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turimo-responsabile-migrantiUn tour sin fronteras per “sbirciare” tra le realtà latino-americane che popolano le città italiane: dai ristoranti alle associazioni, dai musei ai negozi tipici. Un'idea di Viaggi Solidali nata a Torino ora attiva in molte città d'Italia.

di Stefania Garini

La prima esperienza pilota è partita su iniziativa di Viaggi solidali, che già da qualche anno promuove (a Torino, Roma, Napoli…) percorsi turistici “sotto casa”, accompagnati dalle guide migranti: giovani stranieri di prima e seconda generazione, molti laureati, che svelano la città attraverso gli occhi delle comunità d’origine.

Rosita, 35 anni, è un’antropologa italo-peruviana, la mamma è originaria del paese andino mentre il papà proviene dalla Calabria; Adriana, 25enne studentessa di giurisprudenza, è invece nata in Colombia ma il nonno era di origini bergamasche: sono loro due le guide migranti che sabato scorso hanno inaugurato il primo tour “Dalle Ande alle Alpi”, promosso da Viaggi solidali per far scoprire agli abitanti di Torino & dintorni la presenza della comunità latino-americana che vive e lavora ai piedi della Mole. Una passeggiata di circa tre ore che ha attraversato Borgo S. Paolo, il quartiere cittadino dov’è maggiore la concentrazione dei peruviani (circa 2.000 abitanti), che rappresentano la comunità latino-americana più numerosa nel capoluogo piemontese, 10.000 persone in tutto.

Tra le tappe del tour - un viaggio “sperimentale” che dal 2013 entrerà a pieno titolo nella programmazione ufficiale di Viaggi solidali - la libreria Belgravia, specializzata in letteratura del Latino-America, l’Istituto Maria Mazzarello dove ogni domenica si svolge la messa in spagnolo e dove hanno sede numerose associazioni andine, il minimarket peruviano che rifornisce l’adiacente ristorante “1492” specializzato in cucina sudamericana (con tanto di degustazione inclusa di aperitivi e specialità andine) e la parrocchia di Gesù adolescente, dov’è praticato il culto del Signor de los Milagros, particolarmente “attivo” nella protezione dai terremoti.

Durante il tour, che ha permesso di conoscere da vicino la realtà degli immigrati e lo stile di vita delle comunità latino-americane, non è mancata la visita a una coloratissima piñateria: le piñatas - contenitori per dolci che vengono rotti nelle occasioni di festa come avviene con le “pentolacce” del sud Italia - sono realizzate a mano dalla proprietaria del negozio, la signora Lucy, che vende anche giochi, portafortuna e addobbi, tutti molto allegri e colorati: che vanno a ruba in occasione di compleanni, matrimoni e nascite (quest’ultime sono celebrate dalla comunità peruviana prima del lieto evento, così da propiziarlo) e per la “festa dei 15 anni”, che segna l’ingresso in società della ragazza. Si tratta di un’occasione importante che ricorda un po’ il nostro ballo delle debuttanti, ma in questo caso viene celebrata in forma individuale, per la singola giovane.

La “guida migrante” Rosita ha poi erudito il gruppo dei visitatori con alcune pillole di quechua, che tra l’altro è stata lingua ufficiale dell’impero Inca. Il tour si è concluso in bellezza al Museo etnografico delle Missioni della Consolata, una ricchissima collezione - aperta al pubblico solo per queste speciali occasioni - di maschere, strumenti musicali, attrezzi agricoli e oggetti della vita quotidiana.

La passeggiata interculturale di Viaggi solidali diventerà un appuntamento fisso a partire dal 2013, quando sarà possibile organizzarla anche per gruppi e scolaresche.

Viaggi Solidali ha inoltre realizzato il primo corso per “accompagnatori di turismo responsabile” per cittadini di origine straniera, cui hanno partecipato 25 persone originarie del Sudamerica, del Maghreb, dell’Europa orientale e occidentale e dell’Asia. Questi “ciceroni” sono in grado di gestire le passeggiate nelle città migrande in italiano e in altre 8 lingue.

Per info e prenotazioni:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

tel. 011-4379468

www.viaggisolidali.it

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