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salvaciclistiVia dei Fori Imperiali a Roma è diventata una grande pista ciclabile. Tantissimi dalla capitale e molti da tutta Italia - 50.000 secondo gli organizzatori - si sono ritrovati per la manifestazione #salvaiciclisti. Una campagna gemella a quella nata a Londra, che chiede alle istituzioni un impegno serio nello sviluppo di strutture adeguate ai ciclisti.

di Mattia Marello da Roma

Noi non siamo ciclisti, ma cittadini in bici.” Questa è la provocazione che arriva dal palco della manifestazione del 28 aprile: una richiesta seria di impegno civico, che parta dal buon esempio dei politici e che poi si traduca in un legge. “Niente buonismi, vogliamo fatti concreti” è quello che si sente dire dai microfoni del palco. Presenti alla manifestazione alcuni politici, deputati e senatori; tra di loro anche Roberto Tavani, Assessore all'ambiente del diciassettesimo municipio di Roma. Francesco Ferrante, senatore del PD e fondatore di EcoDem, era presente alla manifestazione e sul suo blog ha ribadito la necessità di “calendarizzare subito la legge #salvaiciclisti.” La campagna “ha lanciato un segnale chiaro ai sindaci e agli amministratori locali, che per primi hanno la responsabilità di migliorare la mobilità dei centri urbani.” Dal palco infatti era arrivato anche un invito ad Alemanno a recarsi in bicicletta a lavoro, per “rendersi realmente conto dello stato delle ciclabili nella sua città.”

L'iter per avere il via libera per la manifestazione è stato lungo e, sebbene il nulla osta sia arrivato solo l'11 aprile, la questura ha vietato la “biciclettata”. Si è trattato dunque di una manifestazione statica, fatto un po' surreale, come hanno commentato gli organizzatori: “Abbiamo il permesso per una manifestazione senza poterci muovere, quando la manifestazione è in bici.” Una ragazza dice: “Siamo un centinaio, arriviamo da Nomentana (quartiere in periferia, ndr) e tutti con la bici, e dovremo tornare a casa”. La partecipazione è stata generale: nel gruppo che si è fermato davanti all'ingresso dei Fori Imperiali si vedono famiglie, anziani, giovani, ciclisti professionisti e non, persone di tutte le età e persino qualche straniero. Vicino a piazza Venezia c'è anche una bici che dispensa gratuitamente acqua e a condurla un signore che grida: “Avete visto che bella oggi la piazza?” Le voci critiche arrivano solamente da qualche turista infastidito per il blocco della strada.

Il successo della campagna dipende molto da twitter, dove ha trovato grande condivisione. In molti utilizzano l'hashtag #salvaiciclisti. Ed è proprio su twitter che Alemanno, sindaco di Roma, ha scritto: “Sono passato a #salvaiciclisti ho visto tante famiglie e tanto entusiasmo. Abbiamo fatto il piano della ciclabilità. Adesso dobbiamo attuarlo”. Nonostante la presenza di diverse rappresentanze politiche, alla manifestazione non c'erano bandiere di partito, di movimenti o di sindacati, come richiesto dal movimento stesso. Neppure sono intervenuti sul palco rappresentanti delle istituzioni: “Sono qui con noi, ma non per parlare. Per ascoltare”. “Anche i sindaci stanno facendo massa critica” viene detto sul palco, sottolineando come molte amministrazioni comunali si siano dette impegnate nella costruzione e miglioramento delle ciclabili.

Alcuni giorni fa a Parma è morto un ragazzino che andava in bici e notizie di questo genere si ripetono spesso e a malincuore. “Queste cose non le possiamo più permettere” dicono dal palco. Il movimento è gemello dell’iniziativa Cities fit for cyclists del Times, nata dopo la morte di una giornalista in bici a Londra. L'obiettivo è quello di impegnare gli enti preposti ad aumentare la sicurezza delle nostre strade, sulle quali sono morti negli ultimi dieci anni 2.556 ciclisti.