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Emergenza-rifiuti-napoliUn business in ascesa, capace di fruttare in Italia oltre 20 miliardi di euro l’anno, superando per profitti il narcotraffico: è il commercio illecito di rifiuti, che vede il suo epicentro nella Regione Campania. Ma quanti, investigatori o magistrati, hanno cercato di fermare l’ecomafia, sono stati tutti destituiti o… “promossi”.

 

Negli stessi giorni in cui gli inquirenti indagano 30 persone e ne arrestano 5 per smaltimento illegale di rifiuti in Campania, a Napoli un folto gruppo di persone organizza un flash mob presso i giardinetti di Porta Capuana e un altro in piazza Santa Maria La Nova. Il tam tam della pagina facebook di “CleaNap-Piazza pulita” si diffonde sempre più tra i napoletani, “indignati ma non rassegnati”. Centinaia di persone armate di scopa, paletta e sacchi neri dell’immondizia cerca di “ribellarsi” al degrado ambientale della città. Che sembra ormai soffocare tra i cumuli di spazzatura inevasa e le pire fumanti degli incendi che sprigionano diossina.


Due fatti apparentemente non collegati che avvengono negli stessi giorni, sullo stesso territorio: da una parte la criminalità organizzata che fa business riempiendo le discariche, legali e abusive, del territorio campano con rifiuti industriali, pericolosi e di ogni altro genere, pur di fare quattrini; con le autorità giudiziarie che cercano di fermare un mercato illegale ormai miliardario. Dall’altra la città di Napoli piena di rifiuti lasciati marcire per strada e una società civile che “non ci sta”, reagendo in maniera costruttiva con i mezzi a disposizione.


«La situazione emergenziale di Napoli si protrae ormai da anni – racconta il pubblico ministero Luciano Tarditi, colui che nel lontano ’94 per primo ha scoperchiato il calderone delle ecomafie -. Ricordo che in Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti già nel 2002 alcuni politici, di cui non posso naturalmente fare i nomi, mi raccontavano di come erano costretti, per non avere accumuli di immondizia per strada, a sedersi al tavolo e trattare con i camorristi. Oggi sono semplicemente aumentati gli appetiti. La mia sensazione è che questi signori ormai hanno talmente le chiavi della città in mano che le usano per fare fortune e sfortune della coalizione politica al potere. Che sia di destra o di sinistra. Un vero attentato alla democrazia».

L'inchiesta completa uscirà sul numero di VpS settembre ottobre 2011