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foto forum coopSarà sufficiente un forum per riformare una politica latente da anni? Secondo il Ministro della cooperazione e dell'integrazione Riccardi, che interviene dopo il videomessaggio del Presidente Napolitano e il saluto del Sindaco di Milano, il Forum di Milano è un inizio importante.

di Silvia Pochettino da Milano

 

 

“Molte persone si sono impegnate in questi mesi per definire una nuova grammatica della cooperazione internazionale – sostiene Riccardi - Faremo della cooperazione una politica centrale” sostiene fiducioso.  “Anche se non potremo raggiungere gli impegni di risorse economiche presi in sede europea è chiaro che la cooperazione è la forma più nobile di politica estera”.

 

In un salone gremito e decisamente non adeguato al livello di partecipazione, Riccardi sottolinea molto – forse troppo - i vantaggi economici per il sistema Italia nella cooperazione internazionale. Cita lo studio dell'Ispi che indica come dal 1994 al 2011 ogni euro impiegato in cooperazione è in qualche modo rientrato nel sistema Italia, ricorda che l'internazionalizzazione del paese non può prescindere dalla cooperazione internazionale, che cooperare è imprenscindibile in un mondo globalizzato.

Non risparmia critiche decise allo stato della cooperazione italiana, lanciando anche una bella frecciata alle organizzazioni non governative, “incapaci di rinnovare la loro classe dirigente, la stessa da 30 anni”, ricorda l'azione dei 7 mila cooperanti nel mondo “la migliore Italia”, ma il centro dell'attenzione sta nel giustificare il valore economico della cooperazione che da senso all'investimento in questo settore anche in tempo di crisi. Anche le parole del premier Monti si pongono nella stessa linea: “Cosa significa oggi fare cooperazione? Si chiede il Primo ministro. “La cooperazione è sempre stata un imperativo etico di solidarietà, ma oggi, nel XXI secolo della globalizzazione e dell'interdipendenza, è anche un critico investimento strategico nelle relazioni internazionali del Paese e per la tutela e la promozione degli interessi dell'Italia nel mondo”. “Cooperazione è protezione dell'ambiente, è gestione dei flussi migratori, è internazionalizzazione delle imprese”.

 E si spinge più in là spiegando la “Dissolvenza della nozione di solidarietà nell'interdipendenza. Non è più tempo di ragionare in termini di aiuto ma di reciproco interesse”

Inquietante poi l'intervento dell'amministratore delegato dell'Eni, che viene chiamato come relatore di apertura tra gli interventi dei ministri (mentre non c'è nessun rappresentante della società civile). Scaroni sottolinea il primato dell'azienda in Africa nell'estrazione di idrocarburi, affermando di “essere i primi nel continente e particolarmente eccitati dalla recente scoperta di un grandissimo giacimento di gas in Mozambico che potrebbe fornire tutta l'Europa”.  Sostiene che l'Africa è un continente interessantissimo in quanto il luogo della terra dove sono più frequenti le nuove scoperte di giacimenti, per arrivare a dire che “la cooperazione è parte integrante della strategia di impresa dell'ENI per essere accettati dagli stati ospiti”. Il concetto di solidarietà forse si sta davvero dissolvendo...

 

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