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mercato-somaliaPoco più di 20 anni e piccola imprenditrice di successo: è il caso di Maryama Yunis che ai reporter di IPS, racconta il suo percorso che l’ha portata ad avviare un’attività in proprio, nel ramo del commercio di prodotti cosmetici nel mercato più grande di Mogadiscio, Bakara. Questo è solo uno dei tanti esempi che riguardano l’emergente ruolo della donna somala nella società in cui vive: complici la passata guerra, il khat e la pratica della poligamia.

di Federico Sbalzo

Da circa due anni Yunis conduce la propria attività di commerciante al dettaglio come numerose altre donne come lei. Ma non è stato semplice per due motivi. Innanzitutto ha dovuto convincere il padre della sua scelta. Con in tasca un diploma universitario da infermiera, ha presto realizzato che quel settore non faceva al caso suo: era molto più motivata ad intraprendere una carriera nel commercio, trattando di saponette, creme cosmetiche e accessori per il trucco. Poi, il secondo ostacolo, ben più irto: ottenere un finanziamento da una banca. Un'impresa già di per sè difficile per le disastrose condizioni del credito nel paese, benchè le autorità ufficialmente supportino tali iniziative. Ma lo è ancor di più per le donne perchè la società fa ancora fatica a riconoscere una reale capacità imprenditoriale delle stesse, benchè questo tipo di progetti stiano prendendo piede un pò in tutti i paesi africani. 

Ma le cose stanno lentamente cambiando: il mondo femminile prende in mano il proprio destino grazie al vuoto lasciato dai loro uomini. Prima causa di questa inversione di rotta è stata la guerra civile che ha sconvolto il paese alla fine degli anni 80’ inizio dei ’90: più di 200.000 uomini somali hanno perso la vita, decine di migliaia gli sfollati, lasciando le compagne a dover provvedere a loro stesse ed ai loro figli.

La seconda ragione, per un certo verso ancora più drammatica, è la larga diffusione della cosiddetta Khat, una pianta originaria del corno d’Africa e della penisola arabica. Masticandone le foglie o facendone un infuso si alterano gli equilibri psico-chimici della mente ottenendo una sensazione di euforia, eccitamento e perdita di appetito. Un uso prolungato di queste sostanze provoca forti depressioni ed inerzia: è il caso di molti uomini somali che ne abusano, minando le forze di un’importante classe produttiva del paese. Ancora una volta le donne sono chiamate a far fronte a questa mancanza, mettendo in prima linea le loro energie.

La terza ragione, infine, è economico-culturale: in Somalia è riconosciuta la poligamia grazie alla quale il marito può avere fino a quattro mogli a patto che riesca a mantenerle. Troppo spesso questa regola viene aggirata: l’uomo non rinuncia alle consorti anche nel caso in cui non abbia sufficienti mezzi economici. Appare dunque chiaro che anche in questo ultimo caso la moglie deve prendere l’iniziativa e sopperire alla porzione di reddito mancante per sé e la famiglia, entrando attivamente nel mondo del lavoro.

Ma la storia di Yunis è un esempio di successo: non solo è riuscita a mettere in piedi un'attività propria ma è anche sopravvisuta ai primi mesi di esercizio che sono cruciali nel settore (molte iniziative infatti non reggono la concorrenza§). E' dunque ottimista: “è solo questione di tempo prima che uomini e donne abbiano gli stessi diritti e le stesse chance di contribuire alla ricostruzione del paese perché la nostra società sta cambiando di pari passo coi tempi. In ogni area saremo un giorno tutti uguali.”. 

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