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milano--forum-della-cooperazione-internazionale-3Un Forum, quello di Milano sulla cooperazione internazionale dell'Italia, fortemente in bilico tra pura kermesse istituzionale e tentativo reale di rilanciare questo settore, tirato tra le posizioni del ministro Riccardi, alla ricerca di una concreta acquisizione di visibilità e potere della cooperazione, (oltre che personale) e quelle neanche troppo nascoste del ministro Terzi, volto ad arginare qualunque slancio di sviluppo del settore.

di Silvia Pochettino da Milano

Eppure ci sono direzioni emerse dai gruppi preparatori della società civile che, benché abbiano avuto pochissimo spazio di presentazione (illustrati i risultati di mesi di lavoro in 3 minuti al termine della sessione del mattino, quando ormai tutti i politici erano a pranzo), sono comunque risultate interessanti e innovative.

Come quella illustrata da Cristina Toscano, della Fondazione Cariplo, che ha indicato come fondamentale superare la dicotomia tra profit e non profit nella cooperazione, premiando le condotte responsabili delle imprese che rispettano ambiente e diritti umani e possono sviluppare nuovi partenariati con le ong. O quella spiegata da Caterina Sarfatti del Comune di Milano che pone un ruolo centrale dei migranti nei programmi di cooperazione, sempre più soggetti attivi, da formare e valorizzare. O ancora quella di Marco Bertotto di Agire che ha dato precise linee di riflessione sulle caratteristiche che deve avere l'aiuto umanitario per essere efficace; rispettare i principi di neutralità, indipendenza e corresponsabilità, illustrando anche come non sempre sia stato così nell'esperienza italiana. E ha lanciato l'appello per fermare il finanziamento alle missioni militari, istituendo una tassa sulle transazioni finanziarie di cui una parte sia destinata alla cooperazione

Infine la cooperazione si è delineata come forma di educazione alla cittadinanza globale da promuovere nelle scuole e negli istituti formativi, come ha illustrato Gianfranco Cattai, di Aoi, al termine di un'analisi della ricchezza composita dei soggetti della società civile che rendono concreto questo settore e che hanno continuato a portare avanti la cooperazione italiana anche negli anni in cui lo Stato italiano è stato totalmente assente. Se il Forum resterà una sterile kermesse o darà adito a concrete scelte politiche ed economiche non è dato sapere ora, della riforma della legge 49 nulla si è detto, intanto però è stata annunciata una nuova tappa dei lavoro per metà gennaio a Torino dove si realizzerà un nuovo Forum con particolare attenzione alla cooperazione decentrata e popolare.

Restiamo svegli.

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