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nonconimieiredazione2-12Cosa lega una rivolta del pane in Senegal con il default greco? E quali motivazioni uniscono il movimento #occupywallstreet con la lotta al dumping alimentare? Tre parole: la speculazione finanziaria.


Non con i miei soldi” per noi di Volontari per lo Sviluppo è soprattutto questo: trovare e diffondere i legami tra questioni globali che mettono in pericolo la vita di milioni di persone (come le recenti crisi alimentari in Corno d’Africa e Sahel) e il “gioco” della finanza. Perché praticamente di questo si tratta e basta provare il casinò di NCIMS per immedesimarsi in un broker senza scrupoli mentre i nostri risparmi vengono investiti in energia nucleare, armi e speculazione sul grano.

Nel 2008 abbiamo pubblicato un’inchiesta dal titolo “La Fame va in Borsa” e poi, l'anno scorso, "I broker della Fame". Siamo nel 2012 e ancora questa roulette russa non si è fermata. Il libero mercato, insieme al mondo della finanza, si è infatti appropriato dei granai, i bacini di cibo che per tradizione sono custodi della base dell’alimentazione umana, provocando carestie e aumentando la povertà.

Le reti contadine del sud del mondo ci insegnano però che si può e si deve lottare per la difesa della propria terra dallo sfruttamento e la speculazione di chi vuol far cassa sulla pelle altrui. In Africa occidentale, realtà come il Cncr (Conseil Nationalde Concertation et de Coopération des Ruraux) e la Fongs (Fédération des ongdu Sénégal) si battono contro il land grabbing, il furto della terra, che quando colpisce modifica profondamente il sistema agrario locale e riduce drasticamente il circuito commerciale dei prodotti alimentari nel mercato interno. Tutto ciò mina profondamente non solo la capacità di generare reddito dell’agricoltura familiare ma rende anche l’allevamento, basato tradizionalmente sul pascolo nelle terre comuni, impossibile.

“Senza diritti lo sviluppo economico non sarà mai progresso sociale” ha dichiarato Don Ciotti a Genova nel corso della Giornata in memoria delle vittimedi mafia. Parole che dobbiamo tenere a mente e che indicano la strada da seguire.

Lo strapotere delle banche che ignora i reali bisogni delle comunità non è inespugnabile, ma può essere aggirato dai singoli cittadini compiendo scelte concrete. “Non con i miei soldi” offre l’opportunità di diventare attori del cambiamento e, aderendo alla campagna, Volontari per lo Sviluppo sceglie la finanza etica, trasparente e responsabile, basata sull’economia reale e non virtuale, che mette al centro il benessere e la felicità di tutta l’umanità.

Dal blog di "Non con i miei soldi": 10 motivi per cui la crisi è delle banche — e non solo nostra

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