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Se la comunità internazionale sembra aver dimenticato la guerra in Siria, Elisa Fangareggi, 32 anni, avvocato di Modena, l'ha fatta diventare una sua realtà quotidiana. Mamma di tre bambini, Elisa è impegnata come presidente dell'associazione Time4Life International, attraverso cui raccoglie denaro, cibo, medicinali e beni di prima necessità che vengono distribuiti dai volontari nei campi profughi allestiti in territorio siriano.

di Devis Bellucci

Time4LifeL'associazione, nata a Modena nel settembre 2013, ha creato un ambulatorio al campo profughi di Bab al Salam, una farmacia ad Aleppo, sostiene un reparto di ostetricia ad Huraitan e la scolarizzazione di tanti bambini siriani anche attraverso gemellaggi con bambini italiani. «Time4Life nasce dalla richiesta di aiuto di Firas, un giovane siriano fuggito da Aleppo nel 2011, conosciuto durante le sue vacanze in Italia in tempi più felici» racconta Elisa. «Da Dubai, dove si era rifugiato, mi chiedeva di soccorrere gli amici e i famigliari rimasti in patria, vittime del conflitto scoppiato tra Assad e le forze di opposizione del regime. Inizialmente consegnavo gli aiuti agli amici di Firas. Da dicembre 2012 ho iniziato a portare là gli aiuti di persona, raggiungendo il campo profughi di Bab al Salam, a mezz’ora d’auto dal confine turco. Oggi i viaggi si ripetono con regolarità due volte al mese e non sono mai sola: Time4Life è una grande squadra. A settembre siamo diventati International: abbiamo punti di raccolta in Austria, Regno Unito e Svizzera e aiutiamo bambini non solo in Siria, ma anche in Romania e Nicaragua».

A differenza di quanto accade in altre ONLUS, con Time4Life chi lo desidera può andare e vedere. «I viaggi in Siria durano quattro giorni: due di viaggio e due di permanenza al campo» continua Elisa. «Tutti possono partecipare, ma è bene precisare che ogni centesimo donato all’Associazione viene riversato sui progetti. I volontari pagano di tasca propria le spese di viaggio e i pasti». Mentre racconta di Time4Life, le parole di Elisa tornano sempre ai bambini dei campi, alla piccola Hazar di 6 anni, al suo fratellino, a questi piccoli «a cui è stata rubata l’infanzia e che già adesso sono adulti meravigliosi». Sì, perché anche Elisa ha tre bambine che ogni volta la aspettano a Modena.

«Gestire Time4Life mi porta via un po’ di tempo, ma non sto via da casa più di quanto non faccia una dirigente d’azienda. L’unica differenza è che io non percepisco stipendio e che quando vado in Siria è un po’ più pericoloso. Prima di lanciarmi in questo progetto ho riunito tutta la famiglia per capire come avrebbero reagito. Se mia figlia maggiore avesse detto: mamma non andare, sarei rimasta a casa. Non l’ha fatto e quando sono in Siria anche lei si prende cura delle sorelline: prepara la cena e le mette a letto, in una cameretta che molti piccoli siriani non hanno più».

 

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