Logo
focsiv
Condividi

sfollati407 mila i profughi maliani e prezzi del cibo più alti del 120% in Mali. Profughi e crisi alimentare stanno seriamente preoccupando le organizzazioni umanitarie. Il CISV, per voce del coordinatore dei progetti in Mali, Fabio Ricci, ribadisce il suo ruolo accanto ai produttori per promuovere la sovranità alimentare e accanto alla popolazione per non lasciarla sola.

di Martina Pieri

Continua la guerra in Mali, dopo l’entrata in campo dell’esercito francese di Holland e il supporto logistico in prima battuta di Inghilterra e Usa, è arrivato anche il supporto logistico dell’Italia.

E mentre il conflitto di inasprisce e ha già messo in fuga decine di migliaia di profughi, “i volontari impegnati in loco hanno confermato l’impegno a rimanere nel paese,  malgrado le difficoltà, per proseguire i progetti di sviluppo avviati e restare accanto alle organizzazioni contadine con cui collaborano da anni» ha dichiarato Piera Gioda, presidente dell’ong CISV.

Ad un anno dello scoppio dei tumulti in Mali, a causa degli islamisti nel nord del paese che rivendicano il controllo della capitale Bamako, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR), parla di 407 mila rifugiati nei paesi limitrofi. A Mopti e Bamako gli addetti della Caritas maliana hanno già prestato cure e assistenza ai feriti, ma per le strade del Paese sono migliaia i civili in fuga. L’emergenza profughi, assieme a quella della crisi alimentare sono le questioni che maggiormente preoccupano organizzazioni umanitarie e Unione Europea.

La crisi alimentare infatti, secondo quanto sostiene il Ministero degli Affari Esteri Italiani, è "la principale preoccupazione" per la sicurezza in Mali, dove nel Nord non è più possibile né coltivare né raccogliere i prodotti agricoli e il Sud è in difficoltà dato l'arrivo di molti sfollati. Il CISV è adesso al lavoro nella Regione di Mopti, al confine con il Burkina Faso (una delle mete dei rifugiati maliani), dove promuove la sovranità alimentare e la lotta alla povertà. «In particolare puntiamo a potenziare il settore agro-zootecnico» spiega Fabio Ricci, da due anni coordinatore dei progetti CISV in Mali “che è vitale per un’economia a vocazione pastorale, ma che ora è in forte crisi per la degradazione delle risorse naturali e per gli scontri nel Nord del paese”.

La denuncia per la crisi alimentare arriva anche dal World Food Programme – organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di emergenze alimentari – che parla di danni collaterali alla guerra, nella fattispecie la fame nel Nord del paese. Infatti, se nei prossimi giorni frontiera e strade con l’Algeria continueranno a rimanere bloccate, sarà quasi impossibile trovare cibo. Le riserve di cibo si sono già ridotte del 40% e i prezzi sono saliti del 120%.

«Adesso il nostro compito è mantenere l’impegno a fianco dei 20.000 allevatori e agricoltori maliani con cui stiamo realizzando attività di formazione” continua Ricci “Ma più che gli aspetti tecnici, in questo momento è importante la nostra presenza in quanto tale, che ha un significato rassicurante: i nostri partner maliani si sentono sostenuti vedendo che restiamo con loro e ne condividiamo la situazione quotidiana, anche a costo di correre dei rischi».

L’appello è lanciato anche dalla Commissaria europea degli aiuti umanitari, Kristalina Georgieva: "Le parti coinvolte nel conflitto devono garantire alle organizzazioni umanitarie l'accesso a tutte le zone del paese. E l’Unione Europea, da parte sua, è pronta ad aumentare i fondi per gli aiuti umanitari.” Nonostante ciò, però,  il responsabile della comunicazione di Caritas Mali, Gaston Goro, riferisce che gli interventi degli operatori sono “per il momento resi impossibili dalle difficili condizioni di sicurezza” dovute alle operazioni militari in corso “che bloccano le strade e ci obbligano a essere prudenti”. 

Leggi anche: 

 

Newsletter

 

Corsi e webinar di Ong 2.0

Lavorare nella cooperazione internazionale, il nuovo percorso di formazione 2017

outdoor-1807522 1
Dal risk management nei Paesi a rischio, all’amministrazione di un progetto; dal Project Cycle management, all’approccio di genere fino alle…