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ellenjohnson18La pioniera è Ellen Johnson-Sirleaf, che nel 2006 è stata eletta presidente della Liberia, diventando così la prima donna africana a ricoprire la più alta carica politica. Da allora, molte altre donne africane hanno deciso di candidarsi alle elezioni presidenziali in Benin, Camerun, Ghana, Guinea, Repubblica Democratica del Congo e Niger.

di Lova Rakotomalala



Fino ad oggi, le loro campagne elettorali non hanno avuto molto successo e poche di queste donne possono sperare di raggiungere il livello di Ellen Johnson-Sirleaf. Tuttavia, tra il 2011 e il 2012 l'Africa ospiterà numerosi appuntamenti elettorali e l'aumento delle candidature femminili è indubbiamente un passo avanti verso il riconoscimento di tutte le minoranze, compresa quella delle donne, nel sistema politico africano.

Clarisse Juompan-Yakam ha scritto un articolo di approfondimento su questo tema [fr, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato], dove ha messo in luce le caratteristiche che accomunano le candidate africane: avere un notevole background universitario, essere tenaci in politica, aver svolto il di attiviste per i diritti civili nel dibattito pubblico.

 

Niger

Juompan-Yakam spiega che Mariama Bayard Gamatié, dopo aver perso le ultime elezioni presidenziali in Niger, ha denunciato la mancanza di copertura mediatica per la sua campagna:

Prima donna nigeriana a candidarsi alle presidenziali, questo funzionario delle Nazioni Unite ritiene che lo scarso risultato ottenuto nelle elezioni presidenziali di gennaio (0.38% dei voti, la percentuale più bassa tra tutti i candidati) sia dovuta alla mancanza di copertura dei media.

Ciò nonostante, Mariama Gamatié considera la sua candidatura come un esempio per le altre leader politiche africane.

 

Bénin

A seguire il suo esempio è stata, ad esempio, Marie-Élise Akouavi Gbèdo, candidata alle presidenziali in Bénin nel 2011, a cui Mariama Bayard Gamatié ha dato tutto il suo supporto per la campagna elettorale. Pu non avendo vinto, è poi diventata Ministro della Giustizia, contribuendo a rendere illegale la poligamia in Bénin.

 

Madagascar

In Madagascar la data per le elezioni presidenziali non è ancora stata fissata. Tuttavia, Saraha Georget Rabeharisoa, leader del partito dei Verdi, è stata una delle prime a presentare la sua candidatura e a esprimere tutta la sua contrarietà di fronte all'incertezza del calendario elettorale:

Lo Stato ha speso una cifra immensa per i membri del governo scesi in piazza a sensibilizzare i cittadini sull'importanza di iscriversi nelle liste elettorali… Se ora si decide di non tenere queste elezioni e di non consentire ai cittadini di esprimere le loro scelte, allora sono stati spesi tanti soldi per nulla.

L'ambiente, ovviamente uno dei temi principali nel suo programma politico, è anche uno degli argomenti più caldi in Madagascar da quando è venuto alla luce il mercato nero del legname [it]. Ecco la posizione di Rabearisoa su questo scandalo:

Tutto il traffico illegale che esiste in Madagascar è inaccettabile. Il traffico illegale del bois de rose esiste dal 2001. È giunto il momento di prendere le misure necessarie per combatterlo.

Repubblica Democratica del Congo

Nella Repubblica Democratica del Congo Angèle Makombo-Eboum si è candidata alle elezioni presidenziali che si terranno nel novembre 2011. Secondo lei, se una donna è capace di dirigere una casa, allora dovrebbe essere altrettanto brava a governare un Paese. La candidata vanta una laurea in Giurisprudenza alla Sorbona.

Perché il Congo non fa come la Liberia, la Tailandia, il Brasile o la Germania, Paesi dove le donne ricoprono le più alte cariche istituzionali.  Le donne sono capaci di portare con sé il cambiamento. La vita in Kinshasa è il migliore esempio che ci sia… Lì sono le donne che si prendono cura delle famiglie e che garantiscono che i figli vadano a scuola.

Cameroon

La camerunense Édith Kah Walla ritiene che le donne debbano superare più ostacoli degli uomini per convincere i compatrioti di essere parimenti in grado di fare politica. Owona Nguini si dice d'accordo, ma pensa anche che essere donna sia un valore importante:

Il fatto che Édith Kah Walla sia una donna ha un duplice vantaggio… Perché è la prima volta che una donna si presenta alle presidenziali ed è raro che vinca la competizione elettorale. Può essere anche un handicap, se si considera che in politica esiste un certo maschilismo, e di conseguenza gran parte della società non sembra propensa ad avere una donna come leader.
[Testo originale di Lova Rakotomalala, tradotto da Serena Carta. Ripreso da Global Voices Online in Italiano con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0.]