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ethiopia land_grabSe non puoi convincerli con le buone, usa…i buldozer. Secondo Survival sono questi mezzi del governo etiope per spingere le popolazioni dell’Omo Valley, nel sud del paese, ad abbandonare le proprie terre e spostarsi altrove. Una storia di land grabbing forzato e di violazioni di diritti umani continue.

di Donata Columbro

 

Il governo etiope li chiama “programmi di reinsediamento della popolazione” e ufficialmente servono per trasferire la popolazione dalle aree più densamente popolate a territori più spaziosi, ma non necessariamente abitabili. Nella realtà, si tratta di di land grabbing, una strategia con cui il governo toglie le terre ai suoi contadini per rivenderle a investitori stranieri. 

“Dal punto di vista storico questa pratica ha radici profonde e ha lasciato una pesante eredità per la popolazione", spiega Davide Chinigò, ricercatore in African Studies presso l'Università di Edinburgo. "Durante gli anni 80 un programma di reinsediamento del governo aveva interessato ben 3-4milioni di persone.” In quegli anni lo scopo di queste azioni era il controllo politico delle popolazioni, oggi non è più così. 

"Se fino a pochi anni fa l’intera strategia governativa si basava sul mantenimento della proprietà della terra a livello statale come caposaldo dello sviluppo, per tutelare i contadini dalle forme di esproprio, oggi accade l'esatto contrario. Mantenendo questo framework legale, nel nome dell’efficienza e della produttività, si cercano investitori stranieri per trarre il massimo del profitto dalla coltivazione delle terre nazionali", afferma Chinigò.

Ma se Addis Abeba espropria e vende le sue terre, ci sono anche dei compratori disposti a comprarle. “Il più grande investitore è la multinazionale indiana Karuturi", continua Chinigò,  "che attualmente possiede 311mila ettari di terra, usata per la produzione di alimenti (riso, mais, sesamo, cotone, canna da zucchero) e per le biomasse di biocarburanti (olio palma, jatropha, ricino). Poi ci sono i paesi del Golfo, l’Arabia Saudita e l'Europa". Tutti complici di una serie di reinsediamenti forzati verso luoghi dove le popolazioni non hanno servizi o terre da coltivare, con abusi dei diritti umani riportati anche da Human Rights Watch e dal sito Landportal.info

Nell’Omo Valley l'organizzazione Survival ha ricevuto le denunce di comunità Bodi, Mursi e Suri riguardo ad abusi da parte del governo, che avrebbe impiegato buldozer per distruggere riserve di grano e bruciare i campi: “E’ arrivato l’esercito per impedirci di piantare i semi", afferma un Suri che abita nella regione. "Molti di noi si sono scoraggiati e non sono più andati nei campi, ma così si rischia la fame”. 

In questo video anche una donna Mursi racconta la distruzione delle coltivazioni a opera del governo nell'Omo Valley:

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