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Sono 2 miliardi le persone che soffrono di “fame nascosta” per carenza di vitamine e minerali. In Brasile un progetto pilota sviluppa 8 varietà di supercibi per combattere questa malnutrizione trascurata ma diffusa. Con il progetto Biofort le prioprietà nutrizionali di riso, piselli, manioca e altri alimenti base della dieta brasiliana vengono potenziate con la biofortificazione.

Di Juliana Papurello

brasil biofortIn Brasile, il programma BioFORT, sta sviluppando 8 varietà di alimenti biofortificati per combattere le carenze nutrizionali che causano la fame nascosta. Sono conosciuti come “supercibi” e potrebbero risolvere molti problemi di malnutrizione perché potenziati con vitamine e sali minerali. Nel mondo una persona su tre soffre per fame nascosta. Donne e bambini delle aree più povere, sono infatti i più vulnerabili alla malnutrizione causata dalla scarsità di cibo e dalla carenza di micronutrienti essenziali (Vitamine, aminoacidi, zinco, ferro) nella dieta quotidiana.

Si chiama “nascosta” perchè generalmente non dà sintomi visibili e le persone affette non se ne rendono nemmeno conto. Le conseguenze sono tuttavia disastrose: disturbi mentali, anemia, cecità, risposta immunitaria alterata, ritardi nello sviluppo, fino alla morte. La carenza di ferro ad esempio è una minaccia alla salute per il 40% delle donne nel sud del mondo, ogni anno più di 50000 donne muoiono durante il parto per anemia cronica. A proposito di Brasile, l’anemia è perlopiù il maggior problema nutrizionale del paese.

La biorfortificazione è la strategia intrapresa dal progetto, coordinato da EMBRAPA, agenzia governativa brasiliana per la ricerca agricola. Grazie alla genetica viene aumentato il contenuto di zinco, ferro, provitamina A ovvero micronutrienti (o oligoelementi). Patate dolci, riso, piselli, fagioli, manioca, mais, zucchine e grano, diventano supercibi perché le prioprità nutritive sono incrementate. Grazie alla conoscenza sempre più approfondita del metabolismo delle piante si combinano tecniche di laboratorio e sapere agricolo. Il Brasile è l’unico paese che ha investito in 8 coltivazioni differenti; Bangladesh, Colombia, India, Mozambbico, Nicaragua, Peru, Repubblica Democratica del Congo e Uganda si specializzano invece nella biofortificazione di un solo alimento ciascuno.

Sono 15 i comuni coinvolti nel progetto BIOFORT, in cui si utilizzano supercibi per la preparazione di merende e pranzi al sacco per i bambini nelle scuole. Il programma ha investito quasi 10 milioni di dollari e riunisce non solo municipalità ma anche università e centri di ricerca. L’obiettivo è quello di sviluppare un test di impatto nutrizionale per misurare i risultati degli alimenti in comparazione con quelli convenzionali. “Stiamo lavorando per aumentare ferro, zinco e contenuto di provitamina A. Questi micronutrienti spesso sono carenti in Brasile e nel resto dell’America Latina. Metà dei bambini brasiliani soffre per qualche grado di carenza di ferro” - spiega Marilia Nutti, ingegnere dell’alimentazione, a Tierramérica - Per fare un esempio, se il contenuto normale di ferro nei fagioli è di 50 milligrammi per kg, nel caso di fagioli biofortificati la concentrazione di ferro aumenta più del doppio. Il beta-carotene delle patate dolci viene potenziato da 10 a 115 microgrammi, lo zinco nel riso rinforzato da 12 a 18 milligrammi per chilogrammo; o ancora la manioca, che normalmente quasi non contiene beta-carotene, viene potenziata con un contenuto di 9 microgrammi di provitamina A.

Nel municipio di Itaguaí, una cittadina industriale a sud di Rio, circa 8000 babini in età prescolare stanno già beneficiando di questi super cibi. Con una popolazione stimata di 110,000 abitanti, Itaguaí presenta le condizioni ideali per la sperimentazione del progetto. Il segretario comunale per l’ambiente, l’agricoltura e la pesca, Ivana Neves Couto, ha detto: "Itaguaí è una cittadina modello. Questo è il terzo anno di fila che abbiamo vinto il premio per la migliore fornitura di pranzo al sacco nelle scuole. Abbiamo piani molto ambiziosi per estendere il programma all’intero sistema educativo della città, in partenariato con tutte le famiglie di contadini ed i mercati pubblici. Si tratterebbe di 62 scuole e 17000 studenti. La curiosità dei bambini è un fattore di successo: stuzzicati dai colori più forti dei super cibi, non vedono l’ora di provarli.”

“Vogliamo una dieta variata - commenta la Nutti- “la biofortificazione attacca le radici del problema ed è indirizzata ai settori più poveri della popolazione. E’ funzionale scientificamente ed economicamente allo stesso tempo”. Il progetto è supportato da HarvestPlus e AgroSalud, programmi di ricerca che operano in America latina, Africa e Asia con il finanziamento della Bill and Melinda Gates Foundation, Banca mondiale e altre agenzia di sviluppo. Secondo Marilia, la sfida consiste nel fatto che la bio-fortificazione diventi una politica nazionale di sicurezza alimentare, prendendo ad esempio Panama che già lo ha introdotto nella sua agenda di sviluppo”.

Photo credit: Gates Foundation via Photopin

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