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stopBechir"Stop Béchir" è una campagna virale made in France che chiede all'Onu di aumentare gli sforzi per la cattura del presidente sudanese Omar al-Bachir, su cui pende da due anni il mandato d'arresto della Corte penale internazionale. La campagna utilizza due video per attirare l'attenzione e stimolare la partecipazione della gente.

Hitler vende animali, Milosevic fa il fioraio, Pol Pot il sarto e Saddam Hussein gestisce un fast food. Sono queste le scene iniziali del video di 49 secondi con cui l'ong francese Collectif Urgence Darfour chiede l'arresto del presidente del Sudan Omar al-Bachir. "Non sognate: un dittatore non smetterà mai di essere un dittatore". Il monito è chiaro: se la comunità internazionale non aumenta gli sforzi per catturarlo, il presidente-dittatore continuerà a vivere impunito e a commettere crimini. La campagna "Stop Béchir" chiede dunque a Ban Ki-moon e agli Stati del Consiglio di Sicurezza di impegnarsi con più forza per l'arresto di al-Bachir, che da due anni compare nela lista dei criminali di guerra della Corte penale internazionale.

L'Ong francese ha lanciato in rete due video per invitare la gente a partecipare all'iniziativa firmando la petizione. Il primo video, in meno di un minuto, utilizza la chiave dell'assurdità per colpire l'attenzione del pubblico.

Il secondo punta invece l'accento sull'innammissibilità dello status di uomo libero di Béshir che, pur continuando a macchiarsi di crimini contro l'umanità in Sudan, viaggia impunito per il mondo. 

In merito a questo ultimo aspetto, il presidente del Collectif Urgence Darfour Jacky Mamou ha dichiarato: "La vera soluzione alla violenza ininterrotta che si verifica in Sudan da decenni è a Khartoum. Nonostante le gravi accuse della CPI, il presidente sudanese continua a viaggiare: bisogna isolarlo. Continua ad essere ricevuto nei paesi vicini, cmpresi i 44 stati che beneficiano dell'aiuto occidentale, come la Libia e il Ciad. Bisogna rendergli la vita internazionale impossibili. Il Sudan, in grave crisi economica e sociale, vuole rinegoziare il suo debito e bisogna perciò condizionare tutta la discussione sul rispetto dei diritti umani e l'arresto di al-Bachir".

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