soggiorno speciale suscettibile ovviamente di revoca non appena venga meno la causa di divieto.

I soggetti per i quali opera il divieto di espulsione sono individuati in cinque categorie:

(1) Lo straniero a rischio di persecuzione

(2) I titolari di un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo

(3) I minori

(4) I conviventi con cittadini italiani in cui lo straniero sia legato o da rapporto coniugale o da parentela entro il quarto grado

(5) Le donne ( e il loro marito) in stato di gravidanza o nei mesi successivi alla nascita del figlio.

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