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Un gruppo di giovani accomunati dall'impegno e la passione per il mondo contadino coinvolti dall'ong CISV in un percorso sulla sovranità alimentare che unisce Italia, Africa e America Latina. E' il progetto "Ritorno alla terra", che si inserisce nell'ambito della campagna CISV sul diritto al cibo Siamo tutti nella stessa pentola, per riflettere e confrontarsi sui diversi modelli di produzione dei nostri alimenti e sull’accesso a un cibo sano e nutriente.

medium 3720257787 1"Il ritorno alla campagna (e alla vita contadina) di moltissimi giovani è un tema di impegno e passione per CISV", spiega Davide Giachino, coordinatore del progetto." Si tratta della nascita di un nuovo paradigma: i nuovi e giovani contadini sanno conciliare il moderno al tradizionale, le nuove tecnologie di comunicazione (e i social media) alla bassa meccanizzazione agricola, l’arte all’agricoltura naturale". 

Dopo cinquant’anni di lavoro in Africa e America latina su questi temi, l'ong torinese CISV ha iniziato nell’ultimo triennio un percorso di sovranità alimentare anche in Italia: tavole rotonde di discussione, connessioni tra contadini e tra contadini e cittadini, percorsi didattici nelle scuole, momenti conviviali tematici e soprattutto, percorsi di riconnessione dei giovani con il mondo contadino. Il primo passo è stato il progetto MyCibo, nel 2011, che ha visto 10 giovani torinesi trascorrere un fine settimana nella fattoria della Cooperativa "Terra e Gente", ad Albugnano (AT), per immaginare insieme modi alternativi di produrre e consumare alimenti. Nel 2012 è stata organizzata la seconda edizione, MyCibo2, in cui i partecipanti del primo anno hanno contribuito alla progettazione del percorso e le attività si sono svolte nella sede principale di CISV, in corso Chieri. Quest’anno si è provato a fare un passetto in più.

Dal 5 al 10 novembre, 7 giovani dai 18 ai 30 anni sono stati accolti da tre realtà contadine che gravitano attorno a CISV, tutte accomunate dalla cura della terra/Terra, delle persone e della relazione che intercorre tra queste e la terra stessa. Come in Africa e America latina, CISV appoggia anche in Italia l’agricoltura contadina perché crede che, praticando metodi di produzione rispettosi della terra e degli ecosistemi in cui è inserita e nuove forme di relazione economica con i consumatori, rappresenti il migliore strumento per rivitalizzare le relazioni sociali e culturali del territorio e conservarne la componente ambientale. Nelle cinque giornate esperienziali i 7 giovani partecipanti hanno vissuto da vicino una piccola esperienza di vita contadina, hanno lavorato la terra, hanno vissuto all’interno di famiglie e comunità, hanno comunicato con l’esterno ogni sera attraverso i social network per moltiplicare la loro esperienza, si sono confrontati con contadini “veri” e da loro sono stati splendidamente accolti, hanno goduto quindi una vera esperienza formativa. "Al loro ritorno abbiamo ascoltato storie ed energie incredibili", dice Pietro Ravazzolo del Cisv, "non pensavamo che una semplice settimana potesse produrre tutto questo, ma sia i giovani coinvolti che gli agricoltori ci hanno restituito impressioni molto positive".

Per Giachino il ritorno al mondo naturale che propone CISV è proprio di questo tipo: "integra il mondo moderno a quello tradizionale, le possibilità di costruire reti internazionali con la creazione di rapporti diretti e “a km0” nel proprio territorio, le conoscenze antiche a quelle recenti, il mondo naturale a quello dell’essere umano, il quale, in fin dei conti, ne fa parte a tutti gli effetti".

 

Il video dell'esperienza di Ritorno alla Terra dei 7 giovani CISV:

 

 

photo credit: ecatoncheires via photopin cc