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cooperazioneTerminato il Forum nazionale della Cooperazione si tirano le somme. Caratterizzato da una partecipazione straordinaria (quasi 2 mila iscritti) e da una presenza istituzionale ai più alti livelli, dall’intervento del Capo dello Stato all premier Monti, dai ministri di Esteri e Cooperazione al commissario europeo per lo Sviluppo, fino a cooperanti ed esponenti della società civile. Soddisfatte dunque le ong, che da anni faticano per portare avanti la cooperazione italiana? Lo chiediamo a Gianfranco Cattai, presidente Focsiv e Associazione Ong Italiane

 

“Il principale aspetto positivo di questo Forum è stato senza dubbio quello di avere riacceso l’attenzione sul tema della cooperazione internazionale – sostiene Cattai -  di aver rilanciato la parola solidarietà e di aver risottolineato l’importanza della costruzione di relazioni dell’Italia nel contesto internazionale: parole che ormai appartenevano a una cerchia sempre più ristretta di operatori. La partecipazione straordinaria testimonia che questo obiettivo è stato raggiunto”

Come affermato nel suo intervento conclusivo il Ministro Riccardi "Abbiamo rotto il silenzio". Aggiunge Cattai: “ Direi che il merito più grande del Forum è stato far capire in modo chiaro che la cooperazione è prima di tutto una sfida culturale

Cosa succederà da domani?  “qui sta il punto; capire quali saranno le tappe, i luoghi e le modalità in cui le varie parti citate a più riprese in questo Forum si troveranno per costruire e dare forma concreta a questa battaglia culturale”

Delusioni? “Certo dal punto di vista dei segnali economici ci aspettavamo di più, di fatto non è stato aumentato nulla del budget assolutamente risicato della cooperazione italiana”

“Anche sulla riforma della legge non è stato detto nulla che già non si sapesse, salvo rafforzare l’idea della necessità di un ministro dedicato. Aspettiamo quindi di capire le posizioni che prenderanno il Ministro Terzi e il Ministro Riccardi. E’ ancora tutto possibile; sia che si porti avanti la riforma sia che la riforma resti lettera morta”

Tema particolarmente sviluppato quello del rapporto tra profit e non profit nella cooperazione. Qual è la posizione delle ong? “La posizione è di assoluta apertura su questo – chiarisce Cattai -  sempre più si dovrà andare verso una direzione che non è solo cercare finanziamenti presso i privati ma è progettazione comune, nel rispetto delle rispettive mission, per sviluppare nuove idee e forme di cooperazione.  Certo l’intervento di Scaroni (amministratore delegato dell’Eni, ndr) è stato una grande delusione riguardo a questo perché non ha coniugato l’idea di cooperazione espressa in questi giorni al Forum, parlando solo del ruolo dell’Eni in Africa.  Va probabilmente distinto il ruolo della grande impresa da quello, differente, più agile e flessibile delle piccole imprese”. 

Intanto il Ministro Riccardi ha dato appuntamento a fra due anni per un nuovo Forum che valuti i risultati del percorso avviato oggi.