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donneBergantiniLe associazioni di migranti sono i soggetti più adatti a generare un triplice effetto positivo (triple wins) per lo sviluppo: un beneficio per i migranti stessi, per la società di origine e per quella di arrivo. È quanto emerge da una ricerca che, partendo dall’assunto che le associazioni di migranti siano i nuovi agenti di sviluppo “qui e là” in processi che valorizzano il loro capitale umano, finanziario e sociale, ha preso in esame le relazioni tra migrazioni, partecipazione e sviluppo, con il risultato che la migliore integrazione dei migranti favorisce la partecipazione a dinamiche di co-sviluppo. In questa prospettiva il co-sviluppo è fonte di un processo a somma positiva “better migration for more development”.

"L’associazionismo dei migranti. Co-sviluppo fra Italia e Senegal: l’esperienza di Stretta di Mano" di Annalisa Bergantini

Il caso studio

La tesi, basata su interviste di tipo qualitativo e semi strutturate svoltesi sul campo nel novembre 2010, propone l’analisi dell’esperienza di “Stretta di Mano”, Associazione Socio Culturale Italia-Senegal, nel progetto Fondazioni4Africa-Senegal.

Gli strumenti dell’analisi

La ricerca utilizza tre strumenti teorici per comprendere quali elementi influenzino la partecipazione nelle associazioni di migranti e la loro attivazione in dinamiche di co-sviluppo positive e durature. L’associazionismo dei migranti e il co-sviluppo sono influenzati da elementi appartenenti alle teorie del migrant network, l’analisi della struttura politica delle opportunità e la prospettiva del transnazionalismo.

I risultati della ricerca

Il caso studio su Stretta di Mano dimostra le grandi potenzialità dell’associazionismo dei migranti nel co-sviluppo. Attraverso la partecipazione alle associazioni, il capitale umano, finanziario e sociale individuale diventa collettivo, e nel costruire la rete attraverso la partecipazione, i migranti innescano “qui e là” un processo continuo di contaminazione. Un percorso che dal ‹‹voler fare›› li porta sulla strada del ‹‹saper fare››. Citando le parole di Aicha, presidente di Stretta di Mano, ‹‹importante è andare fuori, acquisire esperienze dagli altri, ma queste esperienze bisogna anche poi metterle a disposizione del paese di origine, perché l’Africa si sviluppa con i propri figli››.

Scarica l’abstract della tesi e guarda la presentazione della ricerca.

Per informazioni, contattare l’autrice al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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