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pannello pubblicitario
In una regione desertica del Perù un pannello pubblicitario produce 100 litri d'acqua al giorno grazie all'umidità .
 

 

 
di Cecilia Trevisan
 
Come trovare dell'acqua potabile in una regione desertica  dove le precipitazioni annuali superano raramente  1,5 centimetri?
la risposta è venuta da un'iniziativa dell'Università di Ingegneria e Tecnologia di Lima-UTEC che ha creato un pannello che genera quasi 100 litri  d'acqua al giorno catturando l'umidità dell'aria.
 
" Il concetto di questo progetto è quello di dimostrare alla gente come l'ingegneria e la tecnologia  possono cambiare il mondo. Per questo vuole dimostrare in modo pratico una delle sue applicazioni" dichiara  Juan Donalisio, della agenzia Mayo , che ha realizzato la campagna pubblicitaria insieme all'equipe dell'Università.
Il pannello compie una funzione sociale, in quanto l'acqua prodotta viene utilizzata dalla popolazione locale e dai passanti che usano la Panamericana Sur, ma ha avuto anche un rilievo  nel mondo della pubblicità visto che si è trasformato in una risorsa alternativa per promuovere un'idea ( in questo caso l'ammissione all'università).
 


 
 
Ma come funziona il pannello? Alejandro Aponte, capo del progetto spiega che " dentro il pannello sono state installate cinque macchine che assorbono l'umidità e attraverso un sistema elettronico di filtraggio  l'acqua si purifica e diventa potabile".
Ogni macchina produce 28 litri d'acqua al giorno ed è necessario che ci sia una percentuale di umidità di almeno il 70%, che è la norma a Lima,dice Aponte.
 
L'accesso all'acqua potabile è uno dei principali obiettivi di sviluppo del millennio. Secondo il rapporto 2012 dell'UNICEF, circa l'11% della popolazione mondiale ( un po meno di 800 milioni di  persone ) non hanno accesso quotidianamente  ad una sorgente d'acqua sana nel mondo.
"Questa campagna è una scommessa per il paese, che ha bisogno di sviluppare soluzioni nel campo ingegneristico. L'ingegneria da soluzioni reali a problemi reali, come per esempio la scarsità d'acqua" afferma Jessica Ruas, dell'UTEC.
 
 
 
 
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