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Kibera baraccopoli

Dopo decenni di politiche abitative urbane fallimentari, si è giunti a definire un nuovo tipo di approccio a livello internazionale, lo slum upgrading. L'idea è quella di migliorare lo slum a partire dalle risorse di cui esso dispone e riconoscendo il ruolo centrale e fondamentale di chi lo vive. La ricerca condotta da Mattia Binacchi nell'estate del 2009 a Nairobi ha analizzato un importante progetto che il governo kenyano ha portato avanti nella baraccopoli di Kibera.


Viviamo in un mondo sempre più urbano: nel 2008 la popolazione delle città ha superato per la prima volta nella storia quella delle campagne, e le previsioni ci parlano di un processo che appare inarrestabile, con conseguenze sociali, culturali, politiche ed economiche che solo in parte riusciamo ad immaginare. É’ soprattutto nel sud del mondo che tale processo assume una portata per molti versi devastante, il cui effetto più visibile è il proliferare delle baraccopoli: città nelle città, luoghi di miseria estrema che costituiscono l'unica soluzione abitativa possibile per i poveri urbani.

L'espandersi di insediamenti informali probabilmente oggi costituisce la sfida maggiore che la città PVS deve affrontare, e urge trovare soluzioni efficaci per contrastare un fenomeno che sembra destinato a crescere negli anni a venire.

Un nuovo modello urbano

Dopo decenni di politiche abitative urbane sostanzialmente fallimentari, si è giunti a definire un nuovo tipo di approccio a livello internazionale (promosso da UN-Habitat su tutti), che prende il nome di slum upgrading: l'idea è quella di migliorare lo slum (abitazioni e infrastrutture in primo luogo) in maniera progressiva e graduale, a partire dalle risorse di cui esso dispone e riconoscendo, all'interno del processo, il ruolo centrale e fondamentale di chi lo slum lo vive, riprendendo le teorie sull'autocostruzione sostenute da Turner negli anni '70.

Kibera, la baraccopoli più grane del Kenya

Questa tesi, dal titolo "Slum and shelter policies in Kenya: the case of Kibera, soweto-east slum upgrading project", è frutto di un lavoro di ricerca condotto a Nairobi nell'estate del 2009, volto ad osservare ed analizzare un importante progetto di slum upgrading che il governo kenyano sta portando avanti con il supporto dell'UN-Habitat in uno dei 12 villaggi di Kibera, la baraccopoli più grande del paese (circa 200.000 abitanti).

Dopo premesse di carattere generale relative al fenomeno urbanizzazione e all'analisi del contesto (Nairobi e Kibera in particolare), ampio spazio è dedicato alle politiche abitative che nel corso dei decenni sono state adottate a livello mondiale ed in Kenya in modo più specifico (con il supporto di alcuni case-studies), per concludere con un approfondimento teorico sullo slum upgrading.

I risultati della ricerca

Il capitolo 6 presenta il case-study della ricerca, ossia il progetto del KENSUP (Kenya Slum Upgrading Programme) a Kibera. Particolare enfasi è posta sulla percezione dei beneficiari rispetto al progetto in corso e alle tematiche della partecipazione. Quello che emerge è un gap drammatico tra teoria e pratica, laddove, al di là della natura scarsamente partecipativa del processo, la questione fondamentale è che ciò che si sta realizzando a Kibera non ha nulla a che vedere con l'idea di upgrading, ma al contrario ricalca modelli di social housing vecchi e largamente criticati per la loro inefficacia dalla letteratura. Questo apre la strada a considerazioni di più ampia portata nelle conclusioni, dove ci si interroga sulla natura politica, piuttosto che tecnica, della questione slum nel paese.

Mattia Binacchi si è laureato alla specialistica in Cooperazione Sviluppo Mercati Transnazionali della facoltà di Scienze Politiche presso l’Università di Torino con 110 e lode. La tesi è stata insignita della dignità di pubblicazione.

Per informazioni, contattare l'autore al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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