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19469 FAO_India_G_BizzarriDal 5 all'8 marzo a Roma ong, società civile e capi di Stato tornano a confrontarsi alla FAO sulle Linee guida volontarie sulla gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste, già discusse durante il meeting di ottobre. Perché si è arrivati al terzo round di negoziati e cosa stabilisce il testo delle linee guida?

 

di Damiano Sabuzi Giuliani


Ad ottobre 2011 avevamo pubblicato un articolo dove aggiornavamo i lettori sui risultati dei lavori della 37esima sessione del Comitato per la Sicurezza alimentare mondiale della FAO. In quella sede furono discusse questioni importanti sul futuro dell’agricoltura, il diritto al cibo e la sovranità alimentare. Con 250 delegati degli Stati che fanno parte del sistema Nazioni Unite, 37 imprese multinazionali, ma soprattutto con la partecipazioni di oltre 200 delegati della società civile provenienti da tutto il mondo hanno discusso per giorni su questioni come la volatilità dei prezzi alimentari, gli investimenti in agricoltura e sulle Linee guida volontarie sulla gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste.

 

In particolare, i negoziati sulle Voluntary Guidelines si conclusero con circa il 70% dell’approvazione del testo che raggiunse tuttavia risultati importanti per la società civile come ad esempio il riconoscimento delle pari dignità ai Governi e ai delegati delle organizzazioni sociali o l’approvazione dell’articolo 8.2 delle Linee guida, dove viene sancita la “centralità del ruolo dei piccoli produttori di cibo nella difesa della sicurezza alimentare e della stabilità sociale”.

 

L’idea di redigere un testo sulle “Linee guida volontarie” prese piede nel 2010 in seguito all’avvio dei lavori del neo riformato Comitato per la Sicurezza Alimentare della FAO. Sostanzialmente le Voluntary Guidelines racchiudono una serie di strumenti posti in essere dalle Nazione Unite che fissa degli elementi fondamentali, ma come si evince dal nome, volontari, per l’azione dei governi. Uno strumento richiesto con forza dalla società civile e dai movimenti sociali partendo dal presupposto che le questioni legate alla terra e alla produzione del cibo sono luogo di forti discriminazioni e violazioni di diritti umani.

 

La prossima settimana, più precisamente dal 5 all’8 marzo, si terrà a Roma presso il palazzo della FAO il terzo round dei negoziati vedrà la presenza dei piccoli produttori, delle ONG internazionali e delle organizzazioni della società civile dentro al negoziato stesso. Anche se una settimana sembra un tempo sufficiente per chiudere una negoziazione arrivata ormai alle battute finali, si prevedono confronti serrati fino all’ultimo comma come avvenuto nei negoziati del 2011 che hanno visto i delegati della società civile e i delegati dei governi battersi ad armi pari fino all’ultima parola e questo fa capire l’importanza degli elementi in gioco importanti per tutte le parti in causa.

 

VpS seguirà i negoziati e vi terrà aggiornati sul nuovo vertice Fao.

 

Per approfondimenti:

  • La pagina web della fao dedicato alle Volountary guidelines

  • Il sito del Centro Internazionale Crocevia

  • Il sito del Civil Society for the Committee on World Food Security

  • Il sito del Comitato Italiano Sovranità Alimentare

Damiano Sabuzi Giuliani

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