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Per il 2013 si prevede che il social lending raggiungerà un giro d'affari da un miliardo e mezzo di dollari circa. Ma cos'è e come funziona questo strumento finanziario che nasce nel nome di un utilizzo face to face del credito e che negli ultimi anni è letteralmente esploso, con implicazioni molto favorevoli anche nei rapporti nord-sud?

di Lorenzo Ciancaglini

medium 2136953043Sarà che le banche hanno avuto un ruolo decisivo nello scatenare la crisi economica, sarà che a soggetti un tempo pienamente bancabili non vengono più concessi prestiti, sarà che con internet cambiata tutto, sarà quello che si vuole ma la disintermediazione bancaria é oramai da alcuni anni un processo inarrestabile. Perfino i membri dei board delle principali banche d'affari americane investono in questo campo, secondo Bloomberg
Se Amazon, Google e Apple stanno mettendo in seria difficoltà giornali, case discografiche, editrici e cinematografiche perché il Peer to Peer (P2P) lending non dovrebbe riuscire a scardinare la cultura dell'intermediazione bancaria che, a detta di Andrew Haldane, direttore esecutivo della Bank of England per la stabilità finanziaria: "is on it's way out" ?

E per il 2013 si calcola un giro d'affari mondiale intorno al miliardo e mezzo di dollari, una cifra certamente esigua se confrontata col sistema bancario tradizionale, ma che è comunque il doppio dei quella registrata nel 2012. 

Ma che cos'è il P2P lending ?
I prestiti tra persone sono sempre esistiti ma con internet hanno acquisito una nuova dimensione. L'idea di fondo viene dal sistema mutualistico, basato su fiducia e bassi tassi d'interesse. A questo si deve aggiungere il web. I siti di social lending sono luoghi dove la domanda e l'offerta di denaro si incontrano. L'organizzazione valuta l'affidabilità, la "bancabilità" dei richiedenti i prestiti ed assegna un tasso a seconda del rischio. I prestatori decidono, più o meno direttamente (a seconda della piattaforma) a chi prestare, in molti casi conoscendo per quali fini verrà utilizzato il denaro.
Il costo dell'intermediazione è minimo e quindi i tassi d'interesse ne risentono in misura minore rispetto alle tradizionali transazioni bancarie. In Italia hanno una media compresa tra il 7% e il 9%, decisamente più bassi dei normali tassi bancari.


Social lending all'italiana
E' importante chiarirlo subito. Specialmente nei paesi occidentali il social lending si rivolge a persone bancabili, considerate cioè in grado di restituire un prestito, che offrono garanzie. Ma con la crisi anche persone con una storia creditizia immacolata hanno difficoltà ad accedere ai prestiti. "Ci sono persone che potrebbero avere i tappeti rossi in banca e invece vengono da noi. A volte lo fanno perché sul web si fa tutto più velocemente, a volte perché non vogliono più avere a che fare con le banche tradizionali, a volte perché questi istituti non fanno più credito neanche a loro. Sono diventati in due anni il 35% dei nostri utenti". Così ci ha riferito Carlo Vitali, direttore Operazioni e Marketing di Smartika, il principale sito di P2P italiano. Smartika, ex filiale di Zopa UK, ha recentemente riaperto dopo il via libera di Banca d'Italia. "Tramite noi si concedono prestiti a persone anche senza un contratto a tempo pieno, che difficilmente da altre parti troverebbero soluzioni ma, purtroppo, non siamo la Caritas. Siamo un istituto di pagamento, dobbiamo attenerci ad alcune regole". Ci sono comunque alcuni aspetti social:" spesso chi presta mette una piccola parte dei suoi risparmi in questo sistema. I tassi d'interesse spesso sono così bassi che coprono giusto l'inflazione. Lo si fa per il piacere di aiutare qualcuno, non per fare speculazioni". E Smartika considera bancabili anche i lavoratori con contratti part-time.

Altro sito italiano di social lending è Prestiamoci con i suoi 298 progetti finanziati e 341 investitori attivi. Dice Mariano Carozzi, il fondatore: “Il sistema è molto semplice, una persona ha bisogno di soldi, racconta che gli serve, compila la scheda e se il progetto viene accettato può accedere ai finanziamenti dei prestatori”. Nel sito dell'organizzazione sono illustrati in modo chiaro i procedimenti e i passi da compiere. I progetti vengono valutati equamente e i beneficiari verseranno una quota mensile di restituzione ad un tasso agevolato. Dall'altra i Prestatori ricevono ogni mese la somma versata dai Richiedenti, che possono reinvestire nuovamente in altri progetti realizzando così un maggiore rendimento.



Kiva e gli altri
Ma l'applicazione più interessante si trova, tra le varie, in Kiva. Con più di 400 milioni di dollari prestati è uno dei più importanti siti di social lending su scala mondiale. La sua caratteristica principale è quella di mettere in relazione prestatori del nord con i richiedenti del sud del mondo, generalmente soggetti senza alcuna possibilità di accesso alle banche tradizionali. Circa un milione di persone hanno ottenuto prestiti tramite il sito. Tecnicamente i prestiti sono già stati effettuati da istituti di microcredito locali che poi ottengono dai prestatori del nord un refund. Il credito medio concesso è di 400 dollari. Se si unisce tutto ciò al mobile banking in piena ascesa si intuisce che queste pratiche sono in grado di supportare finanziariamente le ambizioni di sviluppo di un gran numero di "ultimi".  
Con un tasso di restituzione del 99% e quasi un milione e mezzo di utenti questa esperienza, nata nel 2004 ed oggi in forte espansione, è solo una delle centinaia attive in tutto il mondo. Che la finanza stia lentamente virando verso chi ha più bisogno?

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