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openaccessnow“Nel 2011 su un totale di 186 persone decedute nei penitenziari italiani 63 sono stati suicidi.” Questo è il bilancio che risulta dal rapporto sullo stato dei Diritti Umani nelle carceri e nei CIE italiani. Aderendo al movimento europeo Open Access Now, la campagna per l’informazione “LasciateCIEntrare” lancia un appello e una mobilitazione dal 23 al 27 aprile.

 

di Mattia Marello


 

Il 6 marzo scorso, la Commissione straordinaria del Senato per la "tutela e la promozione dei diritti umani" ha approvato il rapporto redatto grazie ad uno studio della commissione stessa, che nel 2011 e nei primi mesi del 2012 ha approfondito la situazione delle carceri e dei detenuti in Italia. Da questo lavoro è scaturita un’immagine drammatica: “A fine febbraio, su una capienza complessiva di 45.742 posti, nelle carceri italiane i detenuti erano 66.632, di cui solo 38.195 con condanna definitiva.” Pietro Marcenaro presidente Commissione Diritti Umani del Senato e Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana presentano questa mattina il rapporto in un conferenza dove si parlerà altresì degli immigrati nelle carceri e nei CIE. Una parte del rapporto è appunto dedicata ai Centri di Identificazione ed Espulsione e contiene i racconti dei sopralluoghi della commissione nelle strutture, da poco aperte ai giornalisti e sulle quali rimane vivo il dibattito.


La campagna LasciateCIEntrare, promossa da un gruppo di giornalisti nel 2011, continua le attività nel suo gruppo Facebook di comunicazione e diffusione delle informazioni riguardanti i centri. La settimana scorsa, aderendo alla campagna europea Open Access Now, è stata rilanciata anche in Italia una mobilitazione per il mese di aprile. “Capire e raccontare cosa accade in questi luoghi è estremamente difficile a causa della discrezionalità con la quale le richieste di accesso vengono gestite e trattate” si legge nel comunicato. Tuttavia, l’apertura della ministra Cancellieri ha permesso a gionalisti, avvocati e attivisti di raccontare e denunciare casi di “persone rinchiuse ingiustamente, di errori giuridico amministrativi, di rivolte, di mancata assistenza, di trattamenti al limite del rispetto dei diritti umani e civili.” Ragazzi nati in Italia, ma che per la legge sulla cittadinanza del 1992, che si sta cercando di modificare, non hanno diritto ad essere italiani, si sono trovati rinchiusi in queste strutture “perchè i loro genitori avevano perso insieme al lavoro anche il permesso di soggiorno.”


“Abbiamo visto e sentito l’assurdità delle condizioni in cui lavora anche chi si occupa della loro vigilanza e assistenza - recita il comunicato. Ci chiediamo quanto questo sistema rappresenti un inutile costo per la pubblica amministrazione. Crediamo, al di là delle nostre differenti estrazioni e delle nostre posizioni politiche, che trattenere fino a 18 mesi rappresenti un’ulteriore aberrazione di questo sistema e di queste procedure.” Difatto, ciò che fa discutere soprattutto a livello politico, sono i lunghissimi tempi di detenzione, i più alti d’Europa. “E’ tempo di trovare una soluzione alternativa alla detenzione amministrativa” e la campagna chiede che la politica riveda "nei termini e nella sostanza l’attuale normativa.”


Per questi motivi, LasciateCIEntrare lancia un appello “per ricordare e ribadire insieme la volontà che la nostra democrazia non arretri di fronte a nessun muro. Nè quello dei diritti umani, nè tantomeno quello del silenzio e della censura.” Hanno aderito già diversi esponenti politici, ma anche Erri de Luca, Ettore Scola e Andrea Camilleri. La mobilitazione che dovrà svolgersi di fronte ai CIE, inizierà lunedì 23 aprile per continuare fino a venerdì.

 

Maggiori informazioni sulla mobilitazione: Gabriella Guido - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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