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Online-commenting-008In Italia è in preparazione un testo di legge per combattere il razzismo online. Parole o fatti? Un confronto con la Gran Bretagna, dove è già stato adottato un simile sistema.

di Francesca Mannino

"Presenterò una proposta di legge per arginare l'odio razziale, etnico, religioso, antisemita, per mezzo di internet”: queste le parole del Ministro della Cooperazione Riccardi, in visita alla sinagoga ebraica a Roma lo scorso 16 luglio.

 

L'idea, come spiega Riccardi,  è quella di usare strumenti utilizzati per combattere altri reati del web e che hanno dimostrato di essere efficaci: ciò permetterebbe alla polizia postale di arrivare all'oscuramento dei siti razzisti e di perseguire anche il visitatore non occasionale di queste pagine vergognose. L'aumento dei siti internet a contenuto razzista, xenofobo e antisemita impone al governo un aggiornamento della normativa in vigore, in linea con quanto viene fatto a livello europeo.

 

"Stiamo lavorando insieme ai ministri della Giustizia Paola Severino e dell'Interno Anna Maria Cancellieri per dare risposte nette e chiare contro i seminatori di odio via internet" ha confermato ieri il ministro dell'Integrazione Andrea Riccardi durante una visita alla sinagoga di Rom 

Prendere l’inghilterra come esempio


In Inghilterra il Servizio di Procura della Corona (CPS - Crown Prosecution Service) dimostra di saper far valere la giustizia anche online. Nel 2011, in tutta l’Inghilterra sono stati avviati più di 2000 procedimenti penali a causa di commenti razzisti via web: secondo il Servizio di Procura della Corona “ciò che è illegale off-line, è illegale anche on-line”. 

I tanti procedimenti giudiziari avviati dimostrano non  solo la determinazione delle forze dell’ordine, ma anche la presenza di un testo normativo efficace (il Communication Act) regolarmente condiviso da tutti.

Un caso che ha fatto scalpore in rete è avvenuto nell’aprile scorso quando, dopo un’ondata di commenti razzisti rivolti all’ex attaccante del Liverpool Stan Collymore su twitter, uno studente di 21anni è stato condannato a due anni di lavoro non retribuito in una comunità, dovendo pagare 150 sterline. L’ex calciatore, sostenitore attivo contro il razzismo ha scritto su twitter “se leggi commenti razzisti oggi o in qualsiasi giorno, segnalalo alla tua polizia locale. Ti ascolterà e ti aiuterà ad agire. Grazie”

Un portavoce di Twitter ha detto: "Twitter è una piattaforma neutrale, ma abbiamo delle regole che definiscono ciò che gli utenti possono o non possono fare. Noi non controlliamo i contenuti di ogni post, ma facciamo un report di tutte le segnalazioni delle violazioni, cercando di agire caso per caso insieme alla forze dell’ordine” 


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