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LandSi dibatte già da tempo a livello internazionale del problema del land grabbing nei paesi in via di sviluppo . Questa tematica che ha avuto rilevanza sia nella letteratura che nei media ha attirato l'attenzione di Mareike Brunelli che ha voluto approfondire nella sua tesi di laurea questo argomento focalizzandosi soprattutto sugli effetti che ha avuto tale fenomeno sulle risorse idriche in Mali.

L’elaborato ha come oggetto i land-water deals, quali accordi per le terre e l’acqua che inquadrano la tematica in modo più ampio del mero accaparramento; lo scopo è di verificare l’esistenza di competizione per le risorse naturali nei Paesi in via di sviluppo causata dai deals. Nel contesto africano la proprietà delle risorse naturali è generalmente nelle mani dello Stato che può disporne stabilendo le modalità di accesso ai diritti su tali risorse.
Tenendo presente questo quadro, i land deals si configurano come acquisizioni di terreni su vasta scala da parte di attori potenti, nazionali/internazionali e privati/pubblici. L’oggetto degli accordi sono terreni ritenuti dalle parti come “liberi e marginali”, ma secondo i critici la retorica sulla marginalità è inconsistente nella pratica. Sono messi in evidenza gli effetti negativi degli accordi, i quali ricadono più gravemente sulle popolazioni locali (es. spostamenti forzati, impatto ambientale). Inoltre, dietro al land grabbing si celano volontà di accaparramento idrico e la pratica dimostra che in ultima istanza è l’acqua ad essere oggetto di molti accordi (water deals).

Nonostante si senta spesso parlare di crisi idrica in relazione alle quantità di acqua disponibili, si conviene con UNDP nel sostenere che le radici della scarsità idrica sono da ricercare nel potere, nella povertà e nella diseguaglianza, e quindi nelle disparità nell’accesso all’acqua.
L’elaborato dimostra che attraverso i water deals gli Stati redistribuiscono i diritti di accesso alle risorse idriche in favore degli investitori, facendo sì che grandi quantità d’acqua, prima adibite alla produzione su scala locale, siano destinate a progetti agricoli su vasta scala, con danni ai soggetti
più deboli, ovvero le popolazioni locali (ed al loro interno da donne e pastori) che subiscono così lo scarso potere in sede contrattuale.

Quando l’acqua è prelevata da fiumi, gli effetti si manifestano a valle dei progetti a livello locale,nazionale o internazionale, a seconda della portata del corso.

Per verificare quando analizzato, l’elaborato prende in considerazione due progetti (Malibya Project e Markala Sugar Project) nella zona dell’Office du Niger in Mali; essi dimostrano che nella pratica i deals hanno effetti negativi; nonostante lo Stato riconosca sulla carta i diritti tradizionali delle popolazioni locali, questi sono effettivamente ignorati. Il processo di riallocazione ha un forte potenziale conflittuale a vari livelli e si può apertamente parlare di competizione per le risorse naturali; forti ripercussioni possono manifestarsi a livello di bacino a causa della redistribuzione dei diritti idrici, specialmente nel caso di fiumi internazionalmente condivisi.   

Mareike Brunelli si è laureata alla magistrale in Cooperazione Internazionale e Tutela deiDiritti Umani e dei Beni Etno-Culturali nel Mediterraneo e in Eurasia della facoltà di Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università di Bologna.

Scarica l'introduzione della tesi