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Giulia Capotosti

L'oggetto della seguente tesi è l'istituto del trattenimento dello straniero irregolare all'interno dei Centri di identificazione ed espulsione analizzato dal punto di vista dei profili di fragilità della disciplina attuale nei confronti delle tutele costituzionali inviolabili e nei confronti dell'allineamento del diritto statale alle normative europee.

 

Un’istituzione totale può essere definita come il luogo di residenza e di lavoro di gruppi di persone che, tagliate fuori dalla società per un considerevole periodo di tempo, si trovano a dividere una situazione comune, trascorrendo parte della loro vita in un regime chiuso e formalmente amministrato. [……] Nella nostra società occidentale ci sono tipi diversi di istituzioni, alcune delle quali agiscono con un potere inglobante -seppur discontinuo – più penetrante di altre.Questo carattere inglobante o totale è simbolizzato nell'impedimento allo scambio sociale e all'uscita verso il mondo esterno, spesso concretamente fondato nelle stesse strutture fisiche dell'istituzione: porte chiuse, alte mura, filo spinato, rocce, corsi d'acqua, foreste e brughiere. Questo tipo di istituzioni io le chiamo istituzioni totali. Erving Gofmann, Asylums, 1961

 

MigrantIl trattenimento di un cittadino straniero irregolare destinatario di un provvedimento di espulsione amministrativa all’interno di strutture chiuse e tenute sotto controllo da parte dell’autorità di pubblica sicurezza è emblema della presenza di politiche migratorie repressive e non inclusive all’interno del nostro Paese. Il carattere “punitivo” di questa misura è conseguenza, in primo luogo, della possibilità di trattenere all’interno dei Centri di Identificazione ed Espulsione dei cittadini stranieri, colpevoli di un’irregolarità di matrice amministrativa (avente natura penale in seguito all’introduzione del “reato di clandestinità” inserito dalla legge n. 94/2008), fino ad un tempo massimo di diciotto mesi. L’affermazione di un periodo di limitazione della libertà personale così lungo, frutto di un’interpretazione distorta della direttiva europea 115/2008/CE, cd. direttiva rimpatri, allontana l’utilizzo di queste strutture al fine per il quale erano state inizialmente preposte, quale l’adempimento delle procedure burocratiche necessarie all’effettuazione del rimpatrio, e finisce per delinearsi sempre di più per il fatto di essere un periodo di “detenzione amministrativa”. Questa circostanza, peraltro, è testimoniata dalla realtà per la quale, ad oggi, queste strutture riescono a garantire un tasso effettivo di rimpatri poco superiore al 50%, poiché basano il loro successo sulla collaborazione da parte dei Consolati dei Paesi di Provenienza che, tuttavia, pecca di efficacia. Nel corso di questa tesi di laurea magistrale, quindi, si è analizzata l’evoluzione legislativa italiana sottostante al sistema di trattenimento dei cittadini stranieri irregolari mettendo in evidenza, in particolare, la fragile aderenza di questo istituto alle garanzie affermate dalla Costituzione italiana e al diritto europeo. Si è inoltre svolto un lavoro di ricerca sul campo intorno al CIE di Ponte Galeria per analizzare le prassi istauratesi in questo Centro in relazione all’applicazione della legge italiana. Grazie ad un’autorizzazione concessa per “motivi culturali” dalla Prefettura di Roma è stato possibile accedere privatamente alla struttura ed ascoltare le testimonianze dei funzionari amministrativi operanti per conto dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, di alcuni operatori dell’Ente gestore del Centro (la cooperativa Auxilium) ed, infine, di uno straniero trattenuto. Nel corso di questa ricerca sono emerse, quindi, in tutta la loro evidenza le difficoltà di questo sistema che in un rapporto tra costi e benefici, dove, tra l’altro, è opportuno inserire tra i costi anche la scarsa capacità di assicurare il mantenimento degli stranieri trattenuti in condizioni di vita che risultino rispettose della dignità della persona e garantiscano il rispetto dei diritti fondamentali della persona; risulta assolutamente inadeguato ed irrazionale.

 

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