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Gli Stati Uniti stanno vivendo una delle peggiori siccità degli ultimi 25 anni: colture a rischio e quotazioni dei prodotti agricoli alle stelle, minacciano di far aumentare i prezzi alimentari in tutto il mondo. L’attenzione si concentra sul mais, di cui gli Usa i sono i primi esportatori mondiali.

Che effetti avrà questa siccità sulle popolazioni a rischio fame?

 di Filippo Romeo

Un’ondata di siccità sta investendo l’area statunitense del Corn Belt e sta mettendo in ginocchio la produzione agricola. Questa parte degli Usa (comprendente gli stati Iowa, Illinos, Indiana e porzioni di stati limitrofi) è conosciuta con il nome di “cintura del mais”, in quanto ospita le maggiori coltivazioni di cereali del paese.   L’elevate temperature che colpiscono le piante già stressate dalla carenza di piogge primaverili rischiano di far crollare la resa delle coltivazioni. 

A preoccupare non è tanto un’annata di raccolto andata male, quanto le speculazioni finanziarie e gli effetti fatali che queste potrebbero generare ai danni di quel miliardo di persone – secondo stime FAO – che giornalmente si trova costretto a fronteggiare la problematica della fame. Il timore è il riproporsi della crisi alimentare del biennio 2007-2008, causata proprio dalle speculazioni finanziarie sui prodotti agricoli. In quell’occasione l’abilità – per non dire incoscienza – dei trader hanno trasformato, per la prima volta nella storia, le merci in patrimoni finanziari.

L’intreccio del capitale speculativo con quello produttivo, non ha sicuramente rafforzato il sistema alimentare globale ma, viceversa, ha prodotto un drastico indebolimento e, conseguentemente, una eccessiva volatilità dei prezzi dei beni. Gli strumenti finanziari maggiormente utilizzati per speculare sull’andamento delle materie prime sono i derivati che, nati come mezzi di copertura dei rischi, permettono di scommettere sull’andamento di un dato prodotto o titolo finanziario.

speculazioni maisAttraverso i derivati è possibile acquistare a un prezzo pattuito “oggi” un quantitativo di un bene (es. grano) in una “data futura”, con la conseguenza che se il prezzo del bene dovesse aumentare rispetto a quello precedentemente fissato, l’acquirente otterrebbe un guadagno, altrimenti una perdita. Ovviamente, queste scommesse influenzano pesantemente i prezzi, condizionandoli, e alterano il meccanismo della teoria dei mercati efficienti di matrice economica neoclassica che basa il prezzo di un bene sull’incontro di domanda e offerta. In passato una siccità negli Stati Uniti si limitava a provocare una diminuzione dell’offerta sui mercati, con il conseguente aumento del prezzo del bene e la riduzione della domanda per giungere così a un nuovo equilibrio.

(nella foto: i dati sulla quantità di soldi investiti giorno per giorno nel titolo "Etfs Leveraged Corn" che specula sull'andamento del prezzo del mais. L'andamento è molto simile anche in tanti altri titoli legati ai prezzi dei cereali. Fonte: Sulla Fame non si specula)

La speculazione ha stravolto questi meccanismi: una siccità potrebbe quindi far ipotizzare agli investitori un aumento del prezzo del mais e indurli quindi a investire ingenti somme sul loro acquisto. L’effetto immediato sarebbe quindi un aumento del prezzo superiore a quello dettato unicamente dalla “vecchia” autoregolamentazione del mercato. I forti investimenti attrarranno quindi altri investitori, producendo una spirale al rialzo. Ovviamente, colui che acquista quando i prezzi sono bassi e vende ai massimi è chi si trova in posizione di forza sui mercati finanziari disponendo di maggiori informazioni ed esperienza, come nel caso delle grandi banche di investimento e degli attori di finanza speculativa hedge fund. Tutto ciò, com’è facile intuire, ha delle fatali ricadute sulle popolazioni del sud del mondo che, destinando mediamente l’80% del loro reddito al fabbisogno alimentare e non sarebbero in grado di far fronte a un repentino aumento dei prezzi.

In definitiva, non occorre sperare solo che ritorni a piovere nella Corn Belt, ma anche che a livello internazionale s'intrapprendano serie e definitive misure di regolamentazione delle attività finanziarie.

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