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Andrea-RiccardiMario Monti nomina a sorpresa un ministro alla cooperazione e integrazione. E il mondo delle ong esulta per il riconoscimento dell’importanza del proprio lavoro. Francesco Petrelli (Associazione ong italiane) e Sergio Marelli (Focsiv) commentano la buona notizia.


«Quando ho sentito Monti in diretta sul web dire Andrea Riccardi ministro alla Cooperazione e dell'Integrazione ho pensato immediatamente di aver capito male». Questo il primo pensiero di Francesco Petrelli, presidente dell'Associazione delle Ong italiane, alla nomina di un ministro alla cooperazione.
«Il Governo Monti ha voluto dare un segnale forte e chiaro – continua Petrelli -, sottolineando che la credibilità internazionale del nostro Paese non può non passare anche attraverso un impegno nella cooperazione. Attraverso il rispetto degli impegni presi in ambito di aiuto allo sviluppo, di lotta alla povertà ecc. Se l’Italia vuole tornare nel suo ruolo significativo nel mondo, deve farlo anche attraverso la cooperazione internazionale».
Anche Sergio Marelli, segretario generale Focsiv, esprime soddisfazione per la nomina di Riccardi: «è la prima volta che ci si dota di un ministero e questo è senza dubbio un segnale di attenzione che sottrae il mondo del volontariato e della cooperazione da un ambito residuale. Ora diventa obbligatorio domandarsi cosa realmente ci si potrà aspettare da un ministero senza portafoglio».

Andrea Riccardi, 61 anni, riminese, storico italiano e fondatore della Comunità di Sant'Egidio, è il nuovo ministro per l'integrazione e la cooperazione internazionale. Ordinario di Storia Contemporanea presso la Terza Università degli Studi di Roma, Riccardi è esperto del pensiero umanistico contemporaneo e voce autorevole del panorama culturale internazionale.

La fondazione della Comunità di Sant'Egidio è datata 1968, oggi una realtà diffusa in 73 paesi del mondo, con una larga presenza in Africa e America Latina, con progetti innovativi anche nel campo della cooperazione internazionale, riconosciuta come uno dei soggetti più efficaci a livello mondiale nel campo della pace e della riconciliazione in diversi paesi: in Mozambico, in Guatemala, nella  riunificazione della Costa d'Avorio; ma anche la "pace preventiva" costruita in Niger e Guinea Conakry, sono solo alcune delle pagine più rilevanti. I programmi Dream, per l'accesso gratuito alla terapia anti-AIDS nell'Africa Sub-Sahariana e il progetto Bravo Per la registrazione anagrafica dei bambini invisibili nel Sud del mondo, sono esempi di eccellenza di questa capacità di inculturazione e innovazione nel campo della cooperazione internazionale, espressi, tra gli altri, dalla Comunità di Sant'Egidio.

Numerose le onorificenze conferite a Riccardi in qualità di fondatore della Comunità di Sant'Egidio: il Premio Mondiale Metodista per la pace (1997), il Premio Niwano per la pace (1999), il Premio per la pace dell'UNESCO (1999), la Legion d'Honneur della Repubblica francese (2002) a motivo del suo impegno ''a favore degli esclusi e per la giusta causa della riconciliazione e della pace''. Nel 2004 il prestigioso Premio Balzan per la Pace e la fratellanza tra i popoli e nel 2006 il Premio Nazionale Cultura della Pace. Il 21 maggio 2009 ha ricevuto ad Aquisgrana insieme alla Comunità di Sant'Egidio il prestigioso Premio Carlo Magno, assegnato nel dicembre 2008 . E' stato insignito nel 2011 del XV Premio Internazionale Vittorino Colombo, dalla Fondazione Vittorino Colombo e dal Comune di Albiate.

«Andrea Riccardi ha un profilo culturale assolutamente di altissimo livello – conclude Francesco Petrelli -. Il suo impegno in quella che è stata definita la “paradiplomazia”, cioè l’attività diplomatica svolta non dai governi ma dalla società civile, va nella direzione auspicata dal mondo delle ong. Il fatto poi che il suo ministero lavorerà, come dicono, a stretto contatto con il primo ministro Monti, il quale darà direttive specifiche sul in materia, è la riprova del fatto che questo governo ha recepito quello che l’Associazione delle Ong italiane dice da tempo: l’immagine dell’Italia passa anche attraverso la cooperazione internazionale. Noi ci contiamo».

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