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articolo lviaIn Sahel l'emergenza alimentare investe anche il Burkina Faso , dove la malnutrizione  sta colpendo soprattutto i bambini. Claudio Massarente,  fotografo e volontario LVIA, ci racconta quello che sta facendo la Ong per controllare i livelli di malnutrizione  nei vari villaggi del paese.

L’emergenza alimentare ha causato livelli di malnutrizione elevati e migliaia di bambini sono a rischio di malnutrizione e, di conseguenza, gravi malattie e morte.

Nel 2012 i raccolti sono stati migliori degli anni precedenti ma ciò non alleggerisce la situazione.

Il personale di LVIA e Medicus Mundi Italia, grazie al supporto di ECHO (Ente Europeo per le emergenze) e dell’UNICEF, ha agito organizzando il depistaggio in tutti i villaggi dei Distretti di Nanoro e Reo.

Nei due distretti d’intervento, 800 agenti di salute comunitari, sotto la direzione degli infermieri dei centri di salute, dei responsabili dei due distretti e delle équipe di LVIA/Medicus Mundi, sono andati casa par casa a cercare i bambini affetti da malnutrizione grave, una malattia che moltiplica per nove il rischio di mortalità infantile.

Nel corso dei 10 mesi di intervento gli 800 agenti di salute sono passati ogni due mesi in ogni casa, controllando ogni volta tutti i 100.000 bambini sotto i 5 anni di età dei 2 Distretti.

Un braccialetto tricolore determina lo stato di salute: lo si avvolge attorno al braccio e se la misura è sul verde il piccolo è normale, sul giallo è un livello di malnutrizione moderato, se è rosso è grave.

La garanzia della gratuità delle visite e cure presso i Centri Sanitari motiva i genitori (sono famiglie molto povere) a farli visitare da medici e infermieri che ripetono le verifiche in modo approfondito. Nei casi particolarmente gravi si provvede ad inviare il piccolo in ospedale.

Nella cura dei bambini di due Distretti sono stati coinvolti in totale più di 100 infermieri e una decina di medici.  Dopo 10 mesi, a fine intervento, i bambini curati sono stati quasi 5.000 (contro i 3.000 previsti sulla base delle stime UNICEF) e oltre il 90% sono guariti, in media dopo un mese e mezzo di cure.

L’emergenza è stata affrontata e, per ora, risolta.

Ma non è terminata la povertà, le difficoltà ad avere una alimentazione adeguata, l’accesso all’acqua, alle sementi e alla salute di base rimangono in stato di emergenza.

Occorre continuare a sostenere queste popolazioni.

Potete continuare  a seguire i reportage di Claudio sul suo sito http://www.claudiomassarente.net/index.php.

Ecco alcune sue foto.

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