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zambiaLa città di Livingstone, nello Zambia, che deve il suo nome proprio al famoso medico-esploratore britannico, è una meta adatta a tutte le età dove si coniugano la curiosità a cultura, storia, natura e condivisione con la gente del posto.

Gli appassionati dell’Africa non possono non conoscere Mr David Livingstone, del quale ricorre quest’anno il duecentenario della nascita (19- 3-1813), il medico – missionario – esploratore che a metà del 1800 se ne andò in giro per il continente cercando le sorgenti del Nilo, che mai trovò; fece ben 4 lunghi viaggi, percorrendo per lo più zone lungo fiumi, non solo per il suo scopo principale, ma per poter avere accesso all’acqua e dove c’era presenza umana. Tutte le sue missioni si rivelarono agli occhi dell’occidente dei fallimenti anche perché molti dei suoi collaboratori medici e missionari , compresa sua moglie, morirono di malaria. Nonostante la difficoltà di sostegni economici alle sue imprese, il signor Livingstone però non si fermò, prevalse il suo spirito esploratore mentre, strada facendo con la sua carovana medica al seguito, curava gli indigeni e di notte, al lume di candela, scriveva lettere, disegnava mappe e percorsi contribuendo notevolmente alla carto-geografia. Un giorno raggiunse le “Mosi oa Tunya” che in lingua locale significa “fumo che tuona” tanto è assordante il rumore e la nuvola di vapore visibile a chilometri di distanza. Egli battezzò tale unico e spettacolare luogo come “Cascate Vittoria” in onore della regina che gli sponsorizzò le sue trasferte, anche se quando le raggiunse nel novembre 1955, di acqua ne avevano ben poca, poiché la stagione secca le prosciuga quasi totalmente fino a contare i massi che giacciono sul fondo. Mentre alla fine della stagione delle piogge, le cascate sono avvolte dal vapore che rende tutto, visitatori compresi, invisibile e bagnato. Se per caso uno zambiano sente dire che Livingstone ha scoperto le Cascate Vittoria, si indispettisce non poco…. -quel signore non ha scoperto proprio nulla, c’erano da millenni e lui e’ arrivato lì per caso!!!- Il caso volle poi che, il capo villaggio del luogo, si chiamasse Pietra Viva…. Livingstone appunto! Ecco perché la fiorente e quasi unica città turistica zambiana ora si chiama cosi; in onore del medico che tanto amò l’Africa fino a morirci di malaria dopo essersi quasi fatto staccare una gamba da un leone qualche tempo prima che lo rese permanentemente zoppo. La città di Livingstone non offre solo le Mosi oa Tunya, che rimangono comunque il maggior polo di interesse, ma anche numerose possibilità di relax, come passeggiate in mezzo alla natura incontaminata e safari, centri spa dove rinvigorire il corpo e la mente, (ciò che dovrebbe essere lo scopo di una vacanza!!); la possibilità di praticare sport, navigazione e pesca, romantiche navigazioni al tramonto sullo Zambesi o perlustrazioni dall’elicottero; molti i luoghi di cultura e folclore africani….. concentrati in pochi chilometri.

Ci sono splendidi alberghi e resort immersi nella savana, con piscine, ottimi ristoranti tipici, ma anche ostelli molto confortevoli che organizzano svariate attività in particolare per giovani quali il swing, deltaplano o l’appassionante rafting ….. le rapide dello Zambesi tolgono veramente il fiato….. oppure il bunging jumping dal ponte che collega, attraverso la spaccatura delle cascate, Zambia con Zimbabwe a più di 100 mt di altezza, poco raccomandato pero’ a chi ha problemi cardiaci o respiratori! Simpaticissimi lodge costruiti in bambù sul bordo del canyon, dal quale si assiste a tramonti mozzafiato, o altri dove zebre, tsetsebe o facoceri passeggiano tra i tavoli mentre si prende l’aperitivo in riva al fiume. Non manca la nota per i più romantici col treno a vapore che al calar del sole parte per una serata elegantissima ammirando le cascate e il panorama della savana assaporando una deliziosa cena a bordo. Le locomotive a vapore dell’ottocento, che tanto hanno trasportato per la costruzione della città e i vagoni con le masserizie dei colonizzatori inglesi che vi si sono stabiliti per più di un secolo, possono essere ammirate alla vecchia stazione, luogo affascinante anche per i più piccoli. Mosi oa Tunya e’ anche il nome del Parco Nazionale che si apre a ridosso delle cascate e del fiume Zambesi, e accoglie, oltre a elefanti, giraffe, zebre, innumerevoli tipi di antilopi, anche 5 degli ultimi rinoceronti bianchi del continente. Una passeggiata tra i mercatini locali e artigianali è d’obbligo e gli acquisti sono irresistibili. L’appassionato di storia non può non fermarsi al Museo Nazionale dove una torre è interamente dedicata alla corrispondenza di Livingstone con i compagni esploratori e con la corte britannica, più foto originali dell’epoca delle spedizioni e della costruzione della città, che fu la capitale della Rodhesia del Nord fino al 1905.

Se la cucina tradizionale proposta nei molti ristoranti tipici non fosse gradita a tutti, il miglior ristorante italiano di tutta la Zambia si chiama “Olga’s Italian Corner”. Gestito da CeLIM  una ONG di Milano, il ristorante è una unità produttiva del centro di formazione YCTC (youth comunity training center) che sostiene, con gli introiti, la scuola professionale per ragazzi orfani e provenienti da situazioni difficili che studiano per imparare un mestiere, dando un sovravalore sociale all’ottimo servizio offerto. Insomma, il gruppo di amici appassionati dell’avventura, la coppia di sposi alla ricerca dell’esotico, la famiglia che ama la cultura, chi ama la natura, i safari, rimarrà sicuramente affascinato da una vacanza a Livingstone che e può essere davvero entusiasmante a tutte le età.

Un’ottima possibilità di coniugare la curiosità a cultura, storia, natura, condivisione con la gente del posto viene offerta da Viaggi Solidali, un agenzia che ha a cuore la sostenibilità di viaggi interculturali, e che vi porterà anche in Zambia

Per informazioni: www.viaggisolidali.it

 

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