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john mpalizaIn marcia per 2 mesi, 1600 km a piedi per "rompere il muro di silenzio sulla guerra e il saccheggio in RD Congo". E' l'iniziativa di John Mpaliza, ingegnere congolese da 17 anni in Italia, sostenuta da istituzioni e fondazioni. Porterà a Bruxelles richieste precise e una road map per la pace. E oggi fa tappa presso l'ong Cisv di Torino

E’ partito a piedi domenica scorsa da Reggio Emilia. Destinazione: Bruxelles. Un percorso di 1600 km e 2 mesi di cammino. Lui è  John Mpaliza, ingegnere informatico 42enne, originario della Repubblica democratica del Congo, da 17 anni in Italia, il suo obiettivo “rompere il muro di silenzio che è stato creato, sapientemente, intorno alla RD Congo” .

Spiega Mpaliza :  “Da un ventennio il Congo RD subisce un'aggressione da parte di paesi vicini, le multinazionali e molti paesi occidentali che vedono nel paese  un proprio giardino dove andare e raccogliere tranquillamente ogni bene di Dio: coltan, diamanti, oro, zinco, ecc..., senza sdegno e minima pietà per la popolazione congolese.”  “E’ in atto una guerra economica che ha fatto, secondo stime di organizzazioni internazionali, circa 7-8 milioni di vittime - quasi tutta la popolazioni della Svezia. E tutto ciò sotto il silenzio della comunità internazionale”.

Mpaliza è partito dalla sua città d’adozione, Reggio Emilia, in una marcia per la pace che lo ha portato a Parma, Piacenza, Milano, e oggi Torino, dove è accolto dalla comunità dell'ong Cisv. Per ripartire poi lungo la via Francigena verso Chambéry, Ginevra, dove  sarà ricevuto dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati 1 poi Friburgo, Strasburgo, Lussemburgo, Maastricht e infine nella capitale belga, “scelta per la sua doppia valenza – spiega –: è lì che si prendono le decisioni sulla politica estera europea, ed è la capitale del Paese che colonizzò il Congo”. Dopo aver attraversato 7 Paesi, arrivo previsto il 22 settembre, John porterà alle istituzioni europee delle richieste concrete: una road map per aprire alla pace e alla democrazia nella regione dei Grandi Laghi; trasparenza e legalità nello sfruttamento delle risorse minerarie, più attenzione per i rifugiati e un incremento della lotta contro le organizzazioni armate.

Tra i tanti enti che lo sostengono, il Senato (che ha dato il suo patrocinio), la Diaspora congolese in Emilia-Romagna ma anche fondazioni, enti locali e nomi dello spettacolo come Marco Baliani e Ascanio Celestini. A Ginevra, John incontrera’ i rappresentanti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e a Bruxelles si stanno organizzando altri incontri istituzionali, “io comunque- dice- continuo a pensare che la sensibilizzazione non consiste unicamente nel dialogo con le istituzioni: è necessario arrivare alla società civile. Per questo ho scelto di mettermi in marcia, perché il cammino mi dà la possibilità di entrare in contatto con tutti, e soprattutto con i giovani”. 

Tutto e’ iniziato nel 2009- racconta ancora-, quando sono tornato in Congo dall’Italia. Allora ho visto cosa stava accadendo nel mio Paese, e ho deciso che dovevo fare qualcosa"

Guarda il video di presentazione

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